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Arles

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August 24, 2013

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Arles

Arles è una città diversa non solo da quelle del che abbiamo visitato più a nord ma anche dagli altri centri della Provenza. E’ una città molto mediterranea, quasi di mare, fatta di vie strette e palazzi bianchi o dai toni chiari.

Ha senz’altro punti d’interesse rilevanti per il visitatore, oltre ad essere la porta d’ingresso e la “capitale” alla Camargue che per due terzi appartiene al suo territorio comunale. La sua luce è particolare, la fece infatti amare da Van Gogh anche se non ne conserva opere. Necessiterebbe però di interventi di sistemazione del suo centro urbano per portarla ai livelli delle vicine Aix o Avignone.

Visitare Arles

Ovviamente, ognuno di noi, anche quando fa il turista, ha le sue preferenze e le sue passioni. Arles è forse particolarmente nota per i suoi monumenti romani – l’arena ed il teatro – e infatti il suo sviluppo fu favorito da Giulio Cesare che l’ebbearles visita come alleata contro Pompeo appoggiato invece da Marsiglia.

Personalmente, però, vi incoraggio a dedicare una particolare attenzione alla magnifica facciata di Saint Trophime ed al suo chiostro, parte più significativa di quella “cittadella episcopale” che occupa tutto il lato destro (guardando l’Hotel della Ville) di Place del la Republique.

Qualsiasi siano le vostre preferenze, la visita di Arles è semplice: parcheggiato il mezzo a Boulevard Clemenceau, la città vecchia inizia proprio lì ed ha come suo confine opposto il Grand Rhone che attraversa Arles prima di arrivare a mare contribuendo a creare, con il suo estuario, la Camargue stessa.

La Arles romana

Il fulcro del centro storico è Place de la Republique, su cui si affacciano, come detto, l’Hotel de la Ville nonché l’antico palazzo vescovile a cui appartengono anche Saint Trophime ed il suo chiostro. Il centro della vita serale è invece la vicina Place du Forum affollata di “mangiatoie”, un tempo antica sede del foro romano.

L’arena ed il teatro romano sono non lontane da Place de la Republique poste in posizione rialzata rispetto a questa. Nei pressi del fiume, si trova invece il Museo Reattù che accoglie opere di artisti provenzali attivi tra il ‘700 ed il ‘900 ed è ospitato nel Gran Priorato dei Cavalieri di Malta a sua volta posto in un ex monastero del ‘400.

Indubbiamente molto ben conservate le vestigia romane: come a Nimes, l’arena deve forse la sua sopravvivenza al fatto di essere stata trasformata nel medioevo in cittadella fortifica con la costruzione di abitazioni al suo interno, di torri a sormontare le sue arcate le quali, a loro volta, murate, hanno funto da cinta di difesa. Recuperata tra il ‘700 e l’800, è tornata oggi alla sua funzione originale come anche l’antico (e vicino) teatro romano.

Saint Trophime e il suo chiostro

Ma veniamo a Saint Trophime, la mia passione. La sua facciata, straordinaria, risale al XII secolo ed è una summa inestricabile di riferimenti biblici. Descriverli compiutamente sarebbe qui impossibile: nella lunetta del portone Cristo con i simboli dei quattro evangelisti e sotto i dodici apostoli, nell’arco della lunetta angeli in preghiera ed angeli musicanti, e poi grandi dieci figure di santi ed ancora scene e riferimenti ad elementi quali l’inferno, il peccato originale, le storie del profeta Daniele e di Sansone, e via dicendo.

visitare arles Saint TrophimeAnche l’interno della chiesa custodisce i suoi tesori: i due sarcofagi paleocristiani sono ambedue importanti e databili al IV secolo d.C.. Uno rappresenta scene della vita di Cristo, l’altro la separazione delle acque e l’attraversamento del Mar Rosso. Veramente significativo il reliquiario che custodisce ed espone decine di reliquie.

Il Chiostro venne realizzato nell’arco di due secoli tra il XII ed il XIV. Intorno ad esso si sviluppano le sale un tempo dedicate alla vita comune dei canonici della cattedrale. Anche in questo caso belli ed importanti sia i capitelli che le sculture che lo ornano, da guardare uno per uno soprattutto adesso in considerazione dei lavori di restauro in atto che consentono di apprezzarne in pieno il valore.

Terminata la visita della città, c’è la Camargue: un luogo assolutamente suggestivo a cui Arles dedica un museo specifico che può fungere da prima presa di contatto. Ma la Camargue merita di essere visitata seguendo le preferenze di ciascuno: offre infatti diverse possibilità di movimento – dalla bicicletta al battello – e diverse opportunità di visita, dai panorami alle saline, dagli uccelli acquatici al mare fino ai suoi borghi storici.

Mentre voi vi godete l’ampia photogallery di Arles, noi riprendiamo il viaggio verso Marsiglia: ci vediamo lì.

 

 

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.