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Lorenzo Rocci: da 75 anni sui banchi di scuola

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April 25, 2016

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Lorenzo Rocci: da 75 anni sui banchi di scuola

Un’opera senza ombra di dubbio monumentale, quella che il nostro concittadino, padre Lorenzo Rocci ci ha lasciato, autore del celebre dizionario greco-italiano, conosciuto anche semplicemente come “il Rocci”, e composto da circa 150.000 lemmi.

Lorenzo Rocci: la vita

Lorenzo Rocci nacque a Fara in Sabina, l’11 settembre 1864, figlio di Domenico, originario di Perugia, e di Eustochia Corradini, di antica famiglia di Fara. Dopo aver frequentato il seminario diocesano di Anagni, il 18 ottobre 1880, entrò nella compagnia di Gesù a Napoli. Nel 1890, precisamente 10 anni dopo, consegui la laurea in lettere grazie agli studi teologici e filosofici all’ Università Gregoriana e un anno di studi classici alla Sapienza. Conseguì la laurea in lettere con una prova brillante, tanto da meritare persino le lodi del grande Giosuè Carducci, membro della commissione esaminatrice, il quale espresse il suo apprezzamento con questi termini: “Lei non solo ha fatto bene, ma molto bene!”. Completò poi la propria formazione con un anno di studi in Francia ad Angers.

Nel 1892 fù ordinato sacerdote a Cortona (Arezzo) e dal 1891 al 1901 fu prefetto di camerata in uno dei più prestigiosi collegi della Compagnia di Gesù, il collegio Tuscolano di Mondragone a Frascati. Qui, padre Lorenzo Rocci prestò la propria opera anche come insegnate di latino e greco, dove si dedicò totalmente al progetto di un vocabolario Greco-Italiano.

Lorenzo Rocci: il dizionario Greco – Italiano

Per circa vent’anni lavorò con immane impegno alla stesura dell’opera facendo uso esclusivamente di schedine e appunti lorenzo rocci dizionario grecodattiloscritti, nonché della sua prodigiosa memoria e dalla sua grande cultura. All’uscita del vocabolario nel 1939, diverse copie furono consegnate ai massimi esponenti dell’Italia di quel periodo tra i quali re Vittorio Emanuele III, Benito Mussolini, e papa Pio XII che in un messaggio autografo indirizzato personalmente a padre Rocci ne lodò gli alti meriti per la sua dottrina e l’ampiezza del suo lavoro.

Chiamato a presentare a Mussolini il frutto delle proprie fatiche intellettuali tramite un appuntamento ufficiale a Palazzo Venezia, padre Lorenzo Rocci esordi con queste parole:  “Eccellenza, finalmente oggi questo vocabolario di greco potrà degnamente sostituire quelli pubblicati in inglese e tedesco”, tenendo conto del fatto che all’epoca gli unici dizionari di greco antico in uso nei licei italiani erano traduzioni dell’inglese Liddle e Scott o del tedesco Passow. L’importanza per “l’italianità” dell’impresa culturale ed editoriale espressa con modestia da padre Rocci non sfuggì al duce, il quale – stando ai fatti raccontati – con un istintivo slancio di orgoglio nazionalista avrebbe esclamato : “Bene! Domani tutta l’Italia saprà dai giornali il valore di quest’opera”.

Gli anni successivi, furono trascorsi e consacrati da parte di padre Lorenzo Rocci nella chiesa del Gesù a Roma alla sua duplice vocazione erudita e sacerdotale, dove continuò con grande impegno nel rifinire e perfezionare la sua creatura fino all’edizione definitiva nel 1943 pubblicata dalla Società Editrice Dante Alighieri.

Il 14 Agosto  1950, all’età di quasi 86 anni, padre Rocci cessò di vivere nella casa professa del Gesù a Roma.

Quel che è certo è che il lavoro di padre Lorenzo Rocci, ovvero il primo dizionario di Greco antico concepito in lingua italiana, ebbe un successo immediato nelle scuole e nelle università prima del Regno e poi della Repubblica, imponendosi rapidamente come il “vocabolario di greco” per eccellenza che rappresentando una vera e propria sottolineatura dell’italianità data dall’impresa culturale ed editoriale realizzata attraverso un’infaticabile impegno e spirito d’emulazione di padre Lorenzo Rocci. La Società Editrice Dante Alighieri, che lo propone ancora oggi nel suo catalogo, ne ha dal 1943 ad oggi venduto oltre due milioni di copie.

Guarda il VIDEO dedicato a Fara in Sabina

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Due parole sull'autore

Demis Simei

Demis Simei, sabino DOC che ha intrapreso la strada del giornalismo, segue con l’entusiasmo dei giovani, le dinamiche che interessano la Sabina dal punto di vista sociale, economico e, più in generale, la vita delle sue molte comunità. Sa però anche guardare al passato ed alla storia di questo territorio raccontandone aspetti, luoghi e vicende particolari che spesso altrimenti sfuggirebbero in una visita “mordi e fuggi” dei borghi e delle terre di Sabina.