Sunday, Apr. 30, 2017

I Cartoni del ’900 italiano a Bologna

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January 20, 2017

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I Cartoni del ’900 italiano a Bologna

Mostra Cartoni Spazio Sympò Bologna Duilio Cambellotti Cartone Rosone TeramoLa mostra Cartoni. Disegni smisurati del ‘900 italiano propone ben 20 cartoni di grandi maestri del ‘900 italiano quali Adolfo De Carolis, Mario Sironi, Duilio Cambellotti, Giulio Bargellini, Achille Funi, Gino Severini, Galileo Chini, Publio Morbiducci, Achille Capizzano, Ottone Rosai.
Poter ammirare una simile raccolta di “cartoni” è occasione rara: ad essere svelata è la collezione che la Galleria del Laocoonte di Roma ha riunito per costituire una sorta di pinacoteca di “disegni smisurati” che evidenzi l’alto livello dell’esercizio del disegnare nella prima metà del secolo scorso.

Cartoni: il fascino dei grandi spazi

La mostra che Marco Fabio Apolloni e Monica Cardarelli propongono a Bologna, allo Spazio Sympò, nell’ex Chiesa di Santa Maria del Buon Pastore è particolare non solo per il tema ma anche per lo spazio espositivo scelto, necessario ad accogliere la dimensione di queste opere. Il cartone è un disegno grande quanto l’opera che l’artista intende realizzare e poiché questi cartoni si riferiscono a realizzazioni di grandi dimensioni, richiedono uno spazio espositivo altrettanto ragguardevole.

I Cartoni del Laocoonte: i maestri in mostra

Si va dal dannunziano Adolfo De Carolis di cui si espone il grande foglio preparatorio del dipinto Primavera (1903) ad una monumentale figura di Mario Sironi che pare scolpita nella roccia a colpi di grafite. Del poliedrico Duilio Cambellotti è Cartoni disegni smisurati del 900 italiano mostra bologna Achille Funi Battagliaesposto il cartone per il rosone realizzato in vetri colorati per la Cattedrale di Teramo, oltre a due disegni preparatori per i manifesti del film Fabiola, uno dei primi kolossal italiani del immediato dopoguerra. Due maestosi cartoni per gli affreschi dello scalone del palazzo dell’INA a Roma – ora proprietà dell’Ambasciata Americana – sono opera del quasi dimenticato Giulio Bargellini (Firenze 1875- Roma 1936), frescante instancabile di terme, banche e ministeri dove andò traducendo in italiano le archeologie viventi di Alma Tadema e le bellezze femminili che Klimt aveva trasformato in sontuose carte da parati. Achille Funi (Ferrara 1890 – Appiano Gentile, Como 1972) che volle ridar vita nell’Italia contemporanea alla storia antica, al medioevo e al rinascimento, raccontandola come una favola mitologica, è rappresentato con una serie di opere. Due schiere di soldati romani disegnati per il Martirio di San Giorgio per la chiesa omonima a Milano in via Torino; le figure di Didone e della sorella Anna per la sala dell’Eneide, affresco effimero eseguito per la Triennale di Monza del 1930; una Zuffa di Cavalieri nella “Battaglia” di Legnano per la Sala Consiliare del Municipio di Bergamo ed infine la Vergine annunciata, cartone colorato a pastello per la pittura della chiesa di San Francesco a Tripoli, in cui ha raffigurato la propria allieva e amante Felicita Frai.
Di Gino Severini è una Madonna con Bambino per la Cattedrale di Losanna. Di Galileo Chini una delle virtù, che ornavano il Padiglione delle Esposizioni della Biennale di Venezia. Il cartone di carta lucida, perforato per il trasferimento a spolvero, ha assunto con il tempo l’aspetto di un’antica pergamena, mentre la figura, i cui contorni sono definiti dalla polvere di carboncino rimasta nei fori, ha l’aspetto di un apparizione irreale.
Mostra cartoni 900 italiano bologna Giulio Bargellini Ettore e AndromacaPublio Morbiducci (1889-1963), a cui è dovuto il Monumento al Bersagliere a Porta Pia, è l’autore di una serie di disegni con trionfi di spoglie militari in cui le armi dell’antichità classica sono commiste con quelle moderne dell’ultima guerra. Erano per grandi pannelli in vetro smerigliato, ma la sconfitta di quelle armi stesse venne prima della realizzazione finale. Del calabrese Achille Capizzano, autore tra l’altro di alcuni mosaici del Foro Italico, sono presentate due scene dalla Divina Commedia ispirate ad antiche xilografie.
Infine di Ottone Rosai è un Giovinetto Crocifisso sospeso quasi a grandezza naturale su un vasto foglio, in cui il rovello del disegno per rendere l’anatomia del corpo si traduce in un’apparenza espressionista di grande pathos, in cui l’immagine sacra è anche sacra rappresentazione della propria tormentata omosessualità.
Non deve stupire – afferma Marco Fabio Apolloni – che nel ‘900 italiano, legato al ritorno alle tecniche di decorazione antiche e tradizionali, sopravvivano questi grandi fogli su cui l’ispirazione dell’artista, già spesa in studi, schizzi, modelli e bozzetti, ha saputo trovare finalmente la vera misura e le linee definitive della forma del proprio lavoro. Certo, tracciare sull’intonaco o la tela il disegno è solo il principio dell’opera quando essa è pittura, mentre il cartone per mosaico o arazzo è spesso già colorato dal pittore e dunque “finito” per ciò che lo riguarda.
In ogni caso dopo il cartone è raro che l’artista abbia pentimenti e che dunque vi siano grandi differenze rispetto al risultato definitivo. E’ dunque il cartone l’ultimo luogo delle incertezze, dei ripensamenti, dei cambiamenti improvvisi in corso d’opera. Sono le cancellature, le correzioni, ciò che rendono il cartone una sorta di sindone di carta di tutta la passione e le sofferenze di un artista nel corso della creazione del proprio capolavoro
”.

Cartoni. Disegni smisurati del ‘900 italiano

dal 25 al 31 gennaio 2017

Spazio Sympò (ex Chiesa di Santa Maria del Buon Pastore)

Via delle Lame 83, Bologna

Orario: 10h00 – 19h00,

Info: Galleria del Laocoonte, Roma

www.laocoontegalleria.it

T 06 68308994
laocoontegallery@libero.it

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