Sunday, Aug. 9, 2020

Città condivisa: URBAN LAB un processo di pianificazione partecipata

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June 6, 2012

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Città condivisa: URBAN LAB un processo di pianificazione partecipata

Con piacere SalutePiù ospita in questo numero le considerazioni del Sindaco di Poggio Mirteto, Fabio Refrigeri in tema di partecipazione diretta dei cittadini nell’assunzione delle decisioni chiave per il futuro delle loro comunità

CITTA’ CONDIVISA: URBAN LAB un processo di pianificazione partecipata

Credo che ogni amministratore pubblico senta – o dovrebbe sentire – l’esigenza di condividere con i suoi concittadini le grandi scelte che influenzeranno per molti anni a venire l’evoluzione della sua comunità. Si tratta di comunicare chiaramente e rendere trasparenti le modalità attraverso le quali l’amministrazione decide, e ciò a maggior ragione quando la comunità ha dimensioni tali da rendere la condivisione un obiettivo realizzabile nella pratica attraverso la partecipazione diretta di tutti quei cittadini che lo desiderino. Da queste premesse nasce Urban Lab, un processo di pianificazione ispirato, come ho detto, ad un principio di trasparenza per il quale lo sviluppo di una comunità deve essere necessariamente pubblico e partecipato: non può più essere prerogativa di tecnici ed esperti, poiché si tratta di gestire in modo efficace, trasparente e condiviso risorse, beni e spazi che appartengono alla comunità e nei quali la comunità deve poter rintracciare la propria identità locale.

La pianificazione si pone dunque come cerniera tra territorio e società e porta alla creazione di un contesto generale più stimolante e migliorativo della qualità degli elementi che lo compongono. URBAN LAB è un laboratorio urbano che studia i bisogni e le trasformazioni della città, progettando secondo criteri di sviluppo sostenibile. Un luogo fisico – non solo ideale – aperto alla partecipazione dei cittadini, un’officina urbana di idee e di discussione, la regia che coordina e sintetizza le esigenze di tutti i soggetti coinvolti per raggiungere l’obiettivo più alto: la creazione di un unico disegno di città condivisa, che racchiuda in sé i concetti fondamentali di qualità della vita, di riconoscimento e valorizzazione dell’identità locale e delle potenzialità territoriali.

Da poche settimane è terminata la prima delle quattro fasi (“Conoscere la Città”; “Pensare la Città”; “Scegliere la Città”; “Realizzare la Città”) in cui il progetto si articola e, come avverrà anche per ogni altra fase, i risultati ottenuti sono stati presentati alla cittadinanza.

La prima fase è stata dedicata a conoscere il territorio e a comporne un’ immagine il più possibile completa, costruita a partire dal punto di vista di coloro che vivono e abitano il paese. Credo di poter sintetizzare ciò che più mi ha colpito dei risultati emersi, dicendo che si è evidenziata fortemente la coscienza di tutti i “singoli” di essere nodi di una tessitura, parte di una comunità ed il desiderio che questa comunità possa disporre di nuovi spazi, nuovi luoghi dove ritrovarsi ed agire insieme. E’ emersa anche una particolare attenzione ad una “qualità dell’ambiente” in un senso diverso rispetto a quello a cui siamo normalmente abituati: infatti, alla concezione tradizionale, si è aggiunta l’attenzione alla disponibilità  ed all’impiego di nuove tecnologie che possano accrescere le capacità di muoversi, comunicare, vivere e quindi, in generale, la qualità del nostro essere. Un terzo tema importante è quello che chiamerei dei “diritti e doveri a km. 0”, ovvero di accrescere i servizi al cittadino che l’amministrazione è in grado di erogare direttamente qui sul territorio di residenza.

La seconda fase di lavoro è incentrata sulla formulazione di possibili scenari. A partire dalle indicazioni ottenute dalla prima fase, saranno individuati i caratteri fondamentali del progetto determinando un ordine di priorità degli interventi di trasformazione possibili. Saranno messe in chiaro sia condizioni, vincoli, opportunità che possono influire sui caratteri del progetto che il quadro di informazioni completo relativo alle attività economiche insediate nel paese e istruita una ricognizione sulle opportunità di finanziamento (bandi,incentivi regionali.) disponibili.

La terza fase prevede la predisposizione della soluzione progettuale specifica, sulla base delle opinioni e dei commenti raccolti dalla comunità locale, individuando i caratteri fondamentali del progetto e mettendo a fuocoil Pianod’Azione condiviso. Il mio obiettivo, è di portare a compimento sia la seconda che la terza fase entro quest’anno.

Si avvierà così la quarta fase, quella realizzativa. Anche la realizzazione di quanto progettato, però, andrà sviluppata mantenendo aperto il dibattito cittadino al fine di rendere più agevole l’attuazione stessa con particolare attenzione a monitorare e valutare la gestione del Piano nella sua progressiva realizzazione,

Schema di sintesi del processo Urban Lab

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.