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Castel Coira a Sluderno in Val Venosta

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August 13, 2014

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Castel Coira a Sluderno in Val Venosta

Castel Coira a Sluderno in Val Venosta rientra tra i must in qualsiasi giro dei castelli altoatesini o, forse più propriamente, tirolesi. Vi sono almeno due buoni motivi per sostenere questa tesi. Da un lato la completezza dell’evoluzione di Castel Coira da struttura militare a residenza signorile. Questo percorso ci regala oggi un castello che ha mantenuto in molti tratti la sua antica forza ma dove gli interni si sono arricchiti di numerosi interventi cinque-seicenteschi. Poi c’è l’armeria, assolutamente di rilevo e tra le maggiori che è dato vedere in mani private. E qui sta il bello. Perché non si tratta di una collezione ma delle armi “di casa”, effettivamente utilizzate dai proprietari del castello durante i secoli: i Matsch prima ed i Trapp poi.

Castel Coira nei secoli

La Val Venosta, caduto l’Impero Romano, non tardò a rientrare tra le aree geografiche dotate di una propria importanza politica. Castel Coira SludernoInfatti, con l’affermarsi del potere carolingio, assunse rilevanza come via di comunicazione tra il nord e la Lombardia. La Val Venosta rientrava a quel tempo sotto l’egida, anche temporale, dei Vescovi di Coira in Svizzera. E’ però storia comune a tutta l’Europa di allora che durante il Medioevo i Vescovi e la nobiltà locale si contendessero il potere politico dei territori sui quali entrambi insistevano. Fu il caso anche dei Vescovi di Coira e dei Signori di Matcsh. Questi ultimi dominavano la Valle di Mazia che si diparte lateralmente dalla Val Venosta proprio nelle vicinanze di Castel Coira. Nel 1253, a conclusione di una fase turbolenta tra la Diocesi di Coira da un lato e le casate dei Wangen e dei Matsch dall’altro, al Vescovo venne concessa la costruzione di un castello in Val Venosta ed egli approfittò per inviare un segnale chiaro ai Matsch posizionando la fortezza proprio a ridosso dei loro territori.

Nacque così Castel Coira, il cui nome ricorda proprio la sua origine. Ironia della sorte e della politica, però, nel 1297 il castello entrò in possesso proprio dei Matsch e vi rimasse fino al 1504, anno della morte di Gaudenzio, ultimo erede maschio di Casa Matsch. Fu allora che Castel Coira passò ai suoi nipoti Trapp, figli della sorella Barbara. Da quel momento e fino ad oggi, i Trapp hanno sempre mantenuto la proprietà del maniero e questo fatto ne ha reso possibile sia la conservazione che l’evoluzione durante i secoli del Rinascimento.

Il Cortile Loggiato e la Stanza di Giacomo

Il cortile con il loggiato che potremmo definire “all’italiana”, soluzione originale a queste latitudini dato il clima, è il cuore del palazzo rinascimentale. Siamo nel pieno del XVI secolo e diversi aspetti meritano attenzione. Le colonnine di marmo variamente scolpite che sostengono gli archi del primo piano, anzitutto. Sono di epoca diversa in quanto seguono le fasi di realizzazione del loggiato stesso, Le più antiche, dell’inizio del ‘500, sono in stile tardo gotico, quelle successive, databili alla seconda metà del secolo, propendono verso il manierismo.

Castel Coira Sluderno Val VenostaSulle pareti spiccano gli affreschi di animali tratti dalle favole di Esopo ma anche creature fantastiche. Le volte, invece, sono affrescate con un motivo a foglie che non è solo un ornamento ma, bensì, anche un originale modello per rappresentare l’albero genealogico dei Matsch e dei Trapp.

Dal primo piano del loggiato si accede a quella che è detta la Stanza di Giacomo in onore di Giacomo VII Trapp (1529-1563). Probabilmente il suo impiego all’epoca era quello di sala da pranzo. Tutto in questa sala è di particolare pregio. Il bellissimo soffitto a cassettoni ed i suoi ornamenti, i ricchi stipiti delle porte, il ciclo degli affreschi dedicato al cambio delle stagioni.  Non v’è dubbio che si tratti di uno dei più begli esempi di sala di rappresentanza tra i castelli dell’alto Adige. Accanto alla Stanza di Giacomo è la Biblioteca, anch’essa dotata di un elegante soffitto a cassettoni.

L’ Armeria di Castel Coira

Diciamolo, che siate adulti o bambini, la visita di Castel Coira ha il suo colpo di teatro nella splendida Castel Coira armeriaarmeria ricca delle armature e delle armi dei due Casati Matsch e Trapp. E di colpo di teatro si tratta per vari motivi. Perché è praticamente al termine della visita, perché vi si accede attraverso un’antica scala di legno e perché le armi sono sapientemente disposte sfruttando anche una parte rialzata dell’armeria. Questa si trasforma in vero e proprio palcoscenico per l’armatura di Giacomo VI Trapp e del suo cavallo (realizzata nel 1540). Che siate appassionati di armi antiche o meno, si tratta di un grande spettacolo. Una curiosità particolare è l’armatura di Ulrico IX di Matsch (1408-1481): un vero gigante di oltre due metri che fu Capitano Generale del Tirolo dal 1471 al 1476. Un’altra armatura di dimensioni gigantesche, chi l’ha vista la ricorda, è quella custodita nel Castello di Ambras ad Innsbruck ed appartenuta ad una “guardia del corpo” dei figli dell’Arciduca del Tirolo Ferdinando II. Si chiamava Bartolomeo Bon ed era originario di Riva del Garda: la sua altezza superava ampiamente i due metri. Comunque, al di là della curiosità, l’armatura di Ulrico IX Matsch, dovuta all’opera di armaioli milanesi, è di tutt’altra fattura.

Castel Coira offre ancora molto da vedere oltre a quanto vi abbiamo raccontato: la Cappella Nuova, rinascimentale, con il suo bell’altare a portelle ed il soffitto a volte affrescato; la Cappella originaria, oggi adibita a piccolo museo del castello con alcuni oggetti squisiti, e via dicendo.

Insomma, Castel Coira fa parte di diritto di qualsiasi tour dei castelli dell’Alto Adige.

Clicca per il VIDEO  di CASTEL COIRA

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.