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Fara Sabina antica nelle foto di Filippo Rocci

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September 18, 2013

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Fara Sabina antica nelle foto di Filippo Rocci

Le foto della Fara Sabina di un tempo – che pubblichiamo grazie alla disponibilità di Alberto Amici, “Farese Doc” ed attento collezionista di antiche immagine di Fara e della Sabina – rappresentano una documentazione storica di grande importanza. Ciò per due motivi: il primo è per il loro autore, Filippo Rocci (1881-1965), farese e fratello del famoso grecista Lorenzo, appassionato fotografo, il quale, all’alba del XX secolo, raccolse scatti preziosi su questi luoghi. Il secondo è perché, in considerazione proprio dell’epoca nella quale sono state realizzate, esse rappresentano un unicum per ricostruire l’evoluzione dell’antico borgo storico di Fara.

Fara Sabina nelle foto d’epoca

Infatti, Fara e la Sabina hanno visto – come molte altre aree del nostro paese – un’evoluzione urbanistico-sociale sintetizzabile in fasi specifiche: l’epoca antica (romana); l’incastellamento alto-medievale; lo sviluppo tardo-medievale e

fara sabina duomo foto d'epoca rocci

Fara Sabina – Il Duomo

rinascimentale; la fase di evoluzione delle comunicazioni tra la fine dell’800 ed i del ‘900. In realtà, per molti secoli, proprio per la limitatezza dei mezzi di comunicazione (i piedi o, al meglio, il cavallo) e del sistema viario (le antiche consolari romane ed i loro “diverticoli”), le popolazioni sono rimaste piuttosto stabili nei loro luoghi d’origine ed i centri urbani caratterizzati da un’evoluzione lenta e facilmente ricostruibile.

Le strade asfaltate, il trasporto pubblico, l’automobile sono in realtà un’acquisizione recente collocabile, in modo massivo, nel XX secolo avanzato.

Ecco perché queste foto di Fara sono un elemento prezioso per ricostruirne l’evoluzione urbanistica: esse, infatti, ci permettono di valutare chiaramente aspetti di molto anteriori ai tempi nei quali sono state scattate. Esse rappresentano, infatti, la testimonianza di un assetto urbano addirittura sei-settecentesco.

Per gli aspetti storici generali di Fara, vi rimando all’articolo che già abbiamo pubblicato e che trovate sempre nella rubrica sui borghi della Sabina. Nello specifico, va aggiunto come Fara si sia sviluppata intorno al nucleo iniziale costituito dal castello per poi espandersi lentamente nelle aree di più agevole difesa creando così un centro urbano racchiuso da mura – di cui ancora è possibile individuare le testimonianze – e costituite in buona misura anche dai lati esterni delle abitazioni.

L’antico borgo di Fara Sabina e le mura

fara sabina foto d'epoca rocci

Fara Sabina da Ovest con gli orti

Le mura, ovviamente, vennero ricostruite nel tempo per contenere un’area urbana che si espandeva per arrivare al sistema a due porte di accesso vigente, grossomodo, fino al momento degli scatti del Rocci. Si trattava di Porta Romana (esistente ancora oggi) e di Porta Castello che chiudeva le mura all’altezza dell’attuale Piazza del Duomo ed eliminata perché resa pericolante dai bombardamenti del 1944. Porta Forcina è invece una realizzazione “moderna”, di inizio XX secolo.

Tutto ciò premesso, guardiamo insieme alcune delle foto. “Fara S. da ovest con gli orti”, è eclatante: la “massa” del castello e del “nucleo primigenio” spiccano fuori nitidamente. Al di sotto è posto il borgo, che scende fino a quella che oggi è la strada che, girandogli intorno, porta alla rocca (Comune). Non sono però ancora completati i muraglioni di contenimento (lo saranno solo negli anni ’20 inoltrati) che, percorrendo la strada a salire, vi trovate a mano destra passata Porta Romana. Né le abitazioni esistenti al di sopra dei muraglioni hanno assunto la loro attuale forma.

Diviene così evidente il fatto che stiamo guardando una cinta muraria (successiva a quella del castello), in cui vengono aperte le prime finestre e porte. Chiude il borgo a sinistra la massa di Palazzo Manfredi ed il campanile di San Giacomo. Di fronte a Porta Romana, notate il fabbricato del vecchio mattatoio mentre la collina è ampiamente coltivata ad orti con le mulattiere che consentivano di scendere verso Montegrottone, Coltodino e i Quattro Venti.

La Passeggiata

fara sabina foto d'epoca rocciFara Sabina dalla Passeggiata” ritrae una Fara ancora senza pineta e con una passeggiata ai suoi albori. Ma la foto è importante per un altro motivo: consente di valutare bene la cinta muraria da quel lato. Eclatante è il fatto che l’attuale belvedere (a sinistra del Duomo) fosse un torrione e che esso formasse un tutt’uno con il basamento del Duomo (che, per inciso, conserva a quel livello una cripta affrescata, vedasi articolo sul Duomo di Fara). L’abitazione in primo piano di fronte al Duomo è “moderna” e dietro potete intravedere Porta Romana. Le mura del castello (Convento delle Clarisse) si apprezzano poi nitidamente. Anche in questo caso, ci sono orti per tutti i gusti.

Vedrete che “in collezione” abbiamo anche una foto in primo piano del Duomo dove il torrione, oggi belvedere, si apprezza ancora meglio ed una di Porta Castello com’era.

La Croce Rossa

Ma guardiamoci intorno verso Est. La foto “Chiesa di San Francesco dalla Pineta” ritrae la chiesa omonima in una fase in cui i “Preventori“ della Croce Rossa Italiana non esistevano ancora (e neanche la pineta, per la verità). Questa chiesa, cinquecentesca, è ancora lì – in uno stato di assurdo ed inqualificabile abbandono – inglobata nel complesso degli edifici novecenteschi un tempo adibiti a sanatorio ed oggi in rovina.

La raccolta di foto del Rocci è ricca di panorami di Fara dalla sua Passeggiata che ci permettono di tracciarne una cronistoria. Per metterle in fila, regolatevi sul diametro degli ippocastani. Mi sembra bella la testimonianza offerta dalla foto

fara sabina foto d'epoca rocci

Fara Sabina – Passeggiata con le prime automobili

intitolata “Piantumazione del Parco”. Non ci sono le ville oggi in situ, e quelle che vedete sono le cannucce che sostengono gli alberi appena posti in sede. Chiude la serie di queste foto “La Passeggiata con le prime automobili”: i tigli sono ormai robusti e ci sono in giro le automobili. Se ingrandite la foto, però, vedrete che c’è anche chi va ancora in giro a dorso d’asino, segno di una diversa capacità di spesa! Siamo, probabilmente, in qualche momento a cavallo tra gli anni ’20 e ’30. Chiude la carrellata un’elegante foto di Piazza Garibaldi (più nota come Forcina in quanto antica sede delle esecuzioni capitali) in cui si intravede la bella e classica bordatura in pietra di fiume tipica dei borghi Sabini. Oggi si preferiscono superfici calpestabili più lisce, ma quelle che abbiamo andrebbero attentamente tutelate.

Vi auguro che guardare queste foto vi dia lo stesso piacere che ha dato a me e che vi convinca anche del fatto che la superiorità dell’uomo sulla bestia si vede anche dalla sua capacità di preservare e valorizzare ciò che di bello gli proviene dal passato.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.