Wednesday, Oct. 16, 2019

La Roche Bernard e Guerrande

Pubblicato da :

|

August 11, 2013

|

in:

La Roche Bernard e Guerrande

Ed eccoci finalmente in Bretagna, quella dei piccoli villaggi, dei castelli o delle antiche città fortificate ognuna con la sua cattedrale. Iniziamo puntando verso il mare o, per essere più precisi, verso la costa meridionale della Bretagna, quella che si affaccia sul Golfo di Biscaglia, frastagliata e ricca di insenature nonché di estuari di fiumi anche navigabili.

Se c’è un fattore che condizione la storia degli insediamenti umani, grandi o piccoli che siano, è la loro posizione rispetto alle vie di comunicazione. Quello che c’è da sapere, in questo caso, è che l’asse di comunicazione fondamentale della Bretagna medievale era quello che univa Brest – grande porto sull’Atlantico -  a Nantes, capitale del Ducato, porto fluviale sulla Loira e (dunque) comodo punto d’accesso commerciale alla Francia “continentale”. Da questo stato di cose trassero, ovviamente, vantaggio quei centri situati lungo la strada che collegava, appunto, Brest a Nantes.

La Roche Bernard: il porto fluviale

La Roche Bernard, nel Distretto del Morbihan, nostra prima tappa, aveva anche un altro punto di forza: dominava dall’alto (ed è ovviamente ancora così) il corso del fiume Vilaine costituendo anche un porto fluviale buono per ormeggiarsi al bretagna la roche bernard visitariparo dai venti dell’Oceano.

Fu così che intorno all’anno Mille il vichingo Bern-Hart pensò bene di installarvisi e, per molti secoli e sotto diversi padroni, La Roche Bernard fece il suo mestiere: porto fluviale, snodo commerciale ed anche cantiere navale. Fu qui infatti che tra il 1629 ed il 1634, per ordine del Cardinale Richelieu, venne costruita La Couronne, il primo vascello commerciale a tre ponti. Si tratta di un piccolo borgo e con una passeggiata di un’oretta farete in tempo a scendere fino al porticciolo e magari anche pranzare con una crepes per poi riprendere la strada verso nuove avventure. Dimenticavo, è possibile fare giri in barca sul Vilaine anche con barche storiche del locale “club” di armatori di tali imbarcazioni.

Visitare Guerrande

Noi – tornando alle nuove avventure – abbiamo scelto di procedere verso Guerrande, borgo fortificato distante una quarantina di minuti, e noto per aver conservato quasi intatta la sua cinta di mura lunga 1.3 km. e munita di quattro porte e sei torri. Si entra da quella principale, detta di Saint Michel. Costruita nel ‘400, è stata prima la residenza del Capitaine de Ville, rappresentante del Duca di Bretagna, e poi (quando il ducato fu unito al regno di Francia) del Governeur nominato dal Re.

bretagna guerrande visitaGuerrande, oltre alle opere militari, vanta però anche – come ogni città visitata nel nostro “giro” – una chiesa di rango. In questo caso, è intitolata a Saint Aubin e venne realizzata nel XII secolo: si trattava di una “collegiata” (ovvero vi risiedeva una comunità di canonici con ruoli e regole di vita specifiche) la quale, nell’ambito della Diocesi, era seconda per prestigio solo a Nantes.

Nel 1342, nel corso della guerra per la successione al Ducato di Bretagna, la chiesa venne incendiata e successivamente ricostruita come la vediamo oggi. La cattedrale ospita un interessante piccolo sarcofago paleocristiano scolpito sui quattro lati e la tomba di Tristan de Carné, Maestro di Camera del Duca di Bretagna prima e della Regina Anna di Francia, poi.

Come spesso accade nelle cattedrali francesi, il “pezzo forte” sono le vetrate e Saint Aubin non si lascia pregare (perdonate il gioco di parole). Iniziate guardando quella dell’abside (realizzata nel XVII secolo) dove la scena dell’Incoronazione della Vergine e incorniciata da quattro cerchi concentrici di angeli ognuno di colore diverso.

Del XVI secolo sono invece le vetrate dedicate, rispettivamente, a Saint Julien ed a Saint Aubin. In quest’ultima, il riquadro nell’angolo in basso a sinistra rappresenta il “Mistero di Guerrande”: nel 919, grazie all’intervento di Saint Aubin, un cavaliere appare dal cielo agli abitanti di Guerrande mentre combattono contro i Normanni dando loro il coraggio per ricacciare indietro gli invasori.

Potrebbero anche interessarti gli articoli:

Share

Condivi questo articolo:

Potrebbero anche interessarti:

Marsiglia: gran week end
Arles
Blois da non perdere

Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.