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Firenze: il Museo degli Innocenti

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October 4, 2016

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Firenze: il Museo degli Innocenti

Clicca qui per la Videointervista Stefano Filipponi – Il Museo degli Innocenti Firenze

Il Museo degli Innocenti di Firenze è certamente un unicum per la particolarissima storia che racconta ma è anche un’opportunità significativa per apprezzare aspetti del Rinascimento fiorentino meno conosciuti e riservati ad un pubblico attento.

Poi, il Museo degli Innocenti è anche un simbolo, come il vicino Museo dell’Opera del Duomo di una Firenze capace di proporre la sua straordinaria offerta culturale attraverso allestimenti museali nuovi ed innovativi capaci di rivaleggiare da pari a pari con le grandi istituzioni culturali internazionali.

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Andrea Della Robbia, Putti, Museo degli Innocenti – Firenze

Perché, ormai, attrarre i visitatori nei propri musei non è più solo un fatto di contenuti (che, certo, in Italia non mancano) ma anche di “contenitori” e di fruibilità, ed in questo Firenze si sta dando molto da fare.

Ma focalizziamoci sul nostro argomento. E’ il 1410 quando il mercante Francesco Datini lascia nel suo testamento 1.000 fiorini perché si crei un “ospedale” destinato a prendersi cura dei trovatelli. Così, nel 1419 la potente Arte della Seta avvia il progetto incaricando Filippo Brunellesci di realizzare il pulcherrimum haedificium destinato a essere sede di questa istituzione. Siamo a piazza Santissima Annunziata, forse duecento metri dal Duomo e messer Filippo crea un edificio che unisce eleganza a rigore, modernità a classicità: è il Rinascimento che fiorisce.

Il Museo degli Innocenti a Firenze

Si avvia così l’attività vera e propria del’Ospedale degli Innocenti che nel 1445 accoglie la prima neonata: Agata Smeralda. Ma a Firenze non c’è solo la generosità di una città ricca nei confronti di questi piccolissimi e sfortunati innocenti, c’è anche, prorompente, la passione per le arti e, forse, un po’, anche il desiderio di non essere secondi a nessuno… Così l’Ospedale degli innocenti inizia a dotarsi di opere d’arte che esaltino anche attraverso l’immagine la nobiltà della sua missione.

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Botticelli – Museo degli Innocenti, Firenze

Nel 1487 Andrea della Robbia realizza dieci tondi di terracotta invetriata, di un metro di diametro, ciascuno dei quali rappresenta un putto in fasce: un innocentino, appunto. Inutile provare a raccontarvi la loro bellezza, la bellezza di quei dieci volti segnati dalla tristezza dell’abbandono, le loro braccia che si tendono a cercare accoglienza ed amore. Quei dieci tondi (a cui poi, nell’800, se ne aggiunsero quattro nella manifattura Ginori) andarono ad ornare la facciata dell’Ospedale degli Innocenti ove Filippo Brunelleschi aveva già predisposto le nicchie.

Ognuno avvolto nelle sue fasce, dalle quali, in due casi, spuntano i piedini, i putti di Andrea Della Robbia non passarono inosservati. Anche Giorgio Vasari, un censore delle arti e degli artisti alle volte non tenero, ebbe a scrivere: “putti…i quali sono veramente mirabili e mostrano la gran virtù et arte d’Andrea”.

Nel 1488 è la volta di Domenico Ghirlandaio che dipinge per la chiesa dell’Ospedale degli innocenti una grande pala sul tema

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Domenico Ghirlandaio – Museo degli Innocenti, Firenze

dell’Adorazione dei Magi che contiene anche un suo ritratto insieme a quello di Francesco Tesori, Priore degli Innocenti che aveva commissionato l’opera. Nella straordinaria qualità dei volti c’è tutta la maestria del Ghirlandaio ed il tema rimanda a pietre miliari del Rinascimento fiorentino: l’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano (1424) custodita agli Uffizi ed il Viaggio dei Magi di Benozzo Gozzoli che orna le pareti della cappella privata di Palazzo Medici Riccardi (1459-60).

Potrebbe essere un’idea dedicare una giornata a Firenze per vederle tutte e tre e godere di un’opportunità unica per apprezzare i passaggi stilistici che dal gotico internazionale di Gentile, passando per Benozzo, arrivano al Ghirlandaio il quale – pur non rinunciando a far gran mostra delle sue capacità di dipingere particolari straordinari – si va aprendo verso quelle evoluzioni che caratterizzeranno il ‘500.

Museo degli Innocenti: la visita

Dunque, la visita del Museo degli Innocenti di Firenze si pone con diverse angolature: la sua storia di ente benemerito ancora oggi pienamente in attività, le architetture immortali di Filippo Brunelleschi, una galleria d’arte di concentrata bellezza.

Al prima aspetto è dedicato il sotterraneo del Museo degli Innocenti dove non solo è possibile ripercorrere la storia dell’istituzione con il supporto di strumenti multimediali ma – aspetto assolutamente affascinante e coinvolgente -  è possibile ripercorre 140 storie di altrettanti innocentini sfogliando a video le loro storie ed i documenti originali conservati nel vasto archivio dell’Ospedale degli Innocanti. Altrettanto coinvolgente, poi, è la scenografica parete di teche ognuna delle quali contiene un oggetto lasciato tra le fasce di un neonato dai suoi genitori per poter eventualmente, un giorno, ricongiungere la famiglia.

Ghirlandaio, Botticelli al Museo degli Innocenti

Clicca per il Video Adorazione dei Magi di Domenico Ghirlandaio raccontata da Eleonora Mazzocchi

Il Cortile delle Donne ed il Cortile degli Uomini (oltre alla facciata dell’Ospedale) vi daranno prova – non che ce ne sia bisogno – delle qualità del grande messer Filippo (un altro personaggio adorato dal Vasari il quale, nelle Vite, gli dedica pagine che hanno la suspance di un libro giallo. E non vi dico altro per non rovinarvi la lettura).

Infine, all’ultimo piano, la collezione d’arte. Le opere sono in numero contenuto ma tutte di elevatissima qualità nonché perfettamente restaurate. La parte della prima donna spetto al Ghirlandaio, posto in fondo alla galleria, la quale procede in origine cronologico aprendo con una Testa di Santo Vecchio del Giottino di intensità assoluta.

Firenze possiede, probabilmente, le più belle collezioni di dipinti al mondo le quali uniscono ad una qualità unica anche un’impressionante vastità (si pensi agli Uffizi). Ma questa preziosa raccolta del Museo degli Innocenti merita di essere goduta con attenzione: perfetta l’illuminazione, belle le opere, rigorosa la selezione. Un piccolo scrigno prezioso.

Terminata la visita, recatevi sul Verone. Dal grande loggiato dell’Ospedale degli Innocenti si gode la vista dei tetti di Firenze e, soprattutto, della magistrale Cupola che Messer Filippo progettò per il Duomo: la lettura del Vasari è fortemente consigliata.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.