Thursday, Jun. 20, 2019

Museo dell’Abbazia di Farfa “Emanuele Luzzati”

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March 1, 2016

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Museo dell’Abbazia di Farfa “Emanuele Luzzati”

All’interno del complesso monastico di Farfa, lungo i corridoi del chiostro grande, trovano posto reperti archeologici museo dell'abbazia di farfa emanuele luzzatiprovenienti dagli scavi della basilica e da altri luoghi: capitelli, frammenti di decorazione marmorea, frammenti di pavimenti della basilica carolingia, piatti di ceramica di epoche diverse. Dal chiostro grande si entra in una grande aula – il Museo dell’Abbazia di Farfa “Emanuele Luzzati” - dove, al centro, si trova una teca con 12 scene che raccontano i momenti più importanti della vita dell’abbazia, dalle sue origini fino ad oggi, grazie ad una concezione “sensoriale” dell’insieme. Una sorta di macro installazione con reperti ,frammenti lapidei di varie epoche, che si alternano a moderni oggetti d’arte.

il Museo dell’Abbazia di Farfa “Emanuele Luzzati”

museo monastico di farfa emanuele luzzatiIl museo quindi, nasce dalla necessità, emersa nel duemila, anno del grande giubileo, di dare una collocazione ad alcuni dei reperti del patrimonio archeologico abbaziale. I reperti sono stati collocati nel museo secondo l’idea di non creare un museo “archeologico” di tipo tradizionale, quanto quella di raccontare la storia di Farfa  attraverso un allestimento innovativo e suggestivo. Per l’allestimento, ci si è avvalsi dell’opera dell’artista Emanuele Luzzati, noto come scenografo, animatore e illustratore proprio perché il suo patrimonio immaginifico e le sue opere avevano una memoria medievale, e quindi un assonanza con i reperti collocati all’interno del museo. L’idea di fondo quindi, è quella di raccontare il “mondo monastico” e la “società medievale”, attraverso immagini e ricostruzioni scenografiche in cui i reperti rappresentano solo una parte di questo universo e insieme agli altri concorrono a definire i caratteri che si volevano rappresentare.

Il percorso del Museo di Farfa

Il museo è costituito da un percorso principale e da due sale. Nel primo, troviamo, museo di farfarappresentati, attraverso le sculture di Emanuele Luzzati, la storia del monastero, le sue leggende ed i personaggi che ne hanno segnato le vicende. Un dispositivo audio fa partire delle voci che, nelle intenzioni dell’autore, ricordano delle salmodie dei monaci benedettini in preghiera.

Le due sale invece, sono state allestite con ricostruzioni di ambienti e mestieri medievali, visibili attraverso pannelli messi a parete e reperti di uso quotidiano, tra questi una rarissima ciotola in vetro che risale al 13/14 secolo.

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Due parole sull'autore

Demis Simei

Demis Simei, sabino DOC che ha intrapreso la strada del giornalismo, segue con l’entusiasmo dei giovani, le dinamiche che interessano la Sabina dal punto di vista sociale, economico e, più in generale, la vita delle sue molte comunità. Sa però anche guardare al passato ed alla storia di questo territorio raccontandone aspetti, luoghi e vicende particolari che spesso altrimenti sfuggirebbero in una visita “mordi e fuggi” dei borghi e delle terre di Sabina.