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Museo Demoetnoantropologico di Casale Bussolini Comune di Nazzano Roma

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September 25, 2012

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Museo Demoetnoantropologico di Casale Bussolini Comune di Nazzano Roma

Il museo è ospitato all’interno di Casale Bussolini: situato al centro della tenuta denominata Caselle, l’edificio domina la Riserva Naturale Tevere-Farfa dalla sommità di un colle. Si tratta di un antica struttura, tipico esempio di edificio rurale della campagna romana con torre colombaia e forno esterno, già menzionato nei catasti pontifici del 1819. Il piano terra ospita l’allestimento museale con oggetti della cultura materiale e pannelli esplicativi che consentono di approfondire aspetti legati al lavoro manuale preindustriale: si tratta di oggetti relativi a testimonianze della civiltà agricola e pastorale, al lavoro dei contadini, dei pastori dei pescatori, ai mestieri tradizionali, alle attività artigianali, in definitiva manufatti, strumenti, tecniche, saperi specifici e pratiche connesse ai diversi tipi di lavoro legati in particolar modo ai cicli di coltivazione proprie delle aree di mezza collina che includono di per sé aspetti rituali, ludici, espressivi, festivi e sociali.

In seguito all’incarico di curatore scientifico della sezione demoetnoantropologica del Polo Scientifico Museale “Museo del Fiume”, affidato all’antropologo Tommaso Rotundo in collegamento con il gruppo di scientifico facente parte di EOLO – Etnolaboratorio, il Museo di Casale Bussolini ha come obiettivi la documentazione e valorizzazione, attraverso studi e ricerche, degli aspetti materiali e immateriali, passati e presenti, legati alla presenza del fiume e del rapporto dell’uomo con l’ambiente e l’economia fluviale (il mercato del legname, il lavoro dei mugnai, la presenza dei “barcaroli” e dei “passatori”, cioè i trascinatori di barche controcorrente, gli aspetti culinari, le tradizioni musicali e vocali, la dimensione cultuale e i momenti festivi e cerimoniali in stretto legame con il fiume).

Il museo intende investire nella direzione della raccolta, della ricerca, dell’archiviazione e della divulgazione. Infatti l’edificio è dotato al piano superiore di una sala attrezzata per proiezioni video, conferenze e laboratori di vario tipo alcuni dei quali programmati da organizzazioni culturali e associative operanti sul territorio. Proponendo performance e testimonianze dei portatori della tradizione e ospitando eventi, convegni e seminari con la partecipazione di studiosi ed esperti di beni culturali demoetnoantropologici, il museo, al di là delle sue esposizioni permanenti e ad integrazione di queste, intende offrire ai visitatori occasioni di conoscenza e di riflessione sui saperi e sulle espressioni delle culture popolari contribuendo così alla ricostruzione di una memoria collettiva della comunità.

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