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Nazzano: la storia

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August 10, 2012

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Nazzano: la storia

Alto sulla riva destra del Tevere, il borgo di Nazzano offre da oltre mille anni una vista che ha pochi paragoni dominando le anse che il “biondo” fiume disegna tra i campi gialli per il grano ed il verde dei boschi nella sua corsa verso Roma. La stessa vista di cui nei millenni hanno goduto prima gli etruschi e poi i romani e dopo ancora tutti quei viandanti che, chi per commercio chi per recarsi pellegrino alla città eterna, hanno usato Nazzano per imbarcarsi e percorrere così l’ultima tratto di fiume verso la loro metà.

Il pendio scosceso su cui è sorto il nucleo originario dell’abitato lo ha salvato dall’urbanizzazione incontrollata che ha invece operato danni irrimediabili altrove e consente ancora oggi al suo incredibile castello – che sembra uscir fuori direttamente dal centro della terra – di stagliarsi nel cielo.

Dunque per la sua storia, per il suo splendido affaccio sul Tevere, per l’integrità delle sue strade che, a spirale, si inerpicano verso il castello, Nazzano non può mancare tra le tappe di chi voglia visitarela Valledel Tevere.

Quando vi ci troverete, però, scoprirete una vivacità culturale importante, che va oltre quello che si potrebbe a prima vista pensare: quindi provate a far coincidere almeno una delle vostre visite a Nazzano con una delle manifestazioni delle quali trovate il programma in queste pagine.

Nazzano: la Storia

La presenza umana nell’area di Nazzano è molto antica. La fertilità della pianura del Tevere unitamente alla posizione dominante (e quindi intrinsecamente sicura) delle alture intorno al corso del fiume, fecero scegliere questa area come nazzano romanoresidenza stabile già dalla tarda età del bronzo. Il colle su cui attualmente sorge Sant’Antino fu probabilmente il polo attorno al quale si sviluppò la presenza umana che continuò poi nei secoli fino alla progressiva espansione di Roma a spese delle popolazioni autoctone. Fu proprio la navigabilità del Tevere e – forse ancor di più – la facilità di guado in quel tratto, a determinare lo svilupparsi della presenza umana nell’area e poi, dopo il crollo del sistema romano, la ripresa e lo sviluppo di quell’insediamento che conosciamo oggi.

La prima testimonianza “archivistica” medievale di Nazzano è del 948 d.C.: si tratta di un “casale” sotto il controllo dell’Abbazia di Farfa mentre nel 952 troviamo la più antica traccia dell’esistenza di Sant’Antimo. Da una bolla di Gregorio VII del 1081 veniamo a conoscenza dell’esistenza di un castellum a Nazanum donato da un tale Farulfus al monastero romano di San Paolo fuori le Mura in un momento anteriore al 1081.

Per avere un’idea della e dinamiche che, nell’XI secolo, interessavano quest’area è importante notare come dall’altro lato del Tevere vi fosse la potentissima Abbazia di Farfa, fedele all’imperatore, mentre sulla riva destra i monaci di San Paolo tenevano saldamente Capena, Morlupo, Fiano, Civitella, Nazzano ed altri centri come a formare una linea difensiva a guardia dell’accesso di Roma per la via del Tevere. Da quel 1081 di cui abbiamo detto, il castello di Nazzano passò di mano tra le grandi famiglie romane numerose volte nel corso dei secoli per essere certamente dei Savelli tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400. A metà di quel secolo, Nazzano tornò sotto il controllo dei monaci di San Paolo che intervennero a quel punto in modo significativo sul castello: all’inizio del ‘500 il castello era così completato nella sua forma attuale.

Il Museo del Fiume

Situato ai piedi della rocca, con un suggestivo allestimento, il museo rappresenta il nucleo del sistema museale che ruota attorno all’area protetta assieme con il Museo della Notte e l’Ecomuseo di Casale Bussolini. Il museo si articola in varie sezioni a vocazione didattica create in funzione dell’approfondimento dei temi commessi all’ecosistema fluviale sia alle principali fasi storiche dell’area.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.