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Fara Sabina: visita e storia

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November 26, 2012

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Fara Sabina: visita e storia

Si racconta che dalla rocca di Fara Sabina si contino novantadue tra paesi e borghi e che d’inverno, con l’aria tersa, lo sguardo si spinga fino al Gran Sasso. Forse è così. Sicuramente, invece, Fara è la più bella terrazza naturale sulla Sabina.

Posta sul primo bastione roccioso che chiude la valle del Tevere verso Rieti, i sui 480 metri le consentono di dominare l’intera vallata verso Roma e, con l’ausilio di un binocolo, il profilo del Cupolone, giù verso l’orizzonte, è inconfondibile. Dal belvedere di piazza del Duomo,  Palombara Sabina, Sant’Angelo Romano, Monterotondo, Capena scorrono una ad una. Da Porta Forcina, viceversa, il Terminillo si staglia quasi ad un passo. Tra esso e la rocca si distendono i più noti borghi sabini: Poggio Mirteto, Montopoli, Salisano, Toffia, Poggio Nativo, e così via contando, fino a novantadue, per l’appunto.

Fara Sabina – La Storia

Sarà probabilmente per questa particolare posizione che nei dintorni del VI secolo d.C. i Longobardi (“fara” in longobardo significava clan) vi presero dimora e che il suo castello era già lì allo scoccare dell’anno mille. Nel corso dei secoli passò di mano in mano legando la sua storia a personaggi non secondari. Nel 1050 l’abate Berardo I lo portò sotto il controllo dell’Abbazia di Farfa. Successivamente fu fara sabinadella famiglia feudale dei Crescenzi Ottaviani, ma nel 1082 l’imperatore Enrico IV, in visita a Farfa, riconquistò il castello per restituirlo al patrimonio dei monaci. Fara Sabina conobbe poi l’epoca delle libertà comunali per diventare successivamente feudo Savelli.

Nel 1461 fu espugnata dal più grande condottiero di ventura dell’epoca, Federico di Montefeltro –soldato umanista che si dice possedesse la più preziosa biblioteca rinascimentale italiana – per ricondurre i Savelli a più miti consigli nei confronti del Papa. Nei secoli successivi Fara Sabina passò di mano in mano tra le famiglie che via via si andavano affermando sulla scena romana: Orsini, Farnese, Della Rovere, Colonna.

Fara Sabina Visita

fara sabina A partire dal XIII secolo, l’impianto urbano si estese al di fuori del castrum. Fu costruita la chiesa di Sant’Antonio (il Duomo) poi ampliata nel ‘500. Nel ‘300 seguì la chiesa di S. Giacomo poi trasformata nel suo attuale barocco. A queste sacri edifici si aggiunsero il convento di S. Francesco, nel ‘500, ed il complesso di S. Fiano. Nel 1672, invece, il castello, divenne, su ispirazione di suor Francesca Farnese e ad opera del Cardinale Francesco Barberini, quel monastero della clarisse eremite che ancora oggi permea Fara del suo particolare misticismo.

L’importanza di Fara Sabina in termini amministrativi ed i cospicui mezzi delle sue maggiori famiglie, hanno anche consentito lo sviluppo di un’importante architettura civile sicché le vie di Fara Sabina ospitano palazzi patrizi che per numero e fattura la rendono unica in Sabina. Spiccano Palazzo Orsini (via della Repubblica), del 1400, con le particolari finestre recanti la rosa simbolo della famiglia e Palazzo Brancaleoni (piazza del Duomo), sede del museo archeologico. Da ultima va citata la deliziosa Cisterna a edicola in piazza del Duomo, un po’ il simbolo di Fara, costruita, come dice l’incisione, “per pubblica utilità” dai Farnese nel 1588.

Clicca per vedere il video dedicato a Fara in Sabina

Clicca per vedere il video dedicato all’Abbazia di Farfa

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.