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Montalto di Castro: la visita

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August 11, 2015

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Montalto di Castro: la visita

Montalto di Castro – l’antico Castrum Montis Alti – si alza su uno sperone di poche decine di metri sulla vasta pianura della Maremma che la circonda. Posta a guardia dell’antico tracciato della Via Aurelia (il troncone che si è salvato dalla costruzione della nuova statale a quattro corsie ancora oggi arriva sotto le mura di Montalto) e del porto omonimo sulla vicina costa ha per numerosi secoli giocato un ruolo importante nel controllo di quell’area posta tra la potente Viterbo ed il mare.

Montalto di Castro: la storia

La prima apparizione di Castrum Montis Alti nella storia è antica: risale all’852 quando è citata in una bolla di Papa Leone IV montalto di castroal Vescovo di Tuscania. Montalto ebbe proprie istituzioni comunali nel Medioevo, fu sotto il controllo di Viterbo verso la fine del XII secolo, vide l’alternarsi temporaneo di diversi feudatari o reggenti – quali i signori di Vico, gli Orsini, i Farnese –  ma rimase sempre nel controllo del papato: per l’importanza del porto alla foce del Fiora prima, come centro agricolo e dell’allevamento poi.

In realtà, in un susseguirsi di periodi di maggior floridità e di crescita della popolazione e, viceversa, di crisi ed abbandono del centro urbano, Montalto vede l’intervento diretto del papato in termini di politica economica e, conseguentemente, demografica in diverse occasioni a partire da Papa Martino V nel 1421. A rendere problematica la situazione economica del territorio anche la malaria, piaga per secoli della Maremma, con le sue drammatiche conseguenze sulle stesse possibilità di vita in quel territorio.

Dal punto di vista del visitatore, i secoli dei quali oggi Montalto di Castro mantiene più numerose le testimonianze sono quelli dal XVIII in poi nei quali lo Stato Pontificio sviluppò, appunto, attività di sviluppo economico che si concretizzarono anche nella costruzione di infrastrutture e nell’espansione dell’abitato.

Cosa vedere a Montalto di Castro ?

Il piccolo centro storico, ancora cinto per buona parte dalle sue mura (integre o trasformate, nei secoli, in abitazioni), può essere visitato con una piacevole passeggiata. A rendere per il turista il compito più semplice, Montalto offre un percorso ben contrassegnato da cartelli segnaletici con esaurienti spiegazioni.

montalto di castro fontana del mascheroneIl percorso parte con due fontane: quella del Mascherone e quella delle Tre Cannelle. Perfettamente restaurate, si trovano lungo il percorso dell’antica Via Aurelia subito a ridosso delle mura del centro storico. Testimoniano le opere realizzate dallo Stato Pontificio per approvvigionare d’acqua potabile Montalto. La fontana del Mascherone venne realizzata nel 1708 per portare nel centro urbane le acque proveniente da una fonte posta dall’altro lato del Fiume Fiora e realizzando per questo anche un ponte sul fiume stesso e canali sotterranei. Bello il mascherone dal quale la fontana prende il nome.

La fontane delle Tre Cannelle ed il suo sistema di approvvigionamento idrico vennero completati nel 1775. Per portare l’acqua fino a Montalto di Castro venne costruito anche un vero e proprio acquedotto del quale – malamente tenuti e poco visibili – si possono scorgere gli archi superstiti lungo la SP Castrense in direzione Canino.

Imboccata la strada principale che si avvia in salita nel centro storico, troverete la Casa Comunale ormai, però, in una versione moderna. Imboccando Via Umberto I (l’antico asse viario principale di Montalto) potete proseguire la vostra visita con le due chiese di Santa Maria Assunta e di Santa Croce e con il Castello Orsini.

Santa Maria Assunta ospita le reliquie dei Santi Quirino e Candido, soldati romani martirizzati in una persecuzione anti-cristiana nel 320 a.C. e santi patroni di Montalto. Reliquie rinvenute nel 1630 con modalità miracolose.

I pozzi a grano di Montalto

La trecentesca Santa Croce ed il Castello Orsini sono posti una di fronte all’altro in quella che oggi si chiama Piazza Felice montalto di castro castello orsini guglielmiGuglielmi (discendente della famiglia Guglielmi di Civitavecchia che nel XIX secolo controllava buona parte dell’economia di Montalto) ma aveva portato i nomi di Piano della Rocca prima e Piazza dei Pozzi poi. Questi “pozzi” erano (quelli che oggi chiameremo) dei silos sotterranei destinati all’immagazzinamento delle frumenti che si producevano in grande quantità a Montalto. Racconta lo storico aldo Morelli: “nel centro storico di Montalto c’erano un’infinità di pozzi da grano….avevano quasi la forma di un enorme fiasco ed erano scavati nel tufo compatto che non lasciava passare infiltrazioni d’acqua”.

Il Castello Orsini o Castello Guglielmi che dir si voglia è il frutto di interventi successivi. La grande torre con il suo basamento che è tutt’uno con le mura cittadine, furono probabilmente costruiti nel ‘400 dagli Orsini. L’edificio adiacente alla torre è molto più tardo (‘700) mentre è ottocentesca la merlatura.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.