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Rockefeller Center: scopri la sua arte segreta

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September 8, 2014

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Rockefeller Center: scopri la sua arte segreta

Rockefeller Center non è certamente una New York sconosciuta. Anzi, è probabilmente il cuore di Fifth Avenue, ma nasconde comunque i suoi rockefeller center artesegreti da scoprire. Infatti, il Rockefeller Center – costruito negli anni ’30 da John D. Rockefeller Jr. – è impreziosito da più di cento opere alcune notissime, altre da cercare con attenzione. Ognuna ha una sua storia, un suo significato preciso. Non sono lì per caso: celebrano, soprattutto, la modernità che sta avanzando ma anche vogliono rappresentare la funzione dei singoli palazzi o i loro inquilini. Non a caso, il tema che Rockfeller diede agli artisti da sviluppare, fu “New Frontiers”. Non avrebbe senso provare a raccontare tutte queste opere qui. Una visita guidata di circa un’ora è appositamente offerta dall’organizzazione di Top of the Rock (l’osservatorio in cima al 30 Rockefeller Plaza dal quale si gode di una vista di New York di prim’ordine) a coloro che vogliano approfondire gli aspetti artistici del Rockefeller Center.

Rockefeller Center e le sue icone d’arte

rockefeller center arts associated press buiildingIl Rockefeller Center ha comunque le sue icone: la famosa statua in bronzo di Prometeo opera di Paul Manship e simbolo primo del Rockfeller Center. Tanto famosa da essere risultata la quarta statua più conosciuta degli Stati Uniti (prima, ovviamente, la Statua della Libertà). Il bassorilievo Wisdom, la Saggezza, sopra l’ingresso di 30 Rockefeller Plaza. Qui il significato della rappresentazione è reso chiaro dalla citazione biblica riportata al di sotto del bassorilievo: “la saggezza ed il sapere daranno la stabilità a tutti i tempi”. Ai lati sono rappresentati la Voce e la Luce: simbolo di nuove tecnologie che stanno cambiando il mondo, quali la radio e l’energia elettrica. Di impatto anche Il grande bassorilievo in bronzo dorato che orna l’ingresso della La Maison Francaise al 610 Fifth Avenue dal titolo “L’Amicizia tra America e Francia”. Mentre un esperimento con nuovi materiali è il bassorilievo in Pirex sulla facciata dell’Internationsl Building “Youth Leading Industry” di Attilio Piccirilli (1868-1945) al 636 di Fifth Avenue. Tra i miei preferiti il bassorilievo in acciaio che adorna l’ingresso dell’Associated Press Building, dal titolo “News”,  ed opera di Isamo Noguchi. Mostra un gruppo di reporter ognuno all’opera attraverso un mezzo di comunicazione diverso, dal telefono alla radio. Parlando di radio, bellissimi i tre bassorilievi sulla facciata del Radio City Music Hall.

Rockfeller Center e gli artisti italiani

Anche tre artisti italiani parteciparono alla realizzazione delle opere del Rockefeller Center. Attilio Piccirilli, nato a Massa ed emigrato negli Stati rockefeller center attilio piccirilli youth leading the industryUniti nel 1887, realizzò l’opera di cui abbiamo detto. Con i suoi fratelli, tra l’altro, aveva impiantato a New York una “bottega” specializzata nella lavorazione della pietra della quale si servivano molti artisti del tempo per la realizzazione dei loro progetti.

Leo Lentelli (1879-1961). Nato a Bologna, emigrò negli Stati Uniti nel 1903. Per il Rockefeller Center realizzò otto bassorilievi in pietra: quattro per l’Italian Building e quattro per l’International Building.

Giacomo Manzù (1908-1994). Il grande scultore italiano, realizzò per il Rockefeller Center due opere in bronzo. Una è il pannello che sormonta l’ingresso dell’Italian Building. L’altra, dal titolo “L’Immigrato”, è posta accanto ad uno degli ingressi dell’International Building.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.