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Poggio Mirteto: la visita

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March 2, 2010

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Poggio Mirteto: la visita

Poggio Mirteto colpisce sia chi vi arrivi per la prima volta che gli abitué per lo splendido colpo d’occhio della sua piazza rinascimentale dalla caratteristica forma ovale brulicante di una vita intensa. Caffè all’aperto, shopping o quattro passi pomeridiani: certamente la piazza più vivace dell’intera Sabina !

Ma l’atmosfera di allegria che vi si respira è creata anche dalla bellezza dell’architettura che la guarnisce: la Cattedrale dell’Assunta, edificata tra il 1641 ed il 1725 ed articolata su tre importanti navate. La Chiesa di San Rocco, che, con una struttura quasi circolare, domina la piazza dall’alto della sua scalinata ed, infine, posta a confine tra la Poggio Mirteto rinascimentale e quella medioevale, la Porta Farnese costruita nel 1573 dal cardinale Alessandro Farnese, abate di Farfa.

Poggio Mirteto: la visita

Superata la porta, le geometrie cambiano: agli ampi spazi teatrali del Rinascimento si sostituiscono i ritmi raccolti dei vicoli e degli slarghi della Poggio Mirteto medievale, nata in secoli ben più problematici e dagli approcci urbanistici più poggio mirteto visita“difensivi”. La perla di questo antico borgo è il castello trasformato in palazzo abbaziale e successivamente in Palazzo Vescovile che sovrasta l’abitato e le campagne intorno. Anche qui si rivela il segno del Cardinale Farnese che restaurò e l’ampliò il palazzo abbaziale che già nel ‘400 era stato trasformato per divenire la sede principesca dell’abate di Farfa.

Da visitare è poi la Chiesa di San Paolo, antica chiesa cimiteriale ove sono stati sepolti i defunti fino al 1800. Risale al XIII sec. e si ritiene coeva delle prime abitazioni di Poggio Mirteto. La navata ha un abside semicircolare, tre cappelle laterali e torre campanaria quadrata. Conserva affreschi del XIII e XVI sec.

Saltando molti secoli, e parlando di “archeologia industriale”, va citata la vetreria che si incontra in via San Paolo. E’ stata la prima ad essere costruita in Italia nel 1825 da un belga. La ciminiera è la sua ultima testimonianza insieme con il suo parafulmine che raggiunge i 35 m. d’altezza.

Banda Garibaldina e Carnevalone di Poggio Mirteto

poggio mirteto chiesa san paolo incoronazione maria

Chiesa di San Paolo – Incoronazione di Maria

Da ultimo, una visita va dedicata al Museo Civico con la sua sezione archeologica, quella sociologica dedicata alla società sabina dell’800 ed, infine, quella dedicata alla Banda Garibaldina. Questa è un importante tradizione di Poggio Mirteto che va raccontata: infatti, nel 1867 la banda musicale di Poggio Mirteto seguì Garibaldi nella battaglia di Mentana ed ancora oggi i musicisti indossano la caratteristica camicia rossa dei “mille” in ricordo di quei fatti.

Per gli amanti del Carnevale, infine, una visita a Poggio Mirteto s’impone: infatti, durante il Carnevale Poggiano, che va avanti dal 1861, caratterizzato dalla sfilata dei carri allegorici e di un grande fantoccio di cartapesta, simbolo del Carnevale, che viene bruciato in piazza durante la prima domenica di Quaresima. I festeggiamenti proseguono poi anche durante la seconda domenica di Quaresima con il Carnevalone Liberato.

Un pò di storia

Nel “Chronicon Farfense” si parla di una località detta Mirtetum, già nel 988. Il luogo pian pano divenne centrale in quell’area sovrastante la sponda sinistra del Tevere e gli abitanti di

Poggio Mirteto Piazza Mercato Torre Orologio

Poggio Mirteto – Piazza del Mercato e Torre Orologio

alcuni “castra” limitrofi vi conversero nel corso dei secoli: il castrum Limisanum, l’attuale Rimisciano, il castellum in Vulpianum o Vulpinianum, l’attuale Volpignano, Montorso, ormai nel ‘400, sono tra questi.

Nel XIII secolo, comunque, Poggio Mirteto era fiorente e nel XIV già ricca di numerose chiese e cappelle. Nei secoli successivi continuò a crescere sia in termini demografico-urbanistici che amministrativi.

Da tempi remoti appartenete all’Abbazia di Farfa, nel XVI secolo divenne feudo Farnese e successivamente passò agli Orsini, ai Mattei, ai Bonaccorsi per tornare, infine, sotto la giurisdizione dello stato pontificio.

Il 700 e l’800 furono importanti per lo sviluppo della cittadina: il prelato governatore fu trasferito da Collevecchio a Poggio Mirteto. Nel 1837 Poggio Mirteto ebbe il titolo di “città” da Gregorio XVI e nel 1841 divenne sede diocesana come lo è ancora oggi.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.