Friday, Jun. 23, 2017

Emocromo: cosa devi sapere?

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January 25, 2017

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Emocromo: cosa devi sapere?

L’emocromo è un esame semplice e poco costoso per l’effettuazione del quale è sufficiente il prelievo di una esigua quantità di sangue. Esso rappresenta una fonte preziosissima di informazioni per i medici curanti perché fornisce loro importanti notizie per formulare una diagnosi o indirizzare verso una ipotesi diagnostica. È questa la ragione per cui l’emocromo è ad oggi tra gli esami più richiesti.

All’interno del referto di un esame emocromocitometrico ci troveremo di fronte alla lettura dei valori di ben 13 parametri. Per leggere correttamente un emocromo è indispensabile sapere per prima cosa che i 13 parametri in realtà sono riferibili alle 3 sottoclassi principali di cellule che compongono il nostro sangue: Globuli rossi, Globuli bianchi e Piastrine.

Globuli Rossi

Sono misurati in milioni per millimetro cubo di sangue e la loro azione principale è quella di trasportare l’ossigeno ai tessuti. L’importanza dei valori di globuli rossi presenti nel sangue è legata principalmente ad un eventuale abbassamento degli stessi la cui causa è molto spesso la condizione comunemente nota come “anemia”.

Anemia

In una eventuale anemia andranno ad assumere grande importanza anche i valori di altri 5 parametri:

  • l’emoglobina: pigmento contenuto all’interno dei globuli rossi che lega l’ossigeno da trasportare  dai polmoni ai tessuti.
  • l’ematocrito: il rapporto percentuale tra i globuli rossi e la parte liquida del sangue chiamata plasma.

In caso di anemia i valori delle concentrazioni di Emoglobina ed Ematocrito saranno usati per esprimere la gravità dell’anemia stessa.

  • l’ MCV: il valore corpuscolare medio indica il volume del globulo rosso e ha rilevante importanza all’interno delle diverse diagnosi di anemia.
  • l’ MCH: il contenuto cellulare medio di emoglobina.
  • l’ MCHC: la concentrazione cellulare media di emoglobina.

In caso di anemia i valori corpuscolari di MCV, MCH e MCHC serviranno a classificare le diverse anemie.

Aumento dei globuli rossi

L’aumento dei globuli rossi generalmente è dovuto ad una scarsa assunzione di liquidi, quindi a disidratazione, ad una emopatia genetica o a seguito di patologie cardiologiche o polmonari con insufficienza respiratoria.

L’aumento dei globuli rossi nel sangue però può essere determinato anche da fattori non patologici come l’alta quota, il fumo, l’assunzione di farmaci contenenti testosterone e l’intensa attività fisica protratta nel tempo.

Globuli Bianchi

Sono misurati come numero di cellule per millimetro cubo di sangue e sono cellule importanti sia nell’ambito dell’attività immunitaria che in quello delle infezioni.

Fanno parte del sistema di combattimento contro le infezioni del corpo umano e viaggiano attraverso il sangue raggiungendo le zone dove è presente un’infezione debellando i batteri responsabili della stessa.

Formula Leucocitaria

Nella lettura dei valori dei globuli bianchi in un esame emocromocitometrico riveste fondamentale importanza la Formula Leucocitaria, cioè il conteggio di 5 tipi di cellule:

  • Neutrofili: sono i soldati che debellano le infezioni ed aumentano principalmente nelle infezioni batteriche;
  • Eosinofili: sono i globuli bianchi coinvolti solitamente nelle reazioni allergiche e nella difesa contro le infezioni parassitarie intestinali.
  • Basofili: sono, con gli eosinofili, implicati negli stati allergici ma possono essere anche le spie di importanti malattie ematologiche;
  • Linfociti: hanno un ruolo rilevante nell’attività immunitaria perché producono gli anticorpi (proteine che vengono create quando l’organismo viene a contatto con particelle che non riconosce) ma anche perché aggrediscono direttamente gli agenti infettivi (generalmente i virus).
  • Monociti: hanno un ruolo importante nella pulizia della zona infetta e nella riparazione dei tessuti lesi ed aumentano in caso di infezioni, intolleranze farmacologiche o in malattie ematologiche.

Inversione della formula

Spesso sentiremo parlare di inversione della formula che fa riferimento alla riduzione percentuale dei Neutrofili ed aumento relativo dei Linfociti, segnale che comunemente indica la presenza di una infezione virale in atto.

L’abbassamento dei livelli di globuli bianchi è generalmente conseguenza di malattie che provocano immunosoppressione o segue all’assunzione, per ragioni terapeutiche, di farmaci che causano diminuzione dei neutrofili.

L’aumento dei globuli bianchiè la conseguenza di un processo infiammatorio in atto nell’organismo.

Piastrine

Sono misurate in migliaia per millimetro cubo di sangue, sono i più piccoli elementi figurati del sangue ed hanno il fondamentale compito di fermare il sanguinamento formando un tappo emostatico attraverso un processo biologico molto complesso ed affascinante chiamato “emostasi”.

L’abbassamento dei valori delle piastrine provoca problemi legati al processo di formazione del tappo piastrinico e quindi i pazienti possono presentare rischi di emorragie. L’aumento del valore delle piastrine può esporre i soggetti al rischio di trombosi, cioè alla formazione spontanea di aggregati piastrinici che, insieme alla fibrina, ai globuli bianchi e ai globuli rossi possono produrre un trombo all’interno di un vaso.

Emocromo: i Valori di Riferimento

È importante specificare che classificando i vari elementi del sangue abbiamo  considerato i valori aumentati o diminuiti in relazione ai valori di riferimento che differiscono in relazione al sesso e all’età.

Bisogna però considerare che i valori dell’esame non devono essere confrontati solo ed esclusivamente con i valori di riferimento ma analizzati dal medico curante in funzione dei dati clinici del paziente ed in relazione agli altri dati che compongono l’emocromo.

 

 

 

 

 

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Due parole sull'autore

Antonella Barbalucca

Laureata in Scienze Biologiche presso l’ Università degli Studi di Lecce si è perfezionata in Biologia della Nutrizione Umana presso l’ Università degli Studi di Bari e successivamente ha acquisito l’Abilitazione all’Esecuzione dei Prelievi Capillari e Venosi presso il Policlinico Sant’Andrea di Roma. Ha maturato esperienza svolgendo la sua attività professionale presso diverse strutture private ricoprendo l’incarico di Biologo. Ha insegnato “Biochimica degli Alimenti” e “Interpretazione dei Dati di Laboratorio” presso l’Université Européenne Jean Monnett sede di Bari. Dal 2002 al 2005 ha ricoperto l’ incarico di Direttore Sanitario presso il Laboratorio di Patologia Clinica G.Barbalucca di Taranto e dal marzo 2007 collabora continuativamente con il Laboratorio Clinico Nomentano in qualità di Biologo Prelevatore.