Wednesday, Jan. 19, 2022

Riserva Tevere Farfa … un magnifico percorso fluviale

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March 14, 2010

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Riserva Tevere Farfa … un magnifico percorso fluviale

Quello che si snoda all’interno del parco fluviale della Riserva Tevere Farfa è un percorso perfetto per ogni occasione. Pianeggiante e dunque ottimo per rimettersi in sella dopo una pausa o se si pratica una mountain bike solo “domenicale”. Bellissimo per i panorami suggestivi offerti dal Tevere e gli incontrai con una numerosa fauna, ideale per andarci con famiglia e amici per la presenza di numerosi punti pic-nic attrezzati.

Riserva Tevere Farfa: come arrivare

Percorrere l’A1 verso nord per Fiano Romano. Alla rotonda dopo il casello prendere a destra la SP 15 per Nazzano – Torrita Tiberina. Procedere fino a costeggiare a destra le Fornaci Briziarelli e poi la diga Enel. Dopo la diga, all’inizio della salita per Nazzano, girare a destra seguendo le indicazioni per gli Uffici Amministrativi dell’Oasi di Nazzano. Il percorso inizia a sinistra del cancello di ingresso agli Uffici dove una sbarra chiude alle auto l’accesso ad una sterrata.

Il percorso lungo il Tevere

riserva tevere farfa percorso ciclistico biciclettaIl percorso è quello indicato in verde nella cartina (n° 2) della Riserva Tevere Farfa. La sterrata costeggia il Tevere in un avvicendarsi di scorci spettacolari e dopo circa 2 km raggiunge un agriturismo posto lunga la strada. Dopo di esso vi è un breve strappo in salita ed in cima prenderemo a destra la strada asfaltata in discesa (via del Tevere) che ci porterà di nuovo alla riva del fiume dove è situata la casetta per le informazioni dell’Oasi. Questo tratto, di circa 300 m. in forte discesa, è, per converso, l’unica salita impegnativa di tutto il percorso quando prenderemo la via del ritorno.

A questo punto, abbiamo lasciato il percorso n° 2 e ci siamo immessi nel n° 4, indicato in rosa nella cartina. Pedaliamo per circa 6.5 km lungo il Tevere fino ad arrivare al’approdo di Torrita Tiberina. Il ponte che ci troviamo di fronte è quello della statale Torrita Tiberina – Poggio Mirteto Scalo. Fin qui abbiamo percorso 8 km. Tornando indietro al punto di partenza, avremo dunque totalizzato 16 km. percorribili in circa un’ora.
Qualora invece si desiderasse ampliare la pedalata, vi sono due alternative. La prima è di salire sul ponte della statale Torrita Tiberina – Stazione Poggio Mirteto, attraversare il Tevere, ed al termine del ponte girare a destra e percorrere l’itinerario evidenziato in viola (n° 5) sulla cartina.

Allungare verso Ponzano

La seconda è di continuare dritti lungo il fiume passando sotto il ponte della statale e da lì, a seconda della stagione e quindi della percorribilità di monte soratte tevere un viottolo piuttosto che un altro, procedere fin sotto Ponzano arrivando al casello autostradale Ponzano – Soratte sull’A1 (circa 16 km. dall’inizio del percorso). Da qui è possibile tornare indietro per la medesima strada oppure, attraversando il Tevere sul ponte immediatamente a ridosso del casello autostradale, imboccare (verso destra) la Statale Sabina e, passando per Gavignano, tornare a Poggio Mirteto Scalo percorrendo, però, un percorso tutto su asfalto. Giunti a Poggio Mirteto Scalo basta attraversare il ponte della statale Torrita Tiberina – Poggio Mirteto Scalo per rientrare sul percorso già visto nella Riserva Tevere Farfa. Questa pedalata totalizza circa 40 km., di cui una quindicina su asfalto.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.