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Diabete e Gravidanza e Diabete Gestazionale

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January 5, 2014

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Diabete e Gravidanza e Diabete Gestazionale

L’ormone Insulina contribuisce all’assorbimento degli zuccheri che assumiamo con l’alimentazione e che forniscono al corpo l’energia che gli serve per vivere. Il diabete si manifesta quando il pancreas non riesca a produrre insulina o quando il corpo non riesca a impiegare correttamente l’insulina prodotta, dando luogo al fenomeno detto dell’insulino-resistenza.

Il diabete, come malattia metabolica, ha un impatto significativo sulla vita riproduttiva. Adolescenza, sessualità, desiderio di maternità, gravidanza sono momenti importanti nella crescita di una donna che il diabete può profondamente modificare peggiorando la qualità di vita di chi li attraversa.

Una donna diabetica deve pianificare la gravidanza in un momento di ottimale controllo metabolico al fine di ridurre i rischi di morbilità e mortalità materni e fetali. Infatti, in mancanza di misure preventive adeguate, le donne diabetiche hanno un aumento circa quintuplo della mortalità perinatale, un aumento degli aborti ed i loro bambini sviluppano circa 5 volte più malformazioni congenite e 3 volte più macrosomie (peso al di sotto del 90° percentile).

Diabete: controllare il bambino durante la gravidanza

Lo sviluppo del feto deve essere controllato mediante ecografia, a partire dalla 24.ma settimana almeno mensilmente. I rischi per il bambino sono: malformazioni (in caso di controllo metabolico insufficiente prima della concezione e nei primi 6 mesi della gravidanza), aumento della crescita in caso di glicemia elevata durante la gravidanza, ma anche diminuzione della crescita (a causa di problemi di circolazione nella placenta), o polihydramnios (aumento del liquido amniotico). Ad essi sono associati complicazioni durante il parto o problemi di adattamento del neonato. Questi rischi possono essere ridotti mediante un controllo metabolico ottimale.

Curare il diabete in gravidanza

Sul fronte materno, una gravidanza può causare un peggioramento di complicazioni tardive preesistenti. Per questo motivo sono di primaria importanza una consultazione prima del concepimento e un rigoroso controllo del diabete, in stretta collaborazione tra il diabetologo ed il ginecologo.

Durante la gravidanza, il trattamento insulinico deve essere continuamente adattato. Il primo trimestre è caratterizzato da un aumento delle oscillazioni glicemiche con tendenza alle ipoglicemie. Il fabbisogno insulinico diminuisce del 10-20% nelle prime settimane di gestazione. A partire dalla 18.ma-24.ma settimana, invece, il fabbisogno insulinico aumenta progressivamente e può arrivare fino al raddoppio della dose d’insulina. A partire dalla 36.ma settimana ritorna di nuovo stabile sebbene rimanga sempre un certo rischio di scompenso glicemico e anche di infezione.

Accanto al controllo del diabete sono necessari regolari controlli del peso, della pressione sanguigna e dell’albuminuria. Il rischio di sviluppare un’ipertensione gestazionale o peggio di associarla a edema e proteinuria (gestosi o preeclampsia/eclampsia) è infatti aumentato. Risulta dunque fondamentale un controllo molto attento per una diagnosi precoce che possa permettere la migliore delle terapie.

Diabete Gestazionale: di che si tratta?

Ben più lieve è fortunatamente l’impatto sulla salute materno-fetale del cosiddetto diabete gestazionale. Si tratta di una condizione metabolica in tutto assimilabile al diabete, ma strettamente legata all’aumento del fabbisogno di insulina nel periodo della gravidanza.

Infatti, durante la gravidanza, la placenta secerne diversi tipi di ormoni che contrastano l’effetto dell’insulina, comportando un aumento dei valori della glicemia nel sangue. Questa condizione, nella stragrande maggioranza dei casi, recede con il parto.

Diabete gestazionale: sintomi e diagnosi

Il diabete gestazionale si manifesta con sintomi poco evidenti tanto da passare spesso inosservato. I sintomi da controllare sono: l’aumento ingiustificato della sete, il frequente bisogno di urinare, la perdita di peso corporeo, i disturbi della vista e le infezioni frequenti, come cistiti e candidosi. Inoltre, esistono dei fattori di rischio come l’obesità e la familiarità con un paziente diabetico che possono accrescere sensibilmente la probabilità di andare incontro a questa forma di diabete.

In base alle nuove linee guida italiane, già durante la prima visita in gravidanza è opportuno identificare le donne a rischio più elevato di diabete gestazionale attraverso una valutazione del loro valore glicemico a digiuno.

Come gestire il diabete gestazionale ?

Una volta diagnosticato il diabete gestazionale, è opportuno mantenere sotto controllo i valori della glicemia durante tutta la fase della gravidanza per ridurre al minimo il rischio di conseguenze sul bambino. Una dieta adeguata e un programma di esercizio fisico, di solito, sono utili da soli a mantenere la glicemia nei livelli ottimali. In ogni caso il consulto con un diabetologo o con un dietologo è d’aiuto per mettere in atto una dieta sana e ottimale.

Nel caso in cui la dieta e l’esercizio fisico non siano sufficienti a garantire livelli ottimali di glicemia, potrebbe rendersi opportuno l’uso di insulina per controllare al meglio i valori di glucosio nel sangue.

Complicanze neonatali

Sul fronte fetale, nel diabete gestazionale non si riscontra l’aumento del rischio malformativo di cui abbiamo parlato in precedenza perché la malattia tende classicamente a presentarsi dopo la ventiquattresima settimana, quando lo sviluppo di organi ed apparati è ormai completato.

Le possibili complicanze neonatali prevedono:

  • macrosomia fetale che potrebbe rendere necessario il parto cesareo.
  • ipoglicemia neonatale
  • ittero neonatale, di solito di entità non grave
  • il neonato potrebbe avere difficoltà respiratorie e aver bisogno di ossigeno o altri aiuti (sindrome da distress respiratorio)
  • il neonato potrebbe non avere livelli sufficienti di minerali nel sangue

Per tutte queste motivazioni spesso si consiglia alle donne che sviluppano diabete gestazionale di partorire in strutture ospedaliere dotate di unità di neonatologia e terapia intensiva neonatale che possano subito prendersi cura di ogni necessità del neonato.

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Due parole sull'autore

Francesca Cristello

Francesca Cristello si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pisa dove si è specializzata con lode in Ginecologia ed Ostetricia. Ha maturato esperienza presso l'Ambulatorio di Fisiopatologia dell'Adolescenza e Procreazione Assistita della medesima Università. Sempre presso l'Università di Pisa ha esercitato la professione nell'Ambulatorio di Colposcopia e Patologia Cervico-vaginale e Vulvare. Ha collaborato all'attività scientifica presso il Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente presso il Policlinico A. Gemelli in Roma. Nell'ambito della propria attività ha pubblicato su diverse riviste scientifiche nazionali (Giornale Italiano di Ostetricia e Ginecologia, "Il Consultorio familiare: contraccezione e desiderio di gravidanza") ed internazionali (Human Reproduction, Fertility and Sterility, Gynecological Endocrinology). Attualmente esercita la propria attività anche presso il Laboratorio Poliambulatorio Specialistico Nomentano.