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Monastero di Rila: trionfo d’affreschi

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October 26, 2016

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Monastero di Rila: trionfo d’affreschi

Il Monastero di Rila – 120 km da Sofia verso sud – non può mancare tra le tappe di un viaggio in Bulgaria. Anche dal solo punto di vista delle sue “qualifiche” Rila si impone all’attenzione: si tratta del più grande monastero dei Balcani ed è Sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO, inoltre rientra nella prestigiosa cerchia di quei luoghi di culto che possono vantare una data di nascita anteriore all’anno Mille.

Monastero di Rila: la storia

Infatti, il Monastero di Rila è il frutto dello svilupparsi in Medio Oriente ed in Europa dell’eremitismo, reazione ad una societàmonastero di rila bulgaria civile che viveva secoli tra i più travagliati di tutta la storia dell’Occidente. Furono i discepoli di San Giovanni di Rila (876 – 946), che si era ritirato in una grotta di questo massiccio montuoso (il Rila, appunto) che può vantare la cima più alta dei Balcani ad avviare la costruzione del monastero. Esso trovo nei secoli – esattamente come accadeva in Italia negli stessi secoli – il supporto dei regnanti e dell’aristocrazia che consentirono lo sviluppo di una potente realtà monastica.

Non a caso, il Monastero di Rila ha le fattezze di una fortezza con gli alti mura perimetrali ed i due ingressi ben guardati da un sistema a doppia porta ed una possente torre difensiva al centro dell’ampio cortile (che, tecnicamente, ben si presta a fare da piazza d’armi). Inoltre, elemento non secondario, è ricco di ottima acqua che ancora oggi sgorga da diverse fontane.

Rila: un trionfo di affreschi

affreschi monastero rila bulgariaEvidentemente, ciò che attrae a prima vista il visitatore è la chiesa con i suoi infiniti affreschi e l’imponente iconostasi. Credo, però, che prima giovi far girare lo sguardo lungo il perimetro del cortile: trecento celle si affacciano infatti sulle stesso e – oltre ad essere belle nel loro colore bianco e nelle scale di legno perfettamente manutenute – danno chiara la sensazione della potenza di Rila ai suoi tempi migliori.

Ma veniamo agli affreschi: essi ricoprono senza soluzione di continuità le pareti e le volte del portico esterno e della chiesa. Sarebbe impossibile descriverne i contenuti data la loro numerosità ma ciò che li rende assolutamente interessanti è che essi risalgono in buona misura al XIX secolo (il monaco Zahari fu tra i frescanti più attivi), anche perché il monastero era stato gravemente danneggiato da un incendio nel 1833: testimonianza evidente di come fosse viva l’attività artistica all’interno di queste comunità monastiche.

Da evidenziare, all’interno della chiesa, sulla sinistra il reliquiario dove monastero di rila bulgariasono esposte le moltissime reliquie di santi detenute dal monastero e sul lato opposto, la tomba di Re Boris, ultimo monarca di questa nazione. Sulla sua tomba ha anche pregato Giovanni Paolo II che si è recato al Monastero di Rila durante la sua visita apostolica in bulgaria.

Da ultimo, non perdete il museo. il quale ospita – oltre ad una collezioni di croci da petto dell’XI secolo – la Croce di Rila: un’opera di intaglio su legno assolutamente eccezionale eseguita da monaco Raphael a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo il quale vi realizzò scene sacre – tra cui spiccano quelle relative alla Vita di Gesù – con oltre seicento figure umane.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.