Wednesday, Dec. 8, 2021

San Ginesio e la sua Cappella Segreta

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August 25, 2016

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San Ginesio e la sua Cappella Segreta

San Ginesio, il Balcone dei Sibillini per l’ampia vista che si gode dai suoi quasi 700 metri di quota, merita la visita per le sue due chiese principali: San Francesco (XI secolo) e la più tarda Collegiata (XIII secolo) dalla particolarissima facciata.

Il gioiello, secondo noi, per cui da solo vale la visita a San Ginesio è la “cappella segreta” posta alla sinistra dell’abside della Chiesa di San Francesco. La genesi è probabilmente analoga a quella delle Cappelle Segrete di Fabriano (cliccando sul link potrete leggere l’articolo specifico): la modificazione dell’architettura della chiesa per ottenere un’abside circolare tagliò fuori uno spazio angolare pertinente all’abside originaria.

E così, improvvisamente, passando uno stretto varco, ecco il gioiello: una Crocefissione e ed alcune Storie di San Francesco di scuola riminese si palesano di fronte al visitatore.

La Crocifissione Riminese di San Ginesio

La provenienza dell’autore dalla scuola giottesca di Rimini è chiaramente leggibile. Del resto, a poca distanza da San Ginesio, anche con i mezzi di trasporto dell’epoca, la scuola di Rimini aveva creato il capolavoro del Cappellone di San Nicola

San Ginesio Chiesa di San Francesco Crocifissione scuola giottesca riminese

San Ginesio – Crocifissione di Scuola Riminese

nel Duomo di Tolentino.

A San Ginesio è certamente la Crocefissione ad attrarre magneticamente lo sguardo del visitatore. Il volto reclinato verso destra del Cristo con i lunghi capelli castani, gli occhi chiusi, sono nel solco riminese ma anche vicine alle non geograficamente lontane crocefissioni della scuola di Fabriano: ad esempio quella del Maestro di Campodonico o Allegretto Nuzzi nella chiesa di San Venanzio a Fabriano. Belle le mani del Cristo, le più belle tra tutte quelle dipinte nella scena e bella la sua corona. Commovente ed intensissima la scena delle tre Marie al lato sinistro della Croce. Scena certamente di maggior pregio rispetto a quella che si svolge al lato opposto dove i soldati si giocano le vesti del Cristo.

Il frate in ginocchio abbracciato alla croce potrebbe essere il Beato Tommaso da Vallato, frazione di San Ginesio, discepolo di San Francesco morto nel 1263.

Ma la cappella riminese di San Ginesio offre ancora molto altro: gli intensi volti delle sante dipinte lungo la fascia destra della parete; Innocenzio III, che ha ormai acquisito quella prospettiva che Piero della Francesca codificherà, il quale approva la regola francescana. Certo, la scena non ha la qualità di quella di analogo tema di Giotto ad Assisi, ma è significativa. E poi il viso del Cristo, intensissimo, sulla parete opposta.

Piero della Francesca a San Ginesio

Le meraviglie della Chiesa di San Francesco a San Ginesio non si fermano però qui. Proprio all’appena citato Piero della Francesca appartiene un affresco – nel quale le fisionomie dei visi sono inconfondibili – che ritrae Sant’Antonio da Padova nell’atto di guarire la gamba spezzata di un giovane.

La Collegiata di San Ginesio

san ginesio simone de magistris salita al calvario

Simone De Magistris – Salita al Calvario

La Collegiata di San Ginesio è probabilmente un unicum nelle Marche dove al di sopra di un portale romanico si pone per sopraelevazione una facciata in stile gotico fiorito costruita con il tipico mattone marchigiano nel 1421.

Diverse le opere di importanti maestri qui custodite, ad esempio il Pomarancio, ma bellissimi i due Simone De Magistris (1538 – 1611), pittore manierista marchigiano di Caldarola, recentemente riscoperto grazie alla mostra curata da Vittorio Sgarbi “Simone De Magistris, un pittore visionario fra Lotto e El Greco”.

Restaurati probabilmente proprio nell’occasione della mostra, i due grandi oli Salita al Calvario e Ultima Cena campeggiano nella navata sinistra della Collegiata: un trionfo di colori da non perdere.

Infine, la cripta. Detta anche Oratorio di San Biagio è ornata da diversi affreschi compreso una Vergine in trono con Bambino tra Santo Stefano lapidato e San Ginesio intento a suonare il violino: un’immagine quest’ultima che, trattando di santi, certo non si vede tutti i giorni.

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.