Friday, Aug. 18, 2017

Porta Nuova: la Milano del Terzo Millennio

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June 17, 2017

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Porta Nuova: la Milano del Terzo Millennio

La grande operazione di sviluppo urbano di Milano Porta Nuova fa pensare di essere in un paese diverso dall’Italia. In un paese dove innovare è possibile. Dove di grandi progetti non ci si limita a parlare ma si realizzano anche.

Milano Porta Nuova: turismo post moderno

Poche città italiane avrebbero potuto gestire un’operazione di questo genere e Milano, probabilmente, è quella più in grado di farlo. Porta Nuova è

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Milano – Torre Unicredit

molte cose ma è certamente anche una nuova meta turistica a Milano. Lo è come lo sono le opere di Calatrava a Valencia. Come lo è, anche se in scala più piccola, la Stazione dell’Alta Velocità di Reggio Emilia, sempre di Calatrava.

Insomma, Porta Nuova a Milano è una metà per appassionati di architettura moderna ma anche per turisti “evoluti” come lo sono tante altre realizzazioni dell’architettura contemporanea.

Su un’area di 360.000 metri quadri – che coinvolge i tre quartieri di Garibaldi, Varesine e Isola – sono stati coinvolti venti studi di architettura di otto paesi diversi. Un esempio di quando la diversità rappresenti veramente un valore e non solo uno slogan.

Di certo, lo skyline di Milano è cambiato ed il quartiere merita la visita.

Unicredit Tower e Piazza Gae Aulenti

In realtà, le torri sono tre anche se l’icona di Porta Nuova è certamente la Unicredit Tower con la sua guglia che svetta nella skyline milanese.

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Milano – Piazza Gae Aulenti

Nello spazio che le tre torri curvilinee generano al loro interno, come un abbraccio, si trova Piazza Gae Aulenti con le sue fontane. Punto di ritrovo, di shopping ma anche per famiglie e bambini.

Il progetto è dello studio Pelli Clarke Pelli Architects (Cesar Pelli è argentino, lo studio si trova a New Heaven nel Connecticut). Le grandi facciate rivestite di vetri a specchio cambiano colore al cambiare della luce.

La Torre Unicredit è alta 23o metri. La “Spire”, cioè la sua famosa guglia, è di suo alta 78 metri per un peso di 18 tonnellate. Probabilmente è il landmark di questa nuova Milano.

E’ un grattacielo di prim’ordine. Degno delle skyline delle metropoli asiatiche. Qui, però, siamo a Milano e la modernità assoluta della Torre Unicredit, forse, potrà essere un’attrazione in più che spingerà il turista post moderno alla scoperta di quella splendida Milano storica che troppo è ignorata da coloro che praticano il solo shopping.

 

Edificio Piuarch e Unicredit Pavilion

L’edificio realizzato dallo studio milanese PiùArch è l’apertura naturale di piazza Gae Aulenti verso gli

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Milano – Edificio PiuArch

altri edifici del quartiere.

Di fronte ad esso, l’Unicredit Pavilion. Centro congressi progettato da Michele de Lucchi, è una struttura di natura completamente diversa dalle altre. Infatti, è realizzato in legno di larice e vetro.

Dunque con un aspetto quasi ecologico a creare una stimolante interazione con gli edifici che lo circondoano.

Porta Nuova residenziale: Solaria, Aria e Solea

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Milano – Unicredit Pavilion, Aria e Solaria

La riqualificazione urbana di Porta Nuova ha anche un lato residenziale assolutamente pregevole. Si tratta di torri significative non solo per il loro impatto sullo skyline di Milano ma anche per le soluzioni adottate.

Gli edifici sono infatti articolati in “ali”. Tre per Solaria, alta 143 metri con 34 piani. Due per Aria, di 17 piani. Le ali sono collegate tra loro solo centralmente: ciò permette ad ogni appartamento di ricevere la luce naturale su tre lati.

Solea, più piccola (15 piani per 69 metri) è totalmente diversa da Solaria e Aria. Progettata dallo studio milanese Caputo Partnership, ha linee assolutamente sue ed originali. L’alternarsi di corpi sporgenti e superfici lisce, del vetro bianco e della pietra scura, la rendono un edificio veramente sorprendente.

Il Bosco Verticale di Boeri

Il Bosco Verticale disegnato dallo Studio Boeri merita un’attenzione a se. Certamente impressionano i numeri. Le due torri una di 78 e l’altra di

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Milano – Bosco Verticale

110 metri sono infatti due foreste urbane. Sulle terrazze vivono 800 alberi ed altre 16.000 tra piante e arbusti. Una biodiversità di 900 specie.

Il Bosco Verticale di Boeri non colpisce solo l’immaginario del neofita. Nel 2014 il Council of Tall Building and Urban Habitat gli ha concesso nel 2014 il premio come “Edificio alto più innovativo del mondo”.

Nel 2015, poi, anche il titolo di Migliore Architettura del Mondo 2015.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.