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Ponte Nomentano a Roma: storia e visita

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April 19, 2014

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Ponte Nomentano a Roma: storia e visita

Ponte Nomentano è la “porta” della Sabina per chi esce da Roma. E viceversa. E’ uno dei tre ponti che, dai tempi più antichi, permettevano il passo dell’Aniene. Degli altri due – Ponte Mammolo e Ponte Salario – non resta più nulla delle originarie strutture. Ponte Nomentano si è invece in buona misura salvato. Ci permette così di vedere dal vivo un ponte fortificato medievale.

Ponte Nomentano: la storia

Dell’originario ponte romano rimangono alcune componenti, sormontate dalle successive opere medievali. Certamente antico, si ponte nomentanoipotizza che la sua costruzione avvenne all’inizio del primo secolo a.C.. Del resto la Nomentana era una delle prime consolari, con il compito di collegare Roma a Nomentum (nei pressi dell’attuale Mentana). Si trattava di un’area molto frequentata se pensiamo che proprio sul Monte Sacro (che è il colle posto dall’altra parte dell’Aniene rispetto al ponte per chi giunga da Roma) si svolse la famosa vicenda di Menenio Agrippa nel503 a.C.

Si può ipotizzare che il Ponte Nomentano sia sorto nel punto dove originariamente esisteva un guado che consentiva la transumanza alle mandrie. Sulla volta dell’arco di travertino che sorregge il ponte, sul lato a monte (cioè verso la “sorgente” dell’Aniene), sono infatti ben visibili, scolpiti nella chiave di volta, una clava ed una testa bovina. Sono due simboli riferibili ad Ercole, divinità protettrice degli armenti e della transumanza.

Ponte Nomentano: quante battaglie per difendere Roma

A far luce sulla storia del Ponte Nomentano, ci aiuta Salvatore Vicario nel suo libro “La Nomentana – Strada di Roma per la Bassa Sabina”. Dice Vicario:

ponte nomentano romaLa storia ci tramanda che, abbattuto in vicende belliche da Totila (re degli Ostrogoti dal 541 al 552 d.C.) fu ricostruito da Narsete (generale bizantino dell’Imperatore Giustiniano) nel 552 d.C. … Nel secolo VIII, (Adriano I, 772-795) fu rinforzato con una torre e un corpo di fabbrica completati, molto più tardi, al tempo di Niccolo V (1447-1455) … Del restauro di quest’ultimo pontefice, in alto e ben visibile dal lato di Roma, ancora è in loco la targa marmorea con la scritta N.PAPA.V … Altri restauri furono fatti durante il pontificato di Innocenzo X Pamphili (1644-1655) e anche questi era ricordato da uno stemma murato a destra di chi accede al ponte dal lato Roma (colomba con ramoscello d’ulivo)… Si sa che il Ponte Nomentano appartenne, nel tempo, alla Chiesa di San Lorenzo in Lucina (1205), al Monastero di Sant’Agnese (1480), a Nicolò Lotti (1515) ed alla dogana di Roma, allorchè, in data 1° gennaio 1532 il cardinale camerlengo dispose l’unione delle porte e dei ponti della città alla dogana stessa. All’epoca il Ponte Nomentano era proprietà del Monastero di San Pietro in Vincoli. Nella storia del ponte c’è pure la notizia della sua occupazione per mano militare da parte degli Orsini di Mentana e la successiva riconquista di Roberta Sanseverino (1418-1487)”.

Similmente a Ponte Mammolo ed a Ponte Salario, anche il Ponte Nomentano venne gravemente danneggiato dalle truppe francesi nel 1849 nel tentativo di contrastare l’avanzata verso Roma dei Garibaldini.

Ponte Nomentano: l’architettura

Si ipotizza che la struttura più antica di Ponte Nomentano fosse dotato di due arcate. Oggi ne sopravvive una sola, quella che un tempoponte nomentano antico e attuale era prospiciente la riva di Monte Sacro. Si potrebbe trattare di quanto rimane a testimoniare la ricostruzione attuata da Narsete nel 552 d.C.. L’arco ha una luce di 15.1 m. ed è realizzato nei fronti con conci di travertino e nel sottarco con pietra gabina (lapis gabinus). Si tratta  di un tufo analogo al peperino, cavato nel territorio dell’antica Gabii (lungo la via Prenestina) e dal Tuscolo.

Il Ponte Nomentano come lo vediamo oggi è frutto di numerosi interventi in parte già indicati nella breve “storia” di cui sopra. Va aggiunto che la struttura “a castello” è dovuto agli interventi di Papa Niccolò V. Originariamente, anche il lato verso la Sabina era dotato di una torre di guardia merlata che sopravvive oggi solo sul lato romano del ponte.

Sempre del ‘400 gli avancorpi merlati antistanti le torri che proteggono i lati del ponte. Settecentesco, invece, il tetto che ha rimpiazzato la torre merlata lato Sabina. Sul lato a monte, sponda sabina, si può riconoscere un “gabbiotto” con funzione di latrina aggiunto nel ‘500.

Il Ponte Nomentano moderno

ponte nomentano stemma papa niccolo VA valle dell’antico Ponte Nomentano – normalmente impiegato fino all’inizio del XX secolo – vi è quello attualmente in uso, il Ponte Tazio. Venne realizzato al momento della costruzione di Città Giardino tra il 1920 ed il 1925, ma si rivelò subito insufficiente. Dieci anni dopo venne infatti ricostruito allargandone sia la carreggiata che allungandone la luce. Questo evento venne però a vantaggio dell’antico Ponte Nomentano. Infatti, dovette essere rapidamente restaurato e rimesso in uso per fra fronte alla “chiusura per lavori” del Ponte Tazio.

Clicca qui di seguito per visualizzare il Video di SalutePiù sul Ponte Nomentano

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.