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Preserviamo i nostri borghi: 16 semplici regole a cui ogni sindaco si dovrebbe attenere

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February 20, 2011

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Preserviamo i nostri borghi: 16 semplici regole a cui ogni sindaco si dovrebbe attenere

In questi ultimi anni, grazie al lavoro svolto dagli organi preposti alla  tutela dei centri storici, stiamo assistendo ad una forte crescita della sensibilità per il bene pubblico e alla consapevolezza del valore che essi rappresentano per il patrimonio collettivo.

Anche se la normativa vigente non garantisce la totalità dell’edilizia storica e non riesce ad inserire gli elementi sufficienti ad innescare uno sviluppo abitativo indispensabile per il mantenimento in vita di tanti piccoli centri, l’instancabile presenza della Soprintendenza e le sollecitazioni della Regione Lazio con gli interventi sui Centri Storici e con i contributi del nuovo PTPR Regionale, stanno portando risultati importanti.

Le esperienze maturate sul territorio rilevano una diversa visione dei nuclei storici, caratterizzati fino a qualche anno fa da deterioramenti e ornaro sabina rieticrolli e omologati sempre più a un gusto “moderno” di periferia, per divenire un simbolo prestigioso per le comunità che orgogliosamente rivendicano le proprie radici storiche.

Purtroppo sono ancora interventi puntuali che cercano di contrastare un processo di ammodernamento dilagante, il cui risultato è spesso un continuo degrado dell’immagine e delle strutture, causato anche dal disinteresse di alcuni organi locali di tutela e dalla disinformazione dei cittadini spesso imprevidenti.

Ma il ritardo nello sviluppo di alcuni territori permette ancora di intervenire per salvare il salvabile, solo preservando l’autenticità dei centri storici e recuperandone l’immagine si otterrà anche una crescita di valore e un riconoscimento dei cittadini.

Un importante contributo al dibattito è stato portato recentemente dal Prof. Enrico Guidoni che nel confronto sul recupero del centro storico di Vetralla ha codificato elementi di riflessione.

Innanzitutto l’esigenza di considerare anche l’intorno del centro storico, inteso come fascia di ”protezione” esterna, indispensabile per preservare il carattere omogeneo del territorio e del costruito.

fara sabina borgo storicoParallelamente la necessità di adottare un regolamento per la salvaguardia dell’ambiente urbano, senza tralasciare 1’ambiente naturale circostante gli antichi insediamenti, spesso caratterizzati da vedute e belvederi .

L’edilizia storica deve essere considerata nella sua totalità ed interezza, attribuendo pari valore ad ogni elemento che nelle diverse fasi di sviluppo del centro hanno contribuito alla sua costruzione. Si tratta quindi di tutelare non solo le emergenze monumentali, ma anche l’edilizia privata non vincolata che subisce i più pesanti rimaneggiamenti, le pavimentazioni, l’illuminazione, le insegne ed il verde.

Nel Luglio 2003 lo stesso di Enrico Guidoni in collaborazione con Daniela Corrente e Giada Lepri ha codificato i punti salienti in  un “Regolamento per l’Ornato e Parchi Suburbani” articolandoli così:

Prescrizioni relative alla tutela del centro storico:

1. Massima cautela nel creare parcheggi sia interni che esterni alle mura

2. Blocco delle nuove lottizzazioni a ridosso dei centri.

3. Perimetrazione dell’area da tutelare integralmente nelle sue qualità ambientali; 1’eventuale ripristino arboreo avverrà con essenze locali o da tempo naturalizzate.

4. Salvaguardia delle piantumazioni, dei giardini e dei viali già esistenti e loro integrazione.

5. Sistemazione dell’area con riattivazione di antichi percorsi pedonali e con il massimo rispetto per le componenti naturalistiche e per il rapporto visivo con il centro storico.

Prescrizioni relative all’edilizia storica:

1. Utilizzo di materiali originari della regione  evitando materiali estranei alla tradizione locale.

2. Utilizzo di intonaco di calce e tinte a calce per la finitura delle facciate, evitando le tinte al quarzo e le resine epossidiche.

3. Utilizzo di essenze lignee come il castagno ed il rovere per gli infissi e le strutture di copertura, evitando 1’alluminio anodizzato e materiali plastici.

4. Conservazione delle pavimentazioni originarie, da integrare se eventualmente mancanti e da riutilizzare anche se fessurate.

5. Utilizzo di coperture in coppi, evitando tegole di materiale alla marsigliese o di materiale diverso dal laterizio.

6. Ogni intervento sulle facciate dovrà tener conto dell’insieme degli elementi che le compongono quali infissi, porte, portoni, decorazioni esterne e cornicioni.

7. Se possibile si cercherà di mantenere 1’intonaco esistente e le riprese, anche se parziali dovranno risultare il più possibile vicine all’originale. La pittura dovrà essere a base di calce, evitando le tinte al quarzo ed epossidiche.

8. Negli edifici medievali sufficientemente conservati si dovrà lasciare la muratura a vista e senza intonaco, evitando di intervenire con stilatura e cementificazione dei giunti.

9. Le membrature architettoniche (zoccolature, cornicioni, decorazioni) se costituite in malta ma originariamente dipinte ad imitazione della pietra vanno ripristinate con identica tecnica e colore.

10. I cavi di impianti pubblici e privati dovranno essere messi sotto traccia (salvo che nelle superfici in pietra a vista), mentre si prevede 1’utilizzo del rame per discendenti e canne fumarie.

11. Gli infissi tradizionali come le persiane se in buono stato e originali vanno mantenuti ed in nessun modo sostituiti con altri serramenti. La tutela dell’originalità si estende ad ogni altra parte accessoria come davanzali, scale esterne, elementi in ferro e ghisa come comignoli, lampioni, ringhiere e inferriate, chiusini, fontanelle ecc.

Le pavimentazioni rappresentano la “faccia orizzontale” della città e come le facciate degli edifici storici, vanno tutelati come beni storici e architettonici. Le disposizioni della legge n. 1089 del 1939 prevedevano, fra l’altro, la conservazione nei centri storici delle pavimentazioni originarie, le quali, anche ai sensi del D.L.vo n. 42/2004 (Codice dei Beni culturali e del paesaggio) un patrimonio da conservare, restaurare e valorizzare.

Esse nonostante le lacune e lo stato di degrado, ove ancora leggibili, costituiscono uno degli elementi caratterizzanti i centri storici: purtroppo, invece, si è proceduto e si procede, per ignoranza e per precisi interessi economici, a sostituzioni con selci spesso importati da paesi esteri, costituiti da materiale scadente e che comporta facile frantumazione soprattutto dal passaggio di auto e mezzi meccanici.

Di fronte al pericolo di queste perdite irreparabili dell’identità e di un patrimonio di tradizioni, nasce l’esigenza di fare proprio delle antiche pavimentazioni – che tra pochi anni saranno una vera e propria rarità, un punto di forza del recupero dei centri storici.

Il Comune di Rieti, ad esempio, dopo aver provveduto a dotarsi di un Regolamento per l’ornato, sta tentando la difesa delle antiche pavimentazioni, dei vicoli come delle arterie principali. Occorre restaurare (eventualmente smontando e rimontando) le parti deteriorate, completare secondo le antiche tecniche i tratti mancanti, verificando lo stato delle vie coperte dal battuto di cemento o asfalto; impiegare soltanto pietre della tradizione locale e mettere al bando ogni sia pur minima distruzione dell’esistente.

In alcuni centri anche le pavimentazioni in ciottoli, pur considerate scomode, vengono conservate ed, eventualmente, smontate e rimontate addirittura numerando i pezzi, come si fa per l’anastilosi degli edifici monumentali, esse sono considerate un vanto di cui andare giustamente orgogliosi e su cui fondare il recupero della propria autenticità.

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Due parole sull'autore

stefanoeleuteri@laboratorionomentano.it'

Stefano Eleuteri

L’Arch. Stefano Eleuteri è nato e risiede a Rieti, dove svolge prevalentemente la propria attività professionale. Si è laureato all’Università di Roma con Laurea in Architettura - Tutela e Recupero del Patrimonio Architettonico con relatore il Prof. Enrico Guidoni. Ha collaborato con la cattedra del Prof. Cesare Feiffer per la redazione di Tesi di Laurea di Restauro. La sua attività lavorativa si rivolge prevalentemente al recupero dei centri storici, alla redazione di piani urbanistici ed alla progettazione e consolidamento di edifici storici monumentali.