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Roccantica: visita e storia

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August 6, 2010

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Roccantica: visita e storia

Roccantica, con la vicina Casperia, rappresenta senz’altro uno dei gioelli della Sabina e una meta fissa nella sua visita. Vediamo di saperne di più.

Roccantica: la storia

La storia di Roccantica è raccontata da Giovanni Cecchini nel libro “Roccantica, Medioevo che vive” sulla base di una puntuale ricostruzione roccantica sabina rieti lazio italiadocumentale tant’è che il sottotitolo recita “la storia attraverso i documenti”. Testimonianza splendida di questo patrimonio documentale è l’Archivio Storico Comunale – una perla rarissima nel panorama dei comuni di queste dimensioni – dove sono esposti i manoscritti che ricostruiscono la storia di questo gioiello sabino mentre gli antichi registri dei secoli passati (anagrafe, imposte, ecc.) sono stati tutti restaurati e rilegati con le legature nello stile e nei materiali dell’epoca. Per un “cultore della materia” la visita è d’obbligo.

Roccantica e l’Abbazia di Farfa

Venendo ai fatti, la prima testimonianza dell’esistenza di Roccantica risale addirittura al 792 d.C.: Palombo figlio di Rattone dona all’Abbazia di Farfa una porzione della chiesa di S. Valentino situata, appunto, sul Fundo Antiqum.

Nell’840 il Fundus entra per intero nel possesso dell’Abbazia e, sotto la spinta delle razzie saracene, il borgo si circonda di mura già prima dell’anno 1000 ed il toponimo si modifica da Fundo in Rocca acquisendo la sua attuale denominazione (Roccha de Antiquo).
roccantica sabina rieti lazio italiaIl punto di svolta nella storia di Roccantica si ha pochi decenni dopo quando, nell’ambito della lotta che oppone Benedetto X e Niccolò II per assurgere al Soglio di Pietro, Niccolò, inseguito dai Crescenzi sostenitori di Benedetto, si rifugia proprio a Roccantica dove i roccolani schierati a sua difesa oppongono una resistenza eroica.

Tanto che quando il principe normanno Roberto d’Altavilla, detto il Guiscardo, raggiunge Roccantica per liberare Niccolò trova solo 12 superstiti.

Roccantica e Papa Niccolo II

Niccolò, confermato Papa, non dimentica né l’alleato normanno né i suoi salvatori: così il Guiscardo viene nominato duca di Puglia, Calabria e Sicilia mentre i roccolani superstiti si vedono premiati con l’infeudazione della Rocca con il beneficio di molte esenzioni, immunità e franchigie che si protrarranno fino al XVIII secolo.
Un altro momento che conta nella storia di questo borgo è il 26 Maggio 1326 quando, dopo più di due secoli di governo della chiesa di San Valentino, Roberto di Albarupe, Rettore della Sabina, cede alle pressioni degli abitanti di Roccantica e concede loro una summa di leggi scritte, ovvero uno Statuto, testimonianza della forza e della capacità politica dei roccolani.
Nel 1415 papa Giovanni XXIII (Baldassarre Cossa, poi antipapa, tant’è che la Chiesa non tenne conto del nome da lui utilizzato che fu ripreso daRoccantica, con la vicina Casperia, rappresenta senz'altro uno dei gioelli della Sabina e una meta fissa nella sua visita. Vediamo di saperne di più. Papa Roncalli) concede il borgo in rettoria a Francesco Orsini. Gli Orsini ne conservano il possesso fino alla morte di Flavio, ultimo Orsini del suo ramo, nel 1698 anche se la vedova di Flavio, Maria de la Tremouille-Normoutier, continua a detenere il feudo fino alla sua morte nel 1722. Roccantica torna così sotto la giurisdizione della Camera Apostolica, seguendo le sorti dello Stato Pontificio fino al Plebiscito (novembre 1860) che sanziona l’ingresso del piccolo paese nello Stato Italiano con 171 iscritti e 152 votanti e il risultato di 152 “SI” nessun “NO” e 19 astenuti.

Roccantica Visita

Roccantica, circondata da boschi e sovrastata dal Monte Pizzuto, la più cima della Sabina, offre al visitatore un dedalo di vicoli medievali che si possono percorrere in discesa, attraverso gradoni paralleli, partendo dal punto più alto, contraddistinto dall’antico torrione di difesa, giù fino alla grande piazza alla base del paese che ne costituisce oggi la via di accesso principale.

Nel seguito, brevemente, qualche nota sui principali monumenti.

Torrione di difesa e vedetta

A sezione quadrata, campeggia su una triplice cerchia di mura. La prima cerchia con gli ancora ben visibili contrafforti, la seconda con le tre porte: il Portone (o Porta Reatina), Porta Nuova e la Porta dell’Arco. Di questa cerchia è integro un torrione e visibile un lungo tratto. La terza cerchia di mura è interamente inglobata nelle case; un tempo in quest’ultima cerchia s’apriva la Porta Romana tramutata poi dagli Orsini nell’ingresso rinascimentale detto Le Colonne.

Roccantica, con la vicina Casperia, rappresenta senz'altro uno dei gioelli della Sabina e una meta fissa nella sua visita. Vediamo di saperne di più.Castello – Monastero della Clarisse e Chiesa di S. Chiara

Il monastero fu eretto nel 1583 su resti di un castello su un area donata da Maddalena Ferraguti e ad istanza di Flaminia della Rovere, vedova di Paolo Orsini, sotto la sovrintendenza di San Filippo Neri. Fu soppresso da Napoleone Bonaparte, ripristinato nel 1816, poi  definitivamente disciolto dopo il 1864 e trasformato in abitazioni private.

Chiesa di S.Valentino

Preesistente al 792, ricostruita nel 1300, parzialmente demolita nel 1932 e trasformata in  Monumento ai Caduti.

Chiesa di S. Maria Assunta in Cielo

Parrocchiale, eretta nel 1740 su preesistente chiesa. Il fonte battesimale del 1516 e la tempera di B. Torresani del 1561 provengono dalla chiesa di S. Valentino. Opere di S. Conca (1680-1764), S. Pozzi (1708-1768), A. Mattei (1720-1768).

Chiesa di S. Caterina d’Alessandria

Cappella gentilizia del Governatore Armellao de Bastoni.. Pareti interamente affrescate da Pietro Coleberti da Priverno  con la Leggenda di S.anta Caterina. All’altare opera di un seguace di Giovanni di Pietro (lo Spagna).

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.