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Benozzo Gozzoli: la Madonna della Cintola a Montefalco

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July 21, 2015

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Benozzo Gozzoli: la Madonna della Cintola a Montefalco

Un’occasione unica per vedere la pala della Madonna della Cintola di Benozzo Gozzoli nel luogo – la Chiesa di San Francesco a Montefalco – che custodisce forse il più importante ciclo di affreschi mai dipinti dallo stesso Gozzoli. Questo il senso della mostra che proseguirà a Montefalco fino al 30 dicembre.

Si incontreranno così, per la prima volta, due capi d’opera del Gozzoli: la Pala dipinta per gli Osservanti della Chiesa di San Fortunato a Montefalco e gli affreschi commissionati dai Conventuali per la Chiesa di San Francesco che oggi ospita la mostra. Si potranno così apprezzare, in un solo colpo d’occhio, la visione paradisiaca della Madonna della Cintola di San Fortunato accanto alle storie di San Francesco e la bellezza del Creato.

La Madonna della Cintola: la storia

Ci sono voluti 167 anni perché la “Madonna della Cintola” tornasse, sebbene temporaneamente, a Montefalco dove Benozzo Benozzo Gozzoli Madonna della Cintola MontefalcoGozzoli la dipinse nel 1450 per l’altare maggiore della Chiesa di San Fortunato.

Il giovane Benozzo dipinse a tempera e oro su tavola la Vergine Assunta al cielo nell’atto di donare la cintola a San Tommaso, come prova della sua assunzione al cielo. La dipinse secondo i dettami del gusto rinascimentale fiorentino, non più divisa in pannelli e ornata da pinnacoli, ma costituita da un’unica tavola quadrata tra due pilastri corinzi, conclusa da una cornice, e completata in basso da una predella continua, dove le Storie della Vergine sono separate da pilastrini dipinti.

Benozzo, per la prima volta artista autonomo, dimostrò a Montefalco le sue capacità di decoratore sia nella Pala della Madonna della Cintola, sia nella decorazione ad affresco della Chiesa di San Fortunato, quest’ultima purtroppo in gran parte perduta

La pala, custodita nella Pinacoteca Vaticana, fu donata a Pio IX dalla comunità di Montefalco nel 1848, in occasione della concessione al borgo umbro del titolo di città. Adesso torna a Montefalco grazie ad un progetto esemplare sotto diversi aspetti.

Il progetto

Madonna della Cintola Benozzo Gozzoli Montefalco

dettagli del restauro

La Madonna della Cintola, può essere infatti ammirata a Montefalco grazie ad un progetto voluto dal sindaco della città umbra Donatella Tesei la quale ha saputo raccogliere insieme per finanziare il restauro dell’opera il Comune di Montefalco, il Consorzio Tutela Vini Montefalco, Sistema Museo ed il Lions Club di Foligno. Il restauro è stato eseguito presso i laboratori dei Musei Vaticani.

La realizzazione della mostra è stata a sua volta possibile grazie al sostegno di Regione Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Camera di Commercio di Perugia Accademia di Montefalco, con il contributo di Fabiana Filippi e Casse di Risparmio dell’Umbria.

Benozzo Gozzoli – ha detto Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani – torna a Montefalco presentando la più bella, la più prestigiosa fra le sue opere di pittura su tavola, mentre la Pinacoteca Vaticana si arricchisce di un restauro esemplare. Tutto questo grazie a un sindaco che ha dimostrato di amare la patria”.

La Madonna della Cintola

Nella tavola centrale della Pala di Montefalco, la Madonna, ispirata alle incantevoli Vergini dell’Angelico, appare seduta su un trono di nubi, mentre sale al cielo in una mandorla di luce dorata costituita – a ben guardare – da serafini delicatamente tratteggiati e incisi sull’oro del fondo con tocchi leggeri, delicate lumeggiature in oro e velature di colore rosso. Nella nube che funge da seggio per Maria occhieggiano due testine rosse che potrebbero essere interpretate sia come cherubini che come troni, dal momento che ogni artista era abbastanza libero nell’interpretazione dell’invisibile.

Una schiera di giovani angeli biondi, gli spiriti custodi, dalle vesti eleganti e multicolori e dalle acconciature raffinate, attornia la Vergine: due intenti a suonare il tamburello e il liuto, gli altri uniti nel coro celestiale che inneggia alla gloria di Maria. Sulle loro vesti, tra arabeschi e lettere cufiche ornamentali, si leggono le invocazioni proprie della Madonna negli inni e nelle Sacre Scritture.

Sull’orlo dorato del mantello della Vergine sono incise le invocazioni: [AV]E REGINA MADRE SANTA e AVE REGINA C[I]ELO. Nella veste dell’angelo abbigliato di azzurro a sinistra della Madonna si leggono sulla spalla le parole REG[I]NA [COELI] e sul fianco [S]A[N]CTA V[I]R[GO].

L’angelo abbigliato in verde chiaro, posto in alto dietro alla Madonna, reca su una spalla la scritta in oro: AVE MARIA con cui Benozzo Gozzoli Madonna della Cintolaha inizio la preghiera mariana per eccellenza, la salutazione angelica.

Nella tavola la Madonna, mentre sale al cielo, si volge dolcemente verso l’apostolo Tommaso per offrirgli la sua cintura. Tommaso, che già aveva dubitato della resurrezione di Cristo, riceve il dono a testimonianza dell’evento miracoloso dell’assunzione al cielo di Maria in anima e corpo. Il giovane Santo è raffigurato di profilo, con i capelli biondi e ricciuti alla moda, inginocchiato accanto al sarcofago e abbigliato con un ricco mantello rosa foderato di verde che si solleva per l’impeto e l’emozione dell’incontro con Maria dopo la sua morte e risurrezione. Sul bordo del mantello corre un’iscrizione in caratteri cufici ornamentali non leggibile. La cintura è verde e intessuta d’oro: si tratta di una reliquia, quella della sacra cintura di Maria che Benozzo ha probabilmente visto esposta nel Duomo di Prato dove da sempre è custodita.

In posizione simmetrica rispetto alla figura di San Tommaso, è raffigurato un rigoglioso albero che si riconosce come un leccio. Negli scritti agiografici su San Fortunato si narra come alla sua morte i devoti raccolsero il suo bastone che miracolosamente prese vita germogliando e mettendo le radici. Intorno al convento di San Fortunato tuttora si estende uno splendido bosco di lecci. L’albero, quindi, raffigura l’attributo del Santo e richiama il bosco locale.

Benozzo Gozzoli – Madonna della Cintola

Complesso museale di San Francesco, Montefalco (Pg)

19 luglio – 30 dicembre 2015
a cura di Antonio Paolucci
Orari: luglio e agosto: 10.30-19.00; settembre e ottobre: 10.30-18.00; novembre e dicembre (chiuso lunedì e martedì): 10.30-13.00/14.30-17.00
Info: Sistema Museo 199 151 123 Museo di Montefalco T. 0742 379598 montefalco@sistemamuseo.it www.museodimontefalco.it

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