Wednesday, Oct. 16, 2019

Gregorio da Catino ed il Regestum Farfense

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March 1, 2016

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Gregorio da Catino ed il Regestum Farfense

Saremmo gli stessi, oggi, se non ci fosse stato Gregorio da Catino ? Forse si, ma sapremmo certamente molto meno di un mondo che lentamente emergeva dai difficili secoli immediatamente successivi al crollo dell’Impero Romano per avviarsi verso la piena ripresa delle dinamiche sociali ed economiche nei secoli del basso medioevo.

Perché la grandezza e l’importanza dell’opera di Gregorio da Catino stanno proprio in questo: nell’aver selezionato, analizzato e tramandato atti, documenti e notizie che sono per noi fonti storiche di incalcolabile valore e ci consentono di ricostruire l’evoluzione della società nei secoli a cavallo del primo millennio dopo Cristo. Secoli caratterizzati da un rapporto spesso aspro tra Impero e Chiesa che l’opera di Gregorio di Catino ci permette di “spiare” tra le righe.

Gregorio da Catino: la vita

Gregorio (1060 – 1133) nacque da una famiglia in stretti rapporti con l’Abbazia di Farfa. Infatti proprio suo padre, Dono,

abbazia di farfa

manoscritto conservato presso la Biblioteca dell’Abbazia di Farfa

signore di Catino, nel 1067, aveva ceduto le sue proprietà in quel castello a Farfa consentendo all’Abbazia di inserirsi in quell’area della Sabina. L’anno successivo, a soli 8 anni,  Gregorio da Catino, insieme al fratello Donadeo, entrò giovanissimo come oblato nel monastero Farfense. Dopo la morte improvvisa e prematura del fratello, continuò i suoi studi per entrare come copista Scriptorium del monastero, nella scuola abbaziale, dove continuerà a lavorare fino alla sua morte. A soli 32 anni decise di dedicarsi al riordino dell’archivio abbaziale, copiando ordinatamente i documenti sui quali si appoggiavano i diritti dell’abbazia.

Gregorio da Catino: le opere

La gran mole dei documenti farfensi fu sistemata da Gregorio nel corso di quasi mezzo secolo in quattro fondamentali opere:

  • Liber gemniagraphussive, cleronomialisecclesiaefarfensis (noto come regestum farfense)
  • Liber largitorius, velnotariusmonasteriipharfensis
  • Chronicon farfense
  • Liber floriger.

Il Regesto Farfense

Quest’opera è formata da due prologhi, una collezione di canoni, un elenco degli abati farfensi e dei pontefici, una serie di annotazioni annalistiche e dalla raccolta documentaria. Nella sua prima opera Gregorio da Catino afferma di non essere stato erudito, ma di aver ricevuto la sua istruzione nella scuola del cenobio farfense. Quindi non copia sistematicamente tutto l’archivio, ma fa una selezione trascrivendo, in ordine cronologico, 1324 documenti inerenti le donazioni, vendite, titoli e privilegi concessi dal re e papi al monastero.

Liber Largitorius

Stilato sotto l’abbaziato di Berardo III, è formato da un prologo con dedica dell’opera dell’abate, cui segue una raccolta di circa duemila documenti selezionati e riportati in forma abbreviata che riguardano in questo caso i beni del monastero concessi ai coloni sottoforma di contratto e riportano con precisione i periodi, le condizioni del contratto e le stime del valore dei beni.

Chronicon Farfense

Stilato subito dopo il Liber Largitorius, dal 1107 al 1119, è una ricostruzione scritta in forma narrativa della storia dell’Abbazia di Farfa e delle sue acquisizioni sparse in tutta l’Italia centrale e, come nel Regestum, oltre alla cronaca il libro contiene una serie di cataloghi dei pontefici, di re ed imperatori.

Liber Floriger

L’ultima opera fu composta da Gregorio da Catino intorno al 1130 quando, ormai settantenne, nel delicato periodo nel quale Farfa fu coinvolta nello scontro tra il papa Innocenzo II e l’antipapa Anacleto II. L’opera è un’indice topografico dei documenti che attestavano i possedimenti farfensi divisi in 4 elenchi: quello dei”vocabula  ecclesia rum” e quello dei “vocabula rerum” mentre gli ultimi due contengono invece riferimenti e citazioni relativia chiese, villaggi e terreni registratinel Regesto e nel Liber Largitiorus.

Se andiamo a guardare attraverso le sue opere, possiamo notare il semplice procedere della sua vita. Cinquanta anni passati a scrivere, raccogliere documenti, analizzarli per poi trascriverli. Non si trattava però di un semplice lavoro di copista, in quanto proprio la sua opera permetteva di salvaguardare il vastissimo patrimonio del monastero.

Cosi Gregorio da Catino, in un cinquantennio di incessante lavoro,realizzò il suo sogno giovanile:tramandare nei secoli il susseguirsi di avvenimenti importanti non solo per il monastero,ma per la chiesa e l’impero.

Oggi a Farfa, il “Regestum Farfense” non lo troviamo più, in quanto è in concessione alla Vaticana, ma la biblioteca conserva ancora manoscritti e codici che testimoniano l’attività calligrafica dello Scriptorium Farfense.

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Due parole sull'autore

Demis Simei

Demis Simei, sabino DOC che ha intrapreso la strada del giornalismo, segue con l’entusiasmo dei giovani, le dinamiche che interessano la Sabina dal punto di vista sociale, economico e, più in generale, la vita delle sue molte comunità. Sa però anche guardare al passato ed alla storia di questo territorio raccontandone aspetti, luoghi e vicende particolari che spesso altrimenti sfuggirebbero in una visita “mordi e fuggi” dei borghi e delle terre di Sabina.