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Cottanello il borgo e la storia

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February 8, 2013

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Cottanello il borgo e la storia

Prima di visitare Cottanello e conoscerne la storia, è necessario un piccolo ripasso di geografia. Non quella di oggi, però, ma quella di quando (fino a meno di cento anni fa) per andare da qui a lì la maggioranza degli esseri umani usava le cottanello visita sabina rietiproprie gambe ed i più ben dotati muli, asini e cavalli.

Cottanello, posta nell’estremo lembo di Sabina tra l’Umbria ed il Reatino (dista trenta chilometri da Narni e meno da Rieti, ma tagliando per sentieri e boschi la strada si accorcia), era infatti un castrum di confine  che controllava la direttrice, appunto, per Rieti e per l’Umbria. Per capire quanto questo fosse vero, basti pensare che l’attuale strada provinciale di Fonte Cerro, che collega Cottanello a Contigliano e Rieti, fu inaugurata solo nel 1888 e che solo nel 1917 – grazie all’opera di prigionieri di guerra austriaci – fu realizzata la congiunzione tra questa strada e quella che, passando sotto Cottanello, porta a Terni. Dunque, per tutto il Medioevo, alto o basso che sia, e fino a dopo l’Unità d’Italia, o si passava per i Prati di Cottanello oppure si restava a casa.

Cottanello: la storia

Non sappiamo quanto antico sia Cottanello: è nel 1027 che, però, fa la sua entrata in scena nella storia “documentata” grazie agli archivi dell’Abbazia di Farfa. Infatti, in quell’anno, Susanna, figlia di Landolfo, con il consenso del marito Attone, dona ai monaci farfensi i suoi possedimenti “in vocabulo de Cottanello cum eorum pertinentiis”. In realtà, l’area era abitata fin dall’epoca romana, come testimonia la grande villa in località Collesecco e proprio dal suo proprietario – Lucio Aurunculeio Cotta – il borgo avrebbe successivamente mutuato il nome.

Dal fatto che Cottanello sia poi menzionata nel 1192 da Cencio Camerario (ovvero Cencio Savelli, camerarius di Clemente III e Celestino III, e dal 1216 Papa con il nome di Onorio III) in quanto versava alla Chiesa di Roma un censo annuo di “sei libbre di provisini”, ci fa ritenere che dall’Abbazia di Farfa il borgo fosse passato sotto il controllo del papato.

Porta del Regno Cottanello visita storiaCottanello si regge poi durante il XIII secolo come Comune sebbene non manchino i problemi: verso la metà del secolo, fu sottoposto al potere del “Vir Sanguinum” Raullo detto Surdus, dal quale Papa Urbano IV lo liberò nel 1263 inviandovi allo scopo Giovanni Caetano Orsini, Rettore di Sabina. Nel 1277 fu proprio Giovanni Caetano Orsini a salire al Soglio Pontificio con il nome di Niccolò III ed a lui nel 1278 i Cottanellesi giurano fedeltà.

In Sabina, soprattutto ai confini con l’Umbria, quelli erano anni complicati. Il Comune di Narni aveva mire espansionistiche come del resto Magliano e Roma: così, nel 1283 il borgo preferì affidare la sua sicurezza ad Orso Orsini, Maresciallo della Curia Romana e Rettore del Patrimonio di San Pietro, e dunque protettore potente, concedendogli il dominio perpetuo del castello. Cottanello rimase così sotto la signoria degli Orsini fino al termine del XVI secolo.

Ovviamente, come spesso accadeva in quei secoli “movimentati”, anche il controllo degli Orsini su Cottanello subì qualche traversia. Così, nel 1424, Papa Martino V Colonna, dichiarò ribelle Ulisse Orsini e lo privò del possesso di Cottanello per affidarlo a Giacomo Orsini, Conte di Tagliacozzo. Nel 1431, però, il suo successore Eugenio IV ordinò ai figli di Giacomo – Antonio e Rinaldo – di restituire il castello ad Ulisse.

Cottanello e i Lanzichenecchi

L’estate del 1527 segna un momento drammatico per l’Italia ed il Papato ed una pietra miliare nella storia di Cottanello. Lo riviviamo nel racconto fattone da Fabio Mastrodicasa Rinaldi, storico cottanellese, nella sua “Cronistoria fondamentale di Cottanello”: “Dopo il feroce Sacco di Roma e la tregua pattuita fra Papa Clemente VII e I’ Imperatore di Spagna Carlo V, le truppe imperiali, Spagnoli e Lanzichenecchi, si ritirarono in Umbria e nel passare attaccano, depredano e devastano i vari Castelli della Sabina. Nei pressi del torrente L’Aia i Cottanellesi assalgono, sopraffanno e rapinano un drappello guidato dal Vice Comandante Imperiale Ferdinando d’Alarcon; scatta subito la rappresaglia e dopo un paio di giorni bande di Spagnoli e Lanzichenecchi sono già sotto le mura di Cottanello. Si acquartierano nella Chiesa di S. Maria dei Casali, allora sede dell’ Arcipretura, da cui dipendevano tutte le Chiese della zona e officiata da otto Canonici e un Arciprete.

Nonostante la loro superiorità, gli Imperiali non riescono ad espugnare il Castello per l’accanita difesa fatta dagli abitanti. La tradizione dice che dopo un pò di tempo, nel cielo sopra a Cottanello compare la Madonna con il Santo cottanello visita storiaBambino in braccio. I Borbonici atterriti fuggono verso il loro quartiere generale di S. Maria. E’ lì che vengono accerchiati dai Cottanellesi, lanciatisi all’inseguimento, e dai Stronconesi accorsi in loro aiuto. E’ una tremenda battaglia dalla quale Spagnoli e Lanzichenecchi escono completamente sconfitti e costretti a ritirarsi a Terni lasciando sul terreno decine di morti. I caduti vengono seppelliti nei dintorni della Chiesa di S. Maria che però rimane completamente distrutta, mentre le Insegne Imperiali abbandonate vengono portate nella Chiesa di S. Andrea. Segue un’ epidemia di peste forse portata dai Borbonici. Nel 1575 si completa la ricostruzione della Chiesa di S. Maria dei Casali; è molto più piccola di quella distrutta dai Lanzichenecchi nel 1527”.

Andrea Tiburzi detto “Sghenghella”

Ritorniamo al “normale” scorrere degli anni. Il dominio Orsini durò fino alla morte senza eredi diretti di Carlo Fausto Orsini nel 1587, il quale indicò come suo successore testamentario il Duca di Bracciano, Virginio Orsini. La Camera Apostolica procedette a quel punto all’ “incameramento” del feudo: a questo atto seguì un lunghissimo iter giudiziario che si risolse solo all’inizio del ‘700. Gli Orsini tornarono proprietari del feudo mentre la Camera Apostolica si tenne i redditi ricavati da Cottanello in quel lasso di tempo. Il XVIII secolo segnò però un periodo infelice per il paese: la gestione inadeguata degli amministratori di casa Orsini e l’eccessiva pressione fiscale lo condussero verso la povertà, ma il peggio doveva arrivare. Infatti, per reagire all’invasione napoleonica, Ferdinando IV di Borbone, Re di Napoli, essendo fallite le azioni militari, procedette a fomentare insurrezioni popolari che dall’Abruzzo si estesero al Reatino.

A Cottanello emerse la figura del suo arciprete, Andrea Tiburzi detto “Sghenghella” il quale formò una sua banda la quale assunse dimensioni tali da poter addirittura, nel febbraio 1799, assediare Rieti, tenuta da una guarnigione francese, sebbene senza successo. La reazione francese non si fece attendere e Cottanello venne assalita e data alle fiamme: bruciarono 57 case ed anche la chiesa parrocchiale di S.Andrea fu così gravemente danneggiata tant’è che dell’esterno originale rimane solo il portone d’accesso laterale. Nella fase di riorganizzazione dello Stato Pontificio dopo l’occupazione francese, all’inizio dell’800, contemporanea all’abolizione del feudalesimo, Cottanello passò dagli Orsini all Camera Apostolica. Poi, quando la Provincia di Sabina venne trasformata in Delegazione con sede a Rieti e suddivisa in sei Mandamenti (o Governi), Cottanello fu incluso nel Mandamento di Poggio Mirteto.

Visitare Cottanello

Cottanello va anzitutto osservata da lontano: sia che vi arriviate dalla Sabina che da rieti, essa rivela immediatamente la sua natura di antico castrum in posizione dominante e difeso addirittura da tre cinte di mura delle quali, purtroppo, ci restano solo testimonianze parziali. Bellissima è la vista dalla provinciale di Fonte Cerro: vi basterà percorrere alcune centinaia di metri in direzione di Rieti, per godere di una vista veramente spettacolare di Cottanello.

cottanello visitaPer visitare il borgo, l’entrata rituale è dalla Porta del Regno così chiamata perché esposta a nord, ovvero in direzione del Regno di Napoli. Essa venne ricostruita nel 1572 come dimostra la data incisa sulla destra dell’architrave. La rampa con cui si accede alla porta era un tempo un ponte levatoio. Alla sinistra della porta sorge l’antica torre di vedetta trasformatasi nei secoli nell’abside circolare della chiesa di San Luigi. Era l’oratorio della Compagnia del SS. Sacramento e fino al 1794 veniva utilizzata come cimitero dei forestieri.

Sulla destra entrando nel borgo, notate il doppio arco di quella che poteva essere una seconda torre di guardia a difesa di una doppia porta d’ingresso. A sinistra trovate il palazzetto dell’Istituto Rinaldi il cui nome ricorda Lucia Rinaldi la quale, nel 1865, donò la sua casa al comune di Cottanello perché fosse utilizzata per l’istruzione delle sole fanciulle del paese e così avvenne attraverso l’impegno delle suore del Preziosissimo Sangue. Oggi ospita l’Unione dei Comuni della Val d’Aia.

Il percorso di Ronda

Attraversando il doppio arco prima citato, si accede alla via del Corridoio, la quale consente di percorrere tutto il perimetro di Cottanello utilizzando l’antico percorso di ronda dove è possibile osservare alcune torri di guardia quali quelle presso i portoni di ingresso e Porta Romana in particolare. Tenete presente che nel 1868 le mura vennero abbassate di 1,50 m., distruggendo i passi delle guardie e le merlature, e che dunque avevano fino ad allora ben altro impatto visivo e capacità difensiva.

visita cottanello muraLa porta a sud e’ la Porta Romana, chiusa da una torre ben conservata ed il cui nome rivela il fatto che essa guarda verso la Città Eterna. Probabilmente era lun tempo l’ingresso principale al castrum: essa dispone infatti di sistemi difensivi articolati e reca lo stemma degli Orsini. Molto Interessanti sono le vestigia degli ambienti all’interno di un’altra torre di guardia che ora si presenta come un arco che immette nella via dello Steccato.

Sulla piazza principale di Cottanello affacciano sia la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea che la Casa Baronale. Al suo fianco si nota un ingresso in cima a delle scale: è l’ingresso laterale di Sant’Andrea, l’unica parte rimasta del suo esterno precedente al restauro di inizio ‘800 reso necessario dai gravi danni inferti all’edificio dai francesi nel 1799. Era anche l’ingresso da cui la Compagnia del SS. Sacramento entrava nella chiesa. Gli affreschi che oggi adornano la chiesa sono stati realizzati dall’artista cottanellese Gaetano Pasquarelli tra il 1933 ed il 1940.  Nei pressi dell’edificio sacro, incastonato nel muro, si trova la base di un sarcofago la cui iscrizione ne dimostra l’appartenenza ad Emilio Paolo, bimbo della famiglia Orsini, il sarcofago è posto all’interno della chiesa.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.