Wednesday, Jun. 20, 2018

St John the Divine a Manhattan

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September 4, 2014

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St John the Divine a Manhattan

St. John the Divine, a pensarci un attimo, rappresenta lo spirito americano – the american dream -  molto bene. Iniziata nel 1892, dopo centoventi anni è ancora under construction con l’obiettivo di diventare, se capisco bene, la terza st john the divine manhattancattedrale più grande al mondo.

Ricorda storie vissute anche nel Vecchio Continente, dieci secoli fa, però. Quando per costruire una grande cattedrale gotica i decenni seguivano uno all’altro. Un altro mondo, verrebbe da dire, quando eravamo capaci di inseguire e raggiungere i nostri sogni più grandi. Ma tant’è.

A St John the Divine c’è più da guardare che da scrivere. Oppure il contrario, se volessimo indagare fino in fondo quale spirito anima un uomo quando, incurante dei secoli trascorsi, progetta senza timore una cattedrale neogotica. E non parliamo di nomi qualunque ma degli architetti che contavano in una Manhattan a cavallo tra il XIX ed il XX secolo. Heins e Lafarge pirma, Adams Cram poi.

I capitelli di St John the Divine

Perché la natura dell’America è proprio quella di non avere pudori, e neanche dubbi, mi verrebbe da dire. Così guardate con attenzione i capitelli della facciata. Il modello è quello dei capitelli antropomorfi medievali ma i temi sono assolutamente reinterpretati. Così, guardate i capitelli di ispirazione apocalittica dovuti a Joe Kincannon con il crollo dei grattacieli di Manhattan o il crollo del ponte con il bus che precipita nel vuoto. Del resto,l’apocalisse va rappresentata con le catastrofi che potrebbe generare nel contesto in cui si verifica.

Assolutamente belli, al di là dell’antichità o meno dell’opera, i rosoni. Quello in pietra che sormonta il portale della cattedrale, con Dio in trono, ed il grande rosone centrale che orna la facciata.

Come dicevamo, St John the Divine delle grandi cattedrali romaniche o gotiche ha anche le dimensioni: gli oltre 180 m. di lunghezza ed i 45 di larghezza. Colpiscono peraltro forse di più le altezze interne, con i trenta metri delle cologne. Se pensiamo che il progetto prevede ancora la costruzione di due transetti ai lati dell’abside principale e la sopraelevazione dei tre campanili, la grandezza del sogno mi sembra indiscutibile.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.