Tuesday, May. 30, 2017

Necropoli di Montessu: le tombe santuario

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May 6, 2017

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Necropoli di Montessu: le tombe santuario

La Necropoli di Montessu – a Villaperuccio, 20 km da Carbonia ed una sessantina da Cagliari – è la più estesa necropoli di domus de janas dell’area sud orientale della Sardegna. E’ anche uno spettacolo naturale non indifferente. Le tombe, trentacinque quelle mappate e visitabili, sono infatti scavate nella porzione più alta dell’anfiteatro di tracheite che domina la grande vallata sottostante- Su Crabi – che all’orizzonte termina nel mare. Se anche non vi fosse la necropoli, l’area meriterebbe comunque un’escursione per il suo panorama ed i colori che alternano il rosso della roccia al blu del cielo al verde ed al giallo dei campi coltivati.

La Necropoli di Montessu a Villaperuccio

Invece le tombe ci sono. In diversi stati di conservazione (purtroppo) e con caratteristiche molto diverse. Se dovessimo ridurre allo stretto indispensabile la visita, quelle da esplorare sone le n. 2, 6, 7, 33 e 34.

Le tombe 2 e 6, poste verso il margine destro dell’anfiteatro, presentano scolpite nella roccia forme di spirali e teste di animali. Ci vuole un necropoli montessu villaperuccio carbonia sardegna domus de janaspochino d’occhio a distinguerle e, a seconda delle condizioni di luce, un’illuminazione radente può aiutare.

Purtroppo, le domus de janas in sé sono piuttosto malridotte con le volte crollate, ma parte del corredo ornamentale è ancora lì dopo cinquemila nni.

Nelle tombe 7, 33 e 34 – molto meglio conservate strutturalmente – sono invece le dimensione a impressionare. Ed oltre alle dimensioni, anche la particolare suddivisione degli spazi, diversa dalla più frequente ripartizioni in stanze propria di tombe anche di grandi dimensioni e importanza archeologica quali la Tomba del Capo a Bonorva o quelle della Necropoli di Sas Concas a Oniferi.

Sa Grutta de is Proccus

domus de janas montessu villaperuccio carbonia sardegna sa grutta de is proccusE’ la tomba numero 7, una cosiddetta Tomba Santuario in grado di accogliere sia l’effettuazione di riti che un numero significativo di sepolture.

Colpisce immediatamente la monumentale apertura dell’ingresso la quale immette in un ampio vestibolo che reca le tracce di un focolare scavato nella roccia al centro. Le due grandi finestre nella parete di fondo sono di epoca posteriore quindi, al momento della sua costruzione, dal vestibolo si accedeva alla grande sala successiva solo attraverso la piccola apertura in basso al centro della parete.

Provare per credere, è evidente che fosse solo possibile accedere alla seconda sala strisciando o carponi. Con questa modalità si entrava così nella sala funeraria la quale si articola in due grandi vasche laterali ed una più piccola e più bassa posta in corrispondenza della apertura di ingresso.

Tomba Sa Cresiedda – La Chiesetta

La n. 33 è un’altra grande tomba santuario simile alla n. 7. Il soffitto del vestibolo è però in questo caso crollato. La sala funeraria presenta Domus de Janas Montessu necropoli villaperuccio carbonia sardegnavasche più profonde rispetto alla Grutta de is Proccus. Anche la modalità di accesso alla sala funeraria è simile alla tomba n. 7 essendo anche in questo caso le due grandi aperture presenti sulla parete posteriori.

Tomba delle Corna

E’ la n. 34 che deve il suo nome alle decorazioni a forma di corna presenti sulla volta e sulle pareti. Anche il gradino che consente l’accesso alla camera funeraria è scolpito a forma di testa di toro.

 

 

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.