Saturday, Apr. 4, 2020

Capena – La Chiesa di San Leone

Pubblicato da :

|

June 25, 2012

|

in:

Capena – La Chiesa di San Leone

La chiesetta dedicata a San Leone (Magno, Papa, famoso per aver fermato l’invasione di Attila) a Capena è uno degli edifici sacri più antichi dell’area tiberina ed anche della adiacente Sabina. Per visitarla, dovete recarvi al cimitero “vecchio” (a poche centinaia di metri dal centro storico) avendo prima avuto cura di accertarvi presso il Comune che sia in sede il guardiano per aprirvi.

La datazione più probabile della costruzione la fa risalire all’VIII-IX sec. d.C.: deporrebbero a favore di questa ipotesi elementi quali la cornice di pietra bianca lavorata con rilievi a croce greca intorno alla porta ed i materiali utilizzati per la costruzione dell’abside probabilmente tardo romani. Disponiamo, viceversa, solo di testimonianze d’archivio assai più tarde: la prima, del 1218 è dovuta a Papa Onorio III il quale conferma al Monastero di SanPaolo fuori le Mura a Roma il possesso dei suoi beni, tra i quali “EccJesiam Sanctì Leonis de Liprignano, cum suis pertinentis”.

Chiesa di San Leone a Capena: l’iconostasi

All’interno, la chiesa si presenta con due navate (e non tre, come è assai più frequente) e conserva intatta l’iconostasi (ossia quella “struttura di separazione”, tipicamente bizantina, che divide il presbiterio dov’è situato l’altare e l’area che chiesa san leone capena icnostasiospitai fedeli). Nel caso di San Leone, l’iconostasi taglia trasversalmente ambedue le navate e risulta essere una delle poche di epoca alto medievale ancora nella sua collocazione. Essa è inoltre completamente decorata a bassorilievo con una varietà di elementi geometrici e naturalistici.

La tipologia di tali decorazioni corrisponderebbe anch’essa alla datazione della chiesa intorno all’VIII-IX sec. ma la loro qualità e caratteristiche inducono – secondo alcuni studiosi – ad avvicinarle alle decorazioni (sopravissute) del Monastero di San Silvestro sul Monte Soratte. Particolare intrigante, appare lecito ipotizzare che l’opera possa essere stata realizzata da maestranze richiamate nell’area tiberina dalla presenza di Carlomanno (figlio di Carlo Martello, fratello di Pipino il Breve e, quindi, zio di Carlo Magno) il quale nel 747 si ritirò a vita monastica fondando sul Monte Soratte il nucleo originale del Monastero di San Silvestro.

San Leone è ricco di numerosi affreschi, alcuni risalenti alla fine del IX secolo. I più antiche sono quelli contenuti nell’area dell’abside

San Leone a Capena: gli affreschi

Iniziando dalla volta dell’abside sono rappresentati: al centro il Redentore Benedicente, alla sua destra S. Paolo e S. Scolastica, alla sua sinistra, S. Pietro e S. Leone Magno. Ai lati della volta, in quattro formelle, a sinistra l’Annunciazione, a destra due Santi. Sotto la volta, ai fianchi della finestrella dell’abside, da sinistra S. Giovanni Battista; una Santa con un’ampolla e un rotolo di bende (la Maddalena?); a destra S. Luca e S. Michele Arcangelo.

chiesa san leone capena leprignanoAi lati delle formelle, a sinistra S. Liberato e, più in basso, una donna (affresco datato al X sec.), forse un’imperatrice bizantina. A destra, ci sono S. Giuliano e la Madonna che allatta il Bambino.

Nell’altra navata, c’è un affresco che occupa tutta una parete ed ha al centro la Vergine con il Bambino: alla sua estrema destra, ormai quasi cancellato, c’è un personaggio che recava un giglio: torse San Giuseppe, poi si nota benissimo S. Paolo. A sinistra S. Leone e un altro personaggio in veste ecclesiastica non identificabile.

Tutto il complesso degli affreschi fu commissionato da una certa Suffia, come attesta un’iscrizione posta nella volta dell’abside ai piedi del Redentore, con caratteri del XIV sec.: “Queste peture a facte fare Suffia“.

Potrebbero anche interessarti gli articoli:

Share

Condivi questo articolo:

Potrebbero anche interessarti:

La Via degli Eremi di Monte Soratte
Chiesa dell’ Icona Passatora ad Amatrice
Le antiche chiese scomparse di Monterotondo

Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.