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Menopausa, disfunzioni del pavimento pelvico e qualità della vita

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February 16, 2016

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Menopausa, disfunzioni del pavimento pelvico e qualità della vita

Incontinenza, stitichezza, peggioramento dei rapporti sessuali sono problemi gravi per la qualità della vita e che peggiorano al crescere dell’età. Con un’aspettativa di vita in aumento, questi problemi divengono sempre più comuni e vanno dunque affrontati con efficacia.

Le disfunzioni del pavimento pelvico

A causare i problemi di cui sopra possono essere le disfunzioni del pavimento pelvico le quali coinvolgono funzioni quali minzione, defecazione, la sfera sessuale e che si manifestano soprattutto dopo la menopausa

Ma cos’è, esattamente il pavimento pelvico ?

E’ la parte bassa del bacino la quale è costruita in maniera da permettere il passaggio del feto al momento del parto e, dunque, non da ossa, ma da una complessa struttura muscolare: il pavimento pelvico appunto. Questo “pavimento” si chiama così anche per la sua funzione di fare da “base d’appoggio”, agli organi pelvici: utero, ovaie, vescica e retto.

Il prolasso degli organi pelvici (POP), l’incontinenza urinaria (IU), la sindrome da ostruita defecazione (ODS), le disfunzioni della funzione sessuale, il dolore pelvico sono solo alcune delle possibili manifestazioni legate ad una alterazione anatomo-funzionale di questa struttura, la cui incidenza aumenta con l’età e con le alterazioni ormonali legate alla menopausa.

Una inquadramento diagnostico e terapeutico, e quindi una diagnosi precoce di tali disturbi, consentono il mantenimento di una buona qualità di vita sia personale che relazionale.

Prolasso degli Organi Pelvici (POP)

Il prolasso degli organi pelvici (cioè la discesa attraverso la vagina di organi quali vescica, uretra, utero, anse del piccolo intestino, retto) si associa a sintomi come difficoltà urinarie (perdita di urina a seguito di sforzi o meno, disuria, senso di incompleto svuotamento vescicale, infezioni urinarie ricorrenti), alterazioni defecatorie (ODS), senso di peso perineale, cioè di qualcosa che tira in basso.

Circa il 50% delle donne che hanno partorito presenta nella propria vita un qualche grado di prolasso genitale, ma solo il 10-20% di queste necessita di trattamento. Fattori predisponenti al prolasso includono il danno a strutture neuro-vascolari, connettivali e muscolari dei tessuti pelvici a seguito di parto vaginale, traumi, chirurgia pelvica; condizioni di cronico aumento della pressione intraddominale come obesità, stipsi cronica, asma.

Incontinenza Urinaria (IU)

L’incontinenza urinaria è un “disturbo caratterizzato da perdita involontaria di urina”. La caratterizzazione dell’incontinenza richiede non solo la distinzione tra incontinenza da stress (IUS), incontinenza da urgenza (UI) e forma mista, ma anche la quantificazione della frequenza e della severità degli episodi di incontinenza, la presenza di fattori precipitanti.

Disfunsione Defecatoria

La stipsi cronica è una condizione che compromette la qualità di vita. Il rallentato transito intestinale, la defecazione difficoltosa e la sindrome dell’intestino irritabile sono tutte cause primitive di stipsi cronica. I sintomi più comuni sono la defecazione infrequente, la presenza di feci dure, la necessità di uno sforzo per eseguire la defecazione, la sensazione di incompleto svuotamento rettale, l’ostruzione ano-rettale e la necessità di eseguire manovre digitali vaginali o perineali o compressioni addominali per completare la defecazione. La stipsi cronica interessa il 16% degli adulti e il 33% degli individui sopra i 60 anni. E’ più comune nel sesso femminile ed aumenta di frequenza e gravità con il processo di invecchiamento.

Disfunzione sessuale e disturbi del pavimento pelvico

Tutte le condizioni descritte sopra possono avere effetti molto importanti sulla funzione sessuale. Questo può dipendere dalla presenza di dolore all’inizio o durante i soli rapporti sessuali (dispareunia) o dolore cronico alla pelvi per l’irregolare contrazione muscolare o per la discesa degli organi pelvici. Una compromissione della funzione sessuale può anche dipendere dalla modificazione della propria immagine corporea legata all’aspetto dei genitali con prolasso, alla perdita di urine, gas o feci associate con l’attività sessuale.

Disfunzioni del pavimento pelvico: i sintomi

Il calo degli ormoni tipico della menopausa è alla base di quei cambiamenti, di quell’indebolimento dei tessuti femminili che determinano sintomi come urgenza, frequenza e incontinenza urinaria, dispareunia, infezioni ricorrenti oltre che al prolasso genitale.

Gli eventi e le modificazioni fisiologiche della vita della donna (gravidanza, parto, menopausa) spesso sono fattori concomitanti nel predisporre una alterazione funzionale e strutturale del pavimento pelvico. Tale alterazione si associa a disturbi del tratto genitale, urinario e intestinale e i sintomi di queste alterazioni sono frequenti nelle donne sopra i 50 anni:

  • perdita di urina (anche di piccole quantità)
  • infezioni genitali ricorrenti
  • prurito/bruciore genitale o sensazione di secchezza
  • scarsa lubrificazione/dolore ai rapporti
  • sensazione di mancato o incompleto svuotamento intestinale

Che fare ?

E’ necessario non trascurare tali disturbi, presentarli al proprio ginecologo per un loro corretto inquadramento diagnostico. Lo stesso ginecologo potrà effettuare la valutazione del difetto, valutare quali organi sono coinvolti e prescrivere test strumentali di urodinamica per l’approfondimento dell’eventuale incontinenza. Sulla base della corretta e precisa diagnosi si potrà decidere “insieme” il trattamento medico e chirurgico più personalizzato possibile.

Generalmente risulta più utile una terapia medica, prevalentemente a base di estrogeni, nei casi di sintomi irritativi legati all’atrofia postmenopausale (urgenza e frequenza minzionale, incontinenza da urgenza, infezioni ricorrenti delle vie urinarie, dispareunia). La terapia chirurgica sarà utile soprattutto nei casi di prolasso più grave o nell’incontinenza urinaria.

In ogni caso bisogna sempre ricordare che si tratta di terapie prolungate e che necessitano di una certa costanza, sia nei casi di terapia estrogenica in preparazione di intervento chirurgico di pavimento pelvico, sia nei casi di terapia per sintomi da atrofia uro-genitale; si tratta infatti di terapie che non migliorano i sintomi velocemente e che hanno effetto finché vengono eseguite.

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Due parole sull'autore

Francesca Cristello

Francesca Cristello si è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pisa dove si è specializzata con lode in Ginecologia ed Ostetricia. Ha maturato esperienza presso l'Ambulatorio di Fisiopatologia dell'Adolescenza e Procreazione Assistita della medesima Università. Sempre presso l'Università di Pisa ha esercitato la professione nell'Ambulatorio di Colposcopia e Patologia Cervico-vaginale e Vulvare. Ha collaborato all'attività scientifica presso il Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente presso il Policlinico A. Gemelli in Roma. Nell'ambito della propria attività ha pubblicato su diverse riviste scientifiche nazionali (Giornale Italiano di Ostetricia e Ginecologia, "Il Consultorio familiare: contraccezione e desiderio di gravidanza") ed internazionali (Human Reproduction, Fertility and Sterility, Gynecological Endocrinology). Attualmente esercita la propria attività anche presso il Laboratorio Poliambulatorio Specialistico Nomentano.