Wednesday, Dec. 8, 2021

Grand Central Terminal: shopping di lusso a Manhattan

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May 8, 2015

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Grand Central Terminal: shopping di lusso a Manhattan

Non credo che – con l’eccezione della stazione dell’alta velocità di Reggio Emilia progettata da Calatrava – le stazioni ferroviarie rappresentino nell’immaginario italiano possibile meta per visite cultural-turistiche.

A New York non è così ! Infatti , Grand Central Terminal o Grand Central Station (com’è più spesso chiamata) va proprio visitata. E vi dirò di più: potreste anche andarci a pranzo o a fare la spesa. Cosa che a me non verrebbe in mente di fare a Roma Termini e, probabilmente, neanche a voi.

Grand Central Terminal: il trionfo del Beaux Arts

Ma Grand Central Station è un’altra cosa. Intanto è un altro trionfo del neoclassico Beaux Arts newyorchese non Grand Central Terminal Manhattan New Yorkdissimilmente dalla New York Public Library (gli anni sono quelli). Semplicemente monumentale e bella. Luminosa e splendente. Tutto tranne una stazione.

Il suo grande salone centrale di marmi chiari con le scalinate trionfali lo rendono più simile ad un magnifico salone dove vi aspettereste di sentir suonare il valzer per un ballo delle debuttanti. Il soffitto a volta affrescato con le costellazioni e 2.500 stelle, aiuta anch’esso.

Le tre grandissime vetrate presenti in ciascun lato illuminano il salone a giorno complice il marmo bianco. Ma, ancor più, sono i particolari a fare la differenza: i lampadari ammiccanti all’Art Nouveau, gli sportelli lustri di ottoni, l’orologio a quattro quadranti del chiosco informazioni che sembra uscito dalle pubblicità di una nota marca di cronografi svizzera.

Visitate Grand Central Terminal. Non ve ne pentirete. Del resto è lì, tra 42esima e Park: anche se non voleste, prima o poi ci finireste dentro comunque.

Grand Central Station: shopping mall di lusso a Manhattan

Grand Central Station Manhattan New YorkInaugurato nel 1913, questo tempio del trasporto ferroviario non si è fatto certamente mancare nulla in termini architettonici e questo lo ha reso un landmark della Grande Mela. Ha poi però saputo evolversi trasformandosi da scalo ferroviario – che, per carità, è certamente ancora oggi ed ai massimi livelli di traffico – in una “galleria” di lusso. Se non ci credete, fate un giro sul suo sito http://www.grandcentralterminal.com/ che certamente non è il sito che vi aspettereste da una stazione ferroviaria. Infatti, di binari e locomotive si parla in un menù secondario: quello principale si occupa di shopping, dining, market e events. In più, per i “techsavy” c’è anche un bell’Apple Store.

E’ inutile che vi racconti io quello che potete vedere da soli: ristoranti e bar abbondano, e si mangia anche bene. Decine e decine di negozi di ogni mercanzia e, last but not least, un food market gourmet che la prima volta mi ha lasciato a bocca aperta.

Insomma, se invece che in albergo avete scelto di stare a Manhattan in un appartamento, è qui dove dovete venire a fare la spesa: al Grand Central Terminal.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.