Wednesday, Oct. 16, 2019

Monterotondo nelle foto d’epoca

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November 20, 2013

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Monterotondo nelle foto d’epoca

La preziosa galleria di foto d’epoca di Monterotondo che SalutePiù pubblica insieme a queste note descrittive, è dovuta alla cortesia di Antonello Ferrero, storico e studioso di cose eretine nonché Archivista del Duomo. In realtà, oltre alle immagini, gli vanno anche ascritti numerosi commenti – da noi raccolti – che le rendono “gli scatti” intellegibili all’osservatore sebbene i luoghi che esse rappresentano siano assai diversi oggi da come erano allora.

Sappiamo infatti come – a cavallo tra ‘800 e ‘900 – l’urbanistica di Monterotondo sia profondamente mutata. L’abbattimento delle mura barberiniane (e delle loro antiche porte) proprio in quegli anni, aprì la stagione dell’espansione della città eretina al di fuori dell’antico centro storico. Erano anche gli anni in cui la fotografia iniziava a diffondersi ad un livello “non sperimentale”. Ciò fa sì che lo sviluppo urbanistico al di fuori del perimetro dell’antico castrum medievale sia ben documentato ed ancora oggi testimoniato dalle immagini giunte sino a noi.

monterotondo foto epoca

Per chi volesse approfondire gli aspetti storico-urbanistici di Monterotondo, consiglio due articoli già presenti su www.salutepiu.info, ovvero “Il centro storico di Monterotondo: un’evoluzione durata mille anni” e “Non gli Orsini ma i Capocci, i primi Signori di Monterotondo perpetuati nello stemma comunale” del secondo dei quali è autore Antonello Ferrero.

In questi casi, conviene iniziare dalle vedute d’insieme anche se, purtroppo, non ne abbiamo di così antiche come vorremmo:

  • Vista da Santa Maria ci regala una Monterotondo che si ferma, praticamente, a Via Umberto I. siamo nei primissimi decenni del ‘900;
  • l‘Ippodromo, nella zona detta “Pratone” (l’area dove sono oggi situati lo stadio e la piscina comunale), mostra come il pianoro tra il borgo e Santa Maria fosse ancora campagna;
  • Panorama Sud Ovest, coglie il limitare del centro storico (la circonvallazione) ma siamo già avanti nel ‘900;
  • da ultimo “Villa Frontoni con campanile di Sant’Hilario” ci offre una veduta ante 1917. Infatti si vede il campanile della Chiesa di Sant’Hilario: consacrata nel 1502 e demolita nel 1917. La demolizione riguardò anche una fila di case sovrastante Piazza del Sole sulle quali la chiesa si appoggiava. Ne rimase una porzione poi inglobata in civile abitazione, che è quella ricordata dai vecchi monterotondesi. Era nel punto più alto della città ad ovest. Il famoso “Colle della Ginestra”, dove si è formata Monterotondo medievale.

Prima di andare a curiosare “in città”, vediamo cosa succedeva sul colle dove ancor oggi si trova Santa Maria. La foto “Chiesa di Santa Maria” (1912) ci racconta di una chiesa, con il suo convento, ancora isolata nella campagna. Erano però anni difficili: salvata a stento la chiesa dalla distruzione, il convento divenne carcere, poi abitazione privata e, nel 1931, ospedale.

A questo punto, avviciniamoci al centro storico: “Via Umberto I” (1911) mostra nello sfondo il Duomo in quanto il Teatro Ramarini ancora non era stato costruito mentre le mura berberiniane erano ormai state abbattute da qualche anno.

monterotondo foto epoca

Entrando per la Porta di San Rocco, avreste forse fatto in tempo a vedere Piazza del Popolo con l’antica Porta Romana la quale fu abbattuta ai primi del ‘900. La foto che ancora ce la mostra in piedi, risale dunque al XIX secolo.

Altri due scatti sono sempre dedicati a Piazza del Popolo. Questa, in origine, era detta Piazza Nuova. Poi venne denominata Piazza Cardinal (Luigi Emmanuele Nicolò) Lambruschini in onore di quest’ultimo, Vescovo di Sabina dal 1842, il quale aveva ottenuto per Monterotondo il titolo di “Città”. La lapide, affissa sulla Fontana dei Leoni, ricorda appunto questa benemerenza. I quattro leoni erano originariamente di terracotta ma vennero sostituiti nel 1927 con gli attuali, opera dello scultore Romeo Liberati.

Già che ci siamo, camminiamo fino al Duomo. La foto della piazza è di fine ‘800: il muraglione di contenimento è crollato ed il “Pincetto” non è ancora stato costruito. Pochi metri più in là avreste potuto ancora vedere Porta Umberto I (foto del 1909): era la porta che consentiva di accedere dall’attuale Via Matteotti verso il Palazzo Comunale. Non distante da essa si trovava Porta Canonica la quale consentiva l’accesso alla Piazza del Duomo

Continuiamo il nostro tour in senso orario per arrivare al Parco della Rimembranza il quale era, fino ai primi del ‘900, la continuazione della Passeggiata verso Palazzo Barberini. La Passeggiata stessa, in realtà, altro non era che l’entrata in Monterotondo della Via Nomentana. Nel 1920 venne realizzata l’attuale pavimentazione del Parco della Rimembranza utilizzando per le cordonature il travertino recuperato dall’abbattimento di parte delle mura di cinta della città in prossimità di Porta Garibaldi. Il Monumento ai Caduti vi fu trasferito dalla sua primitiva collocazione in Piazza del Duomo mentre ogni albero rappresenta un Caduto. Superata la salita vi ritrovate, oggi come allora, di fronte al Parco del Cigno che si chiamava, però, Piazza Belvedere. Il Parco fu progettato nel 1882 ed il gruppo statuario del bambino che gioca con il cigno è opera dello sculture reatino Tito Giannini. Per creare il parco stesso, venne abbattuta la sezione delle mura barberiniane prospiciente il palazzo.

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Ancora qualche passo per percorrere l’attuale “circonvallazione” ed arrivare all’antico ospedale. Il complesso che oggi ospita la Biblioteca Comunale era in origine costituito dall’antico ospedale di Monterotondo e dalla Chiesa di San Nicola.

L’istituzione dell’ospedale risale ai primi decenni (accertati da ricevute d’archivio) del XVI secolo, ad opera dei canonici di Santa Maria Maddalena, poi passò alla Venerabile Compagnia del Gonfalone, e nel XVIII secolo ai “Fatebenefratelli” di Roma dell’Ordine di San Giovanni di Dio. Nel XIX secolo tornò nuovamente al Gonfalone. Nel 1938, venne trasferito dalle vecchie a nuove mura – le attuali – su una costruzione donata dal podestà Igino Betti, su terreno comunale. Ed infatti porta tuttora, l’antico titolo di Ospedale del Santissimo Gonfalone.

 

 

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.