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Cave di Monterotondo Scalo: Monumento Naturale

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February 23, 2014

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Cave di Monterotondo Scalo: Monumento Naturale

Ci sono delle opportunità importanti che una comunità non dovrebbe lasciarsi sfuggire poiché capitano una volta sola.

Quella dei laghetti delle cave di Monterotondo Scalo è una di queste: l’inaspettato regalo di una natura capace di ribaltare le regole del gioco e trasformare – come dice l’adagio – difetto in virtù. Le fosse lasciate dall’attività di cava dell’argilla per le fornaci che, dismesse, si riempiono d’acqua e divengono quattro piccoli laghetti popolati da ogni forma di vita. Un miracolo della natura da valorizzare e proteggere.

Fornaci e cave a Monterotondo Scalo

Ma andiamo per gradi e ripercorriamo la storia. L’attività delle fornaci per la produzione di mattoni, a Monterotondo, si avvia negli laghetti cave di monterotondo scalo cicognaanni ’20 del secolo scorso. La zona è buona perché dispone di argilla e questo consente di estrarre e produrre nello spazio di poche centinaia di metri. L’impianto che interessa a noi è quello delle Fornaci Tiberine poi divenute Fornace Briziarelli Marsciano: il grande capannone è lungo il lato “Tevere” della Salaria all’interno di Monterotondo Scalo. Non vi potete sbagliare: è lì, tutto di mattoni, con una grande scritta in alto “Lateritaliana”.

Voi prendete la traversa che fa angolo con la fornace e dirigetevi dritti verso il Tevere. Qualche centinaio di metri e a sinistra vedrete il depuratore di Monterotondo ed il primo dei laghetti: siete in zona di operazione.

laghetti cave di monterotondo scalo falco pescatoreLa storia è quella che sapete o che immaginate. Le fornaci eretine prosperano con la crescita urbanistica di Roma, poi arriva lo shock petrolifero degli anni ’70 e la crisi conseguente. L’attività rallenta ed alcune cave non in uso iniziano ad essere riempite con materiali di risulta. Si riempiono anche d’acqua ed iniziano ad essere usati come laghetti per la pesca sportiva. Alla fine degli anni ’80 cessa l’attività delle fornaci ma succede qualcos’altro.

Il Tevere dista forse cento metri, i laghetti usati per la pesca sportiva sono zeppi di pesce, la Riserva di Tevere Farfa è un grande polmone naturale. Molto vicino se invece di camminare voli. E così i laghi si popolano di ogni specie pennuta. Arriva anche gente strana, di quella che non si fa vedere spesso in giro: le cicogne, il falco pescatore. Ci sono poi anche avventori più usuali – almeno per coloro che sono soliti andare in giro con zaino, scarponi e il binocolo appresso – tipo anatre e folaghe ma anche cormorani i quali, evidentemente, si annoiano a passare tutto l’anno al mare.

Le Cave di Monterotondo, Monumento Naturale

Miracolosamente, negli anni non succedono guai irreparabili ed i laghetti sopravvivono al distruttore per eccellenza: l’homo sapiens che, spesso, è in realtà “ignorans”.

Arriviamo così all’ottobre del 2013 quando il Consiglio Comunale di Monterotondo – con una splendida unanimità bipartisan – laghetti cave di monterodondo scalodelibera di “tutelare e valorizzare l’area naturalistica dei laghetti di Monterotondo Scalo, popolata da una fauna particolarmente ricca e diversificata e punto di sosta, svernamento e nidificazione di numerose specie di uccelli di interesse comunitario ai sensi della Direttiva “Uccelli” 2009/147/CE, tramite l’istituzione del monumento naturale “Laghetti in loc. Semblera Monterotondo Scalo” con conseguente apposizione di vincolo con decreto del Presidente della Giunta regionale”.

C’è qualcuno che dobbiamo ringraziare per tutto questo. Certamente la sensibilità del Sindaco e del Consiglio Comunale di Monterotondo ma, in primis, coloro che hanno portato avanti questa battaglia di civiltà: l’associazione xnatura, guidata dai due fotografi naturalisti Fabrizio Marini e Christian Angelici.

Per inciso, cliccando qui di seguito, potrete tenervi in contatto l’associazione attraverso la pagina Facebook Le Cave di Monterotondo Scalo

Adesso è necessario attendere la delibera della Giunta Regionale che consentirà di vincolare la zona. Poi sarà il momento di valorizzare e condividere questo regalo che la natura ha voluto farci. Di questi progetti – ai quali l’Associazione Le Cave di Monterotondo Scalo sta già pensando – torneremo a parlarne presto.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.