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Blois da non perdere

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August 22, 2013

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Blois da non perdere

Blois è da non perdere. Nel nostro Grand Tour francese è certamente tra i luoghi da consigliare.

Elegantemente distesa lungo la Loira, ha una dimensione ed un’atmosfera perfette per godersela agevolmente, passeggiando per il suo raccolto centro storico. Per visitare Blois, la soluzione migliore è partire dalla sua gemma più preziosa: il Castello Reale. Qui hanno risieduto sette re e dieci regine di Francia. Posto alla sommità della città, dalla sua torre (detta de Foix) si domina Blois, la Loira e la Chiesa di San Nicola con le sue guglie appuntite.

Il castello – considerato da chi se ne intende il “punti d’ingresso” giusto per visitare i castelli della Loira – ha la bella particolarità di essere costruito in quattro stili diversi a seconda dell’epoca degli interventi. Inoltre, la visita è resa ancor più interessante sia dall’aver mantenuto molti arredi originali che dall’essere sede del Museo delle Belle Arti che raccoglie quadri e statue i quali, per epoca e stile, si sposano naturalmente con gli ambienti che li ospitano fungendo anch’essi, alla fine, da arredi.

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Visitare Blois sulla Loira

Andiamo per ordine. A porre mano alla costruzione del castello furono i Conti di Blois nel X secolo ma dell’edificio medievale è sopravvissuta la sala detta degli Stati Generali posta nell’angolo anteriore destro dell’edificio. E la sala gotica più grande di Francia ed il trono che vedete sul lato lungo di sinistra …. può essere utilizzato per farcisi una foto da Re ! La sala venne realizzata nel 1214 da Tebaldo VI di Blois e prende il nome di Sala degli Stati Generali per essere stata impiegata a tal fine due volte da Enrico III (1576 e 1588).

Il fronte del castello è invece l’Ala di Luigi XII, realizzata in stile gotico flamboyant in mattoni e pietra tra il 1498 ed il 1501. Luigi XII vi accoglierà con la sua statua equestre inserita in una nicchia sopra il portone d’ingresso e ovunqueblois visita castello troverete le lettere “L” ed “A” e l’istrice, animale araldico del sovrano. Le lettere L ed A stanno  per Luigi ed Anna. Quest’ultima è la medesima Anna, Duchessa di Bretagna, che abbiamo già incontrato a Nantes, sua città natale.

Fu la figlia dell’ultimo Duca di Bretagna, Francesco II, e sposando prima Carlo VIII ed, alla morte di questo, Luigi XII (1498), fu per due volte Regina di Francia. A lei si deve la tomba monumentale dei genitori che abbiamo ammirato nella Cattedrale di Nantes.

L’Ala di Luigi XII ospita il Museo e gli interni sono caratterizzati da diversi importanti camini con le iniziali dei sovrani. Anche la Cappella di Saint Calais (1508) fu realizzata da loro e la lunetta della facciata riporta il loro monogramma.

L’ala del castello di maggior impatto visivo è certamente quella di destra, dovuta a Francesco I, il costruttore del Castello di Chambord. Non vi meraviglierà dunque incontrarvi una scala ottagonale, che ne arricchisce e caratterizza la facciata: prove d’autore in attesa di Chambord ! E’, almeno a mio gusto, l’ala più bella sia in termini di ornamenti esterni (guardate la salamandra che si ripete sulle facciate, gli imbotti ornati delle finestre, gli scorci del castello che si colgono salendo per le aperture della scala) ed anche la più rappresentativa per gli interni che accolgono anche gli appartamenti di Enrico III.

La terza ala, che chiude il cortile, è dovuta a Gastone di Francia, Duca d’Orleans. Realizzata tra il 1635 ed il 1638 da Francois Mansart, è un esempio notevole di classicismo francese.

La presenza contigua di tre stili (gotico flamboyant, rinascimentale e classicismo), così vicini ma anche così chiaramente separati, permette un agevole confronto diretto tra di essi per apprezzarne le caratteristiche e le linee evolutive. E’ certamente questo uno dei punti forti della visita al Castello Reale di Blois.

Blois: il mercato del sabato mattina!

Se, a questo punto, scenderete dal castello verso la sottostante Place Louis XII, vi troverete nel vivace centro storico di Blois e potrete recarvi a visitare la chiesa San Nicola che ne segna il confine a sud. Se vi capiterà, come noi, di trovarvici di sabato mattina, scoprirete che si tiene il mercato cittadino. Qualcuno di voi magari sarà più interessato da altre tipologie di merci, magari una bella pentola, noi (natura non facit saltus) siamo rimasti invece affascinati dalle banchi dedicati ai formaggi dove potrete trovare ampie selezioni per ogni palato ed anche produttori che vengono a vendere direttamente al consumatore.

Non saprei darvi un consiglio (anche perché non ricorderò mai i nomi) … dunque annusate e scegliete quelli che fanno per voi ! Poi, dotati della baguette d’ordinanza, andatevi a mettere al bar Saint Lubin all’angolo tra Rue Saint Lubine e Rue de Trois Merchands. Vi ordinate due bei bicchieri di uno degli ottimi bianchi locali e andati avanti così: uno spicchio di formaggio, un pezzetto di baguette ed un sorso di vino.

Vi auguriamo un sabato mattina a Blois indimenticabile !

PS: Consigli per gli Acquisti. Noi ci siamo acquartierati all’Hotel Villa Bellagio Blois (si, si chiama proprio così) subito fuori Blois (1, Rue De L’almandin, La Chaussee-Saint-Victor – + 39 (0) 29 148 3658). Un tre stelle veramente valido anche dotato di piscina ed ampio parcheggio interno compreso nel prezzo

 

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.