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Caminata

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April 23, 2014

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Caminata

Dobbiamo a Padre Jean Coste – sacerdote e grande medievalista – l’identificazione, non molti anni or sono, della località in cui sorgeva il castrum Caminata. Ed anche la straordinaria ricostruzione della topografia medievale di un territorio, quello compreso tra la via Salaria e Montelibretti, che in quell’epoca accoglieva ben sette castrum. Di essi solo uno è arrivato a vedere il terzo millennio: Montelibretti.

Come sempre, quando si parla di Sabina, il punto di partenza è il Regesto dell’Abbazia di Farfa. Infatti, il toponimo Caminata o Caminate vi ricorre ben diciassette volta. In realtà si tratta di un toponimo molto comune e, di conseguenza, anche nel Regesto appare riferito a località diverse ed anche distanti tra di loro. In ogni caso, gli atti di nostro interesse ci permettono di focalizzare un momento preciso: l’XI secolo. Nella prima metà di esso Caminata è ancora un locus, un luogo, nella seconda metà è citato come castrum, dunque un borgo abitato e fortificato.

Caminata e la sua localizzazione

castrum caminataI Registi di Farfa sono i primi a parlare di Caminata. Ci permettono di determinarne – nella seconda metà dell’XI secolo – diversi dati fondamentali. I confini:

  • i casali franconis e quacquerinis
  • il Tevere ed il rivum de musa, oggi detto Rio Moscio
  • la Via Reatina che si snodava tra Mentana e Rieti (sul percorso della quale sorgevano anche Grotta Marozia e Podium de Flora).

Il nome del suo proprietario: Octavianus comes, filius Johannis Oddonis, esponente  della famiglia dei Crescenzi Ottaviani. Ottaviano è il primo conte di Palombara. Suo padre Giovanni di Oddone è conte di Sabina e sua madre, Davinia, è detta dominus de Palumbaria. Il fatto che l’amministrazione della giustizia, a Caminata, fosse garantita dall’Abbazia di San Giovanni in Argentella. Infine, che al territorio del feudo di Caminata appartenesse il territorio detto Marzolano, toponimo ancor oggi esistente in comune di Palombara.

Da qui parte il lavoro di ricostruzione di Padre Jean Coste. Attraverso decine di documenti tra atti notarili, visite pastorali, carte geografiche di varie epoche, Jean Coste ha potuto localizzare ciò che resta del castrum di Caminata in località Santa Maria della Spiga lungo l’antica Via Reatina che dominava. Non a caso, nella topografia moderna, la zona sottostante è detta La Muraccia, probabilmente richiamando i resti di Caminata. Per identificare il luogo, quella che fa per voi è la carta I.G.M. F 366 Sez. IV – Montelibretti.

La Storia di Caminata

Caminata è certamente un castrum nella seconda metà del X secolo. Ce lo confermano gli atti del Regesto Farfense. Esiste anche un atto del 1011 che vede citati tra i testimoni un Caro de Caminatis ed un Franco de Stephano de Marzulano. L’atto però non fornisce elementi per determinare con certezza che il castrum già esistesse.

Sappiamo anche che ai suoi esordi “documentali” Caminata è in mano alla famiglia dei Crescenzi Ottaviani. Infatti, nel 1093 Ottaviano Crescenzi – figlio di Giovanni e nipote di Oddone – ne dona una metà all’Abbazia di Farfa, salvo la torre, che era in possesso di suo figlio Oddone e l’amministrazione della giustizia che spettava all’abbazia di San Giovanni in Argentella.

Il tema del possesso di Caminata è però più articolato di così. Infatti in un atto del 1111 – cioè 18 anni dopo – sempre OttavianoPanorama da Caminata restituisce Caminata a San Giovanni in Argentella insieme ad altri feudi dei quali aveva usurpato il possesso alla stessa abbazia la quale, peraltro, aveva continuato ad amministravi la giustizia. Nell’atto del 1111, nulla si dice della metà di Caminata che doveva essere proprietà di Farfa e nulla dicono le fonti farfensi. Dobbiamo dunque presumere che Farfa ne avesse nel frattempo perso il possesso.

Nel XIII secolo la situazione volge nuovamente a vantaggio dei Crescenzi. Una lettera del 1204, Papa Innocenzo III conferma il possesso dei feudi di Caminata e di Montorio (Romano) a Giovanni di Oddone Crescenzi al quale erano stati tolti con la forza da tal Abaiamontem de Montorio.

Sappiamo che nel corso del XIII secolo i Crescenzi cedono ai Savelli Palombara. Il 1276 è l’anno nel quale si ritiene completato questo passaggio. Non siamo in grado di ricostruire come mutò la proprietà di Caminata in quel frangente ma per il castrum doveva ormai avvicinarsi il momento dell’abbandono.

Infatti, nel 1334, l’inventario dei beni del Priorato Romano dell’Ordine di S. Giovanni in Gerusalemme, riporta tra i confini di una proprietà del Priorato “tenimentum Cammenatis”. Dunque ormai Caminata non è più un castrum con una propria popolazione. La conferma ci arriva nel 1343 dagli atti della visita pastorale compiuta in quell’anno alla Diocesi della Sabina. Caminata non è elencata tra i castrum visitati e risulta solo che San Giovanni in Argentella ha in loco una “cappella”.

Nel 1428 Caminata entra “ufficialmente” nel patrimonio di casa Orsini. Infatti Caminata appartiene agli eredi di Johannis Massarii de Villa Sancti Antimi (che non sappiamo quando ne sia venuto in possesso). Uno degli eredi vende la sua parte al Cardinale Giordano Orsini. L’antico castrum è ormai un rudere: l’atto di vendita cita infatti la presenza di castellaria, ovvero resti di fortificazioni. Gli Orsini acquisiscono completamente Caminata ma ne rivendono presto una parte. Nel 1479, infatti, ne sono proprietari Raimondo Orsini, signore di Montelibretti, ed Altobello Orsini. La parte di proprietà di quest’ultimo viene però venduta a Gabriele Cesarini per coprire i debiti della successione di Altobello. Dall’atto, apprendiamo che nel territorio di Caminata era presente una taberna destinata a coloro che percorrevano la Via Reatina.

castrum caminataIl nome dei Cesarini passa anche nella topografia moderna. Infatti, l’area a Sud Ovest dell’antica Caminata prende il nome di Cesarina e Cesarinetta comprendendo la taberna di cui sopra, oggi segnata sulle carte come Osteria di Moricone.

Nel 1610 Giuliano Cesarini vende queste proprietà compresa l’Osteria a Flaminia Armentieri, madre di Oddone Savelli di Palombara. Ma già nel 1619 Marcantonio Borghese compra da Oddone Savelli di Palombara, Marchese di Moricone, il castello di Moricone con il suo territorio, compreso tenutam iurisdictionalem hospitii Moriconis nuncupatum,

Questo lungo iter di passaggi di proprietà lo troviamo perfettamente trascritto nella topografia di oggi. Sintetizza infatti Jean Coste: “La parte S.O. del territorio di Caminata, comprendente l’osteria, venduta dagli Orsini ai Cesarini, passò da questi ai Savelli e dal Savelli ai Borghese, successivi signori di Moricone, venendo così ad ingrandire il territorio di questo comune e ricevendo, per distinguerla dal resto di questo territorio, un nome derivato dall’ultimo proprietario che l’aveva posseduta a parte: la Cesarina. Quanto all’altra parte dell’ex castrum, quella che nel 1479 era di Raimondo Orsini, signore di Montelibretti, essa fu semplicemente, secondo la pratica più comune dell’epoca, unita al territorio di questo castello. Difatti, ancora oggi, come si vede sulla carta, il territorio di Montelibretti confina direttamente con la Cesarina, la collina con i ruderi appartenendo a Montelibretti, mentra la Cesarina stessa, con l’osteria, è di Moricone”.

Caminata: i ruderi

Cosa resta di Caminata ? Purtroppo molto poco. Un’alta parete, forse appartenente al mastio, e l’abside interrato ed alcune mura di una chiesa. Quanto basta però a Jean Coste per effettuare una datazione coerente con i Regesti di Farfa: “ … l’utilizzazione di tale materiale, la struttura alquanto rozza e irregolare, la posizione scelta ad efficace controllo di una strada romana importante, tutto ciò ci rimanda alla tecnica del sec. XI”.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.