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Park Guell a Barcellona

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July 7, 2015

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Park Guell a Barcellona

Quando Antoni Gaudì si laureò in architettura, il preside della facoltà disse: “Oggi abbiamo laureato un genio… o un pazzo”.  Anche per i posteri la sentenza è molto ardua: certamente un genio, forse però anche un po’ pazzo ma, si sa, il confine tra queste due caratteristiche è spesso labile.

Park Guell conferma quanto sopra, in buona compagnia con Casa Batilò. Del resto, il rapporto tra Antoni Gaudi ed il suo committente, Eusepi Guell, non era una semplice relazione professionale per quanto forte, era una “complicità” diversa, una condivisione profonda dei movimenti culturali e sociali che andavano agitando la Catalogna di quegli anni.

Eusepi Guell: ricchezza e raffinatezza

Eusepi Güell i Bacigalupi (1846-1918), di madre genovese da dinastia di mercanti, non era solo uno degli uomini più ricchi del park guell barcellona Parque GüellXIX secolo, ma era anche di grande raffinatezza intellettuale e profondamente impegnato nella società nella quale viveva, tanto da sedere anche nel Senato spagnolo. Per capirci, rapporto con la corona spagnola ed i meriti di Eusepi erano tali che nel 1910 re Alfonso XIII gli concesse il titolo di conte e poi quello di Marchese di Comillas del quale la moglie era l’ultima erede.

Dunque, in sintesi, Guell era il mecenate giusto per chiunque, Antoni Gaudi in primis. L’intesa tra i due fu tale che Guadì realizzo per Güell diverse opere di rilievo: Palazzo Guell accanto alle Rambla, i Padiglioni e le Cantine Guell, la cripta della Colonia Guell e il nostro Park Güell.

Park Guell: la città giardino

I due si conobbero nel 1878. L’idea di realizzare Park Guell nasce intorno al 1890: una città giardino posta in collina, in posizione rialzata rispetto alla Barcellona di allora che si andava nel contempo ampliando. Nei venti ettari di proprietà di Eusepi Guell Gaudì avrebbe dovuto realizzare un complesso articolato e importante: sessanta edifici tra pubblici e privati nel verde della collina.

Park Güell barcellona Parque GüellLe cose non andarono però così e, forse anche per la morte di Güell e per l’impegno totalizzante di Gaudì intorno alla Sagrada Familia, nel 1922 vennero inaugurate le opere che possiamo vedere costituendo il Parque Güell. Proprio qui, nella residenza di cui disponeva nel parco, si spense nel 1916 Eusepi Guell.

Nonostante la parzialità della realizzazione, l’estro di Gaudì è evidente tanto nell’impianto quanto nell’uso delle decorazioni. I due padiglioni d’ingresso e la scalinata, con il corredo di mosaici e pinnacoli sono già un indizio chiaro. Ma il clou è rappresentato dalla Sala delle Cento Colonne (che sono in realtà 84), quelle esterne inclinate verso fuori, ed il soffitto decorato con rosoni di mosaico.

La Sala delle Cento Colonne aveva due funzioni “pratiche”: quella da fungere da luogo di incontro e quella di sorreggere la park guell barcellona Park Güellsovrastante Gran Plaza Circular: un grande spiazzo di forma tondeggiante cinto nel perimetro da una lunghissima seduta anch’essa in mosaico.

E’ il trionfo del colore e dell’inventiva. Non da sottovalutare, però, anche il bel corridoio a portico rustico (non saprei come altro definirlo) che costituisce una passeggiata che riporta il visitatore dalla Gran Plaza Circular giù fino alla piazza d’ingresso. Si tratta in realtà di una galleria con un lato aperto a colonnato realizzata con la pietra (suppongo) locale del colore del tufo e le colonne irregolari costruite da frammenti dello stesso materiale, Un’altra gran trovata dell’estro di Antoni Gaudi.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.