Thursday, Apr. 27, 2017

Oniferi: la necropoli di Sas Concas e gli uomini capovolti

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March 25, 2017

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Oniferi: la necropoli di Sas Concas e gli uomini capovolti

Le domus de janas di Oniferi sono una tappa importante nella visita del patrimonio archeologico della Sardegna. Venti sepolture ipogee scavate in una collina di trachite rossa famose per le loro incisioni di esseri umani capovolti. In termini scientifici, parliamo di petroglifi antropomorfi a candelabro o ancoriformi.

Le domus de janas di Oniferi, ovvero la necropoli di Sas Concas, vi colpirà per diversi motivi. La numerosità delle sepolture (venti) e la loro varietà sia per tipologia di accesso, dimensioni e articolazione interna.

Necropoli di Sas Concas: come arrivarci

Quando l’abbiamo visitata noi (marzo 2017) la necropoli di Sas Concas era prima di segnalazioni, quindi occorre prestare molta attenzione. In oniferi necropoli sas concas domus de janaspratica, procedendo da sud sulla SS 131, imboccate lo svincoli per Oniferi (SS 128). Percorsa la rampetta dello svincolo e arrivati allo stop, girate a sinistra in direzione Oniferi. Fate ancora una trentina di metri passando sotto alla SS 131 e imboccando una curva che piega a destra.

A questo punto siete arrivati: guardate a destra e vedrete la collina di trachite rossa con le aperture delle tombe.

Lasciate la macchina sul ciglio della strada e cercate un varco nella recinzione: un sentierino vi porterà sul luogo in meno di 200 metri.

Data la natura del luogo e della visita si raccomanda abbigliamento e calzature da escursione nonché torce potetnti.

Domus de janas di Oniferi: la visita

Oniferi domus de janas sas concas necropoliCredo vi colpirà l’atmosfera selvaggia del luogo sebbene, in realtà, a un tiro di sasso dalla strada. Forti i contrasti cromatici tra i licheni rossi, il rosa della trachite, il verde dei fichi d’India e della macchia.

Non vi resta che procedere lungo il costone e – muniti di torcia – esplorare i diversi ingressi. Particolarmente suggestivo quello della tomba sopraelevata a cui si accede grazie a pedate scavate nella pietra.

I petroglifi sono presenti in tre tombe – Tomba dell’Emiciclo, Tomba X, Tomba Nuova Ovest – le nostre foto si riferiscono alla prima.

Sas Concas: la Tomba dell’Emiciclo

La Tomba dell’Emiciclo è l’ultima che troverete lungo il costone. Vi affascinerà non appena entrerete. La prima sala, semicircolare, infatti, sulla parete opposta all’ingresso, nell’angolo di sinistra, mostra subito i suoi graffiti. Altri, ne potrete vedere nell’angolo di destra e lungo la parete curvilinea che riconduce verso l’ingresso.

Si tratta indubbiamente di una stilizzazione di esseri umani con la testa all’ingiù (mi si passi l’espressione). Il loro significato si ricollega al necropoli domus de janas oniferipassaggio dalla vita terrena al mondo dei morti.

Scrive infatti Ercole Contu: “..il mondo dell’aldilà è infatti concepito ‘alla rovescia’ presso varie popolazioni primitive extraeuropee e persino in certe tradizioni popolari della Sardegna” (in La Sardegna preistorica).

Questa domus de janas si compone poi di altre cinque ambienti più piccoli. A differenza della prima sala, non sono ad altezza uomo e quindi di accesso più difficile.

La cava di trachite

Se procederete oltre superando la Tomba dell’Emiciclo vi troverete in quel che resta di una piccola cava di trachite. Dimenticando per un istante che i cavatori devono aver distrutto diverse tombe, il luogo è suggestivo.

Non abbiamo alcun elemento sull’epoca nella quale la cava sia stata utilizzata ma è piuttosto evidente che la trachite veniva cavata tagliando blocchi squadrati nella collina. Gli agenti atmosferici hanno col tempo agito sui tagli lasciati dai cavatori consumando e facendo franare parte della parete. Uno spettacolo molto suggestivo.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.