Sunday, Oct. 2, 2022

Capena: la storia

Pubblicato da :

|

June 25, 2012

|

in:

Capena: la storia

La porzione del territorio di Capena più frequentata da coloro che – oltre a recarvisi per lo shopping – cercano, grazie a Dio, un po’ di cultura, è probabilmente quella a ridosso della via Tiberina. Qui infatti si trova il sito archeologico di Locus Feroniae ed anche l’Art Forum Wurth sede di mostre d’arte e di eventi ad esse connessi. Così, il borgo storico di Leproniano, dal 1933 più noto come Capena, rischia di fare la parte del fratello minore nonostante, la sua bellezza tanto particolare quanto, viceversa, l’urgenza di un suo totale recupero e lo sviluppo dei servizi per la sua fruibilità turistica.

La presenza umana nel territorio di Capena è antichissima, addirittura preistorica. Ma, non potendola ripercorrere tutta, vi rimandiamo al sito del Comune – www. comunedicapena.it – dove la pagina “La Macchina del Tempo” ripercorre le diverse epoche in modo esaustivo. Noi ci concentreremo dall’anno mille in poi per sintetizzare quegli elementi necessari a visitare l’attuale borgo storico articolato intorno al Palazzo dei Monaci.

Capena: la storia

Dovremmo altrimenti partire dal IX secolo a.C. per parlare di un’area abitata (con un centro sito a circa3 km. da quello attuale) a cui faceva capo, una popolazione italica, i Capenati, che si trovava ad abitare un territorio di confine tra quelli Falisci, Etruschi, Latini e Sabini e la quale, inevitabilmente, finì per essere annessa al sistema romano intorno al400 a.C..

Saltiamo a questo punto 14 secoli e veniamo alle origini dell’attuale borgo Capena: Gregorio VII (il cui pontificato va dal 1073 al 1085) in una bolla cita alcuni beni da lui donati al monastero benedettino di San Paolo fuori le Mura: tra questi il castrum di Lepronianum. Un caso storico singolare – se pensiamo alla numerosità del “passaggi di mano” tra feudatari che caratterizzano la storia di molti castelli – fece si che invece Lepronianum rimanesse per nove secoli nel patrimonio dell’monastero: infatti, ne uscì solo nel 1818 per rinuncia da parte dell’abate di San Paolo entrando a far parte direttamente dello Stato Pontificio.

Passando dalla storia alla visita, dal punto di vista urbanistico, il borgo medievale ha purtroppo subito, nella prima metà del 1900 la demolizione di parte del suo nucleo ed il progressivo abbandono.

Il colpo d’occhio è comunque notevole: l’antico castrum (detto in parte “Paraterra”) sorge infatti su uno sperone di tufo che si erge all’interno di una vallata. I suoi primi abitanti risalgono al “periodo villanoviano”, cioè tra il IX ed il VII secolo a.C., proprio per la naturale sicurezza del luogo.

Vi sono poi testimonianze romane date da un Colombario (sistema di tombe) situato nella parete di tufo nonché da un muro successivamente inglobato nel Palazzo dei Monaci. E’ proprio questo palazzo ed il borgo ad esso interno (Paraterra) a costituire il gioiello di questo centro medievale. Per descrivervelo, utilizzeremo direttamente il testo tratto dalla pagina “La Macchina del Tempo” nel sito del Comune di Capena.

Leggete anche:

Share

Condivi questo articolo:

Potrebbero anche interessarti:

Corese Terra: storia e visita
Narni
Ponte Nomentano a Roma: storia e visita

Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.