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La pista ciclabile di Fara Sabina

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June 14, 2016

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La pista ciclabile di Fara Sabina

Fara Sabina con oltre 30 km di pista ciclabile – o itinerario naturalistico che dir si voglia – può vantare una delle migliori opportunità di questo tipo.

La Pista Ciclabile di Fara Sabina

Il percorso si configura come un anello che parte dalla rotonda di Viale della Gioventù di fronte al cimitero di Passo Corese e lìPista Ciclabile Fara Sabina ritorna dopo circa 34 km. che si snodano su strade vicinali e comunali in buona misura asfaltate e comunque interamente percorribili anche in auto. Per rendervi la vita più semplice, troverete nella photogallery qui di seguito sia un .jpeg della cartina utilizzata nella segnaletica distribuita lungo l’anello che il medesimo riportato sulla carta militare avendo così a disposizione anche tutti i riferimenti sul terreno e quelli altimetrici.

Per chi si accinga ad affrontare il giro in mountain bike, si tratta di un percorso non particolarmente impegnativo dato il fondo agevole e l’assenza di salite proibitive e viceversa molto piacevole per la varietà del paesaggio, i diversi tratti all’ombra ed alcuni punti assolutamente da non perdere.

Da Passo Corese a Grotte di Torri

Il giro parte imboccando dalla rotonda Via XXV Aprile ed uscendo dal centro abitato. Dopo circa 3 km – avendo superato l’incrocio con Via dei Cavalli – la strada prosegue dritta cambiando il suo nome in Via Grotte di Torri e, dopo circa 4.5 km dalla partenza, troverete il primo punto di sosta con la cartellonistica del percorso che prosegue dritto in salita sempre per Via Grotte di Torri.

percorso naturalistico fara sabinaDopo 500 metri, in cima alla salita, sulla vostra destra vedrete uno dei punti più interessanti del percorso. Si tratta dei resti della villa (agricola) romana di Grotte di Torri, ovvero di quella che rappresentava al suo tempo il centro direzionale ed operativo di un’azienda agricola romana. Ciò che la rende particolarmente interessante è che il casale costruito in epoche successive poggia su un lungo tratto di cd. “mura ciclopiche” o megalitiche anch’esse tipicamente di origine romana. La villa era dotata di un “criptoportico” (un sistema di cantine a volta, per capirci) che dovrebbe essere ancora in loco ma non visitabile.

Il tema delle mura ciclopiche – delle quali questo non è l’unico esempio in Sabina – è da sempre suggestivo ed affascinante: per saperne di più vi suggeriamo alla fine di questo articolo un paio di letture specifiche.

Verso Via degli Inglesi

Dalla Villa Romana di Grotte di Torri altri 2.8 km di strada agevole vi condurranno all’incrocio con la Via degli Inglesi. A questo punto avete due scelte: o seguite il percorso girando a destra (in discesa) e prendete la Via degli Inglesi in direzione Passo Corese, oppure fate una deviazione dalla strada maestra e girate a sinistra sempre su Via degli Inglesi. In quest’ultimo caso, avete preso la direzione dell’Abbazia di Farfa che dista dal punto nel quale siete 2.7 km. In realtà potete anche puntare ad una piccola tappa intermedia, ovvero percorrendo poche centinaia di metri in direzione di Farfa, vi ritroverete sul piccolo lago artificiale di Baccelli che riforniva un tempo l’omonima centrale idroelettrica dei primi del ‘900 posta più a valle. La torre che avrete visto sulla vostra sinistra già da tempo percorrendo Via Grotte di Torri è la torre di Baccelli: quel che resta di una delle fortificazioni poste a difesa dell’Abbazia di Farfa nelle sue immediatezze.

Verso Fonteluna

Comunque, per ora, noi giriamo a destra lungo il percorso dell’anello e facciamo attenzione. Infatti, percorsi 800 metri in direzione Passo Corese su Via degli Inglesi dovete eseguire una repentina curva a 90° ed imboccare con un ripido strappo in salita Via Scarcialupo in direzione prime case. Quello che segue è uno dei punti più complicati del percorso, quindi occhio: dovete infatti percorrere Via Scarcialupo per 1.5 km in salita (sostanzialmente) fino ad arrivare al limitare di prime case (superando il cartello segnaletico bianco che annuncia “Prime Case”) e lì (senza entrare veramente nel paese) girare repentinamente a destra seguendo Via Benedetto Croce che si trasforma in un viottolo di campagna e va giù in discesa verso il fondovalle dove si trova Fonteluna. Potete usare come riferimento anche le indicazioni per l’Agriturismo Santo Pietro (un’altra nota villa rustica romana poi trasformatasi in borghetto medievale).

Il viottolo in discesa prenderà prima il nome di Via Casciano e poi di Via Vicinato dove – dopo 1.1 km. dalla svolta a destra di Via Scarcialupo di cui sopra, si trova Fonteluna. Qui è presente una tavola illustrativa del percorso che per amore di brevità non vi ripetiamo. Comunque siamo ancora in presenza di un sito di origine rurale romana poi trasformatosi in un piccolo agglomerato medievale in una zona nota per la sua ricchezza di acque. Continuando per Via Vicinato per circa 500 metri, alla fine di una bella salitina ed in piena curva (quindi occhio), Via Vicinato si immette sulla S.P. Farense. Voi dovete girare a sinistra, in salita e non a destra perché in questo caso riscendereste a Passo Corese attraverso la provinciale.

Invece voi percorrerete 600 metri in salita (direzione Fara Sabina) finché a destra vi troverete il bivio per Canneto che imboccherete girando, appunto, a destra. Percorsi neanche altri 150 metri, incontrerete sula vostra sinistra la mulattiera che vi conduce su per il Monte Acuziano fino a Fara Sabina (anche in questo caso, a fine articolo, trovate informazioni e video per la visita).

La mulattiera per Fara in Sabina

La  riapertura di questa vecchia strada mulattiera, che da Coltodino raggiunge il borgo storico di Fara in Sabina, è stata una fara sabina borgo storicodelle operazioni più importanti legate alla realizzazione dell’itinerario naturalistico di Fara Sabina. Infatti, si trattava di un percorso oramai praticamente perso e che invece – prima della costruzione della Strada Provinciale Farense – rappresentava il quotidiano cammino per salire dalla piana del Tevere (attraversata dall’antica Via Salaria) verso Fara, centro abitato principale di quest’area di Sabina. Arrivare a Fara percorrendo questa strada ci permette di godere di un percorso assolutamente panoramico che troverà poi nel borgo la sua apoteosi con una vista memorabile sulla piana del Tevere verso Roma.

Ridiscesi da Fara Sabina (circa 2 km. tra andata e ritorno) riprendete la strada asfaltata in direzione Canneto: siete ormai sulla via del ritorno. In pratica, vi mancano circa 7.5 km. per tornare alla rotonda di Passo Corese adiacente la Via Salaria e da lì altri per arrivare al punto di inizio.

Canneto e l’Olivone

Qui l’attrazione è il famoso Olivone (vedi articolo relativo), una delle piante d’oliva più antiche e più grandi del Pianeta Terra. Dunque, quando arrivate a Canneto, potete utilizzare anche la segnaletica relativa all’Olivone per guidarvi. Comunque, quest’ultimo si trova in Via Piave e per arrivarvi dovete percorrere circa 5.5 km. dal famoso bivio per Canneto di qualche paragrafo fa se prenderete la strada asfaltata e passerete per il centro di Canneto (un po’ meno ricorrendo ai viottoli di campagna).

La Via dell’Arci per Passo Corese

Superato l’Olivone e proseguendo per Via Piave, dopo pochi metri, dovete girare a sinistra per Via Piane di San Giovanni fin quando (vedrete sulla vostra destra l’abitato di Talocci) la medesima non confluisca in Via dell’Arci. Poco dopo, tra l’altro, è stato realizzato lungo la ciclabile un bel ponte nuovo per superare il Fosso Corese che procede verso valle in direzione del Tevere. Vi state addentrando in uno dei luoghi mitici della Sabina: infatti sui colli che vedete alla vostra sinistra e sui quali state per arrampicarvi, sorgeva Cures tra le città più importanti dei Sabini.

Da qui in poi la strada è semplice, difficile sbagliarvi. Procedendo lungo la scenografica Via dell’Arci che domina la valle scavata dal Fosso Corese e percorsa dalla S.P. Farense (alla vostra destra) scenderete verso Passo Corese ed al punto di partenza dell’itinerario naturalistico.

Buona pedalata a tutti !

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.