Wednesday, Jan. 19, 2022

Santa Maria del Colle a Ponticelli

Pubblicato da :

|

March 3, 2012

|

in:

Santa Maria del Colle a Ponticelli

La Chiesa di Santa Maria del Colle a Ponticelli, nel territorio del comune di Scandriglia, è con tutta evidenza una chiesa antica ma la tradizione ed anche le testimonianze documentali la fanno ritenere una delle più antiche della Sabina. Infatti, un manoscritto conservato nell’archivio dell’Abbazia di Farfa recita: “il primo vescovo di Sabina fu San Lorenzo, siro di nazione, il quale consacrò tre chiese fabbricate da San Prosdocimo alla Beatissima Vergine. La prima nella città di Curi, metropoli della Sabina, la seconda al Ponte Celio (Ponticelli), la terza alla Villa, ovvero Horti Salustiani”.

Cerchiamo di mettere qualche punto fermo in termini di datazione: San Prosdocimo, discepolo di San Pietro, fu attivo nel diffondere il cristianesimo in Sabina e nel reatino intorno alla metà del I secolo d. C., muovendosi sull’asse costituito dalla consolare Salaria. La Chiesa locale si costituì poi giuridicamente in Diocesi intorno al V secolo (i Vescovi della diocesi di Sabina, con sede nell’antico centro di Nomentum, sono ricordati fin da quell’epoca) e nello stesso secolo San Lorenzo Siro, giunto in Italia, fonda Farfa.

Santa Maria del Colle a Ponticelli: la fondazione

Parliamo dunque di una chiesa antichissima, legata a filo diretto con i due santi a cui è dovuta la cristianizzazione della Sabina: appunto San Prosdocimo e San Lorenzo Siro. Non sappiamo perché San Prosdocimo abbia scelto di fondare Santa chiesa santa maria del colle ponticelli scandrigliaMaria del Colle nel luogo dove ancora oggi si trova ma non doveva giocare un ruolo secondario il fatto che all’epoca in cui il Santo si muoveva in Sabina, quell’area, molto vicina al percorso “romano” della Salaria, doveva essere ampiamente frequentata. Infatti, non lontano (località Monte Calvo), vi sono i resti della villa appartenuta all’importante famiglia romana dei Bruttii Praesentes datati anch’essi al I sec. d.C. ed in località Valle Ara (anche qui assai vicino a Ponticelli), si trova quello che è stato soprannominato Ponte del Diavolo, la maggiore “testimonianza” rimasta di opera stradale appartenuta alla Salaria antica datato al II sec. a.C. La rovina – ormai abbandonata tra i rovi al suo destino – è imponente con un’altezza di 13 metri ed una lunghezza di 20 ed una struttura in massi “ciclopici”. Ironia della sorte, dal 1916, è “Monumento Nazionale” ma di questo, evidentemente, nessuna “autorità competente” si ricorda più.

Veniamo però al dunque, ed iniziamo la visita a Santa Maria del Colle.  La facciata della Chiesa – di austera semplicità – è in stile romanico con il portale costituito da una cornice di pietra bianca dove, osservando da vicino i blocchi che la compongono, appare probabile che i due in basso da ambo i lati siano “gemelli” e di origine romana mentre il resto della cornice è a sua volta un unicum omogeneo. Al di sopra del portale vi è un arco che ospita una lunetta che poteva un tempo contenere un affresco. Subito sopra la lunetta, spicca un’edicola romanica, sorretta da due mensole, che impreziosisce e caratterizza la facciata.

chiesa santa maria del colle ponticelli scandriglia rieti lazioEvidentemente, la chiesa come la vediamo oggi, è di costruzione medievale: se osservate con attenzione la parte bassa del fianco destro della chiesa vicino all’angolo con la facciata, noterete una significative differenza nella “tessitura muraria” tra la parte più vicina al terreno e quella superiore. Ciò ha portato alcuni studiosi a ritenere che l’edificio sia stato in buona parte ricostruito nei primi anni del ‘300 avendo forse la struttura precedente sofferto a seguito di guerre o terremoti.

Entrando, l’edificio ci si presenta con la sua pianta rettangolare ad un’unica navata (di m. 20 x 7,5), con finestre a feritoia, che termina in un’abside rotonda. Tutto intorno, sulle pareti, i meravigliosi affreschi che rendono Santa Maria del Colle assolutamente meritevole della visita.

Purtroppo, va detto, l’incuria umana ha profondamente danneggiato questo patrimonio d’arte. Quando, nel 1969, la Chiesa, ormai pericolante, è stata completamente restaurata, il peggio era già successo con la perdita degli affreschi (datati al 1580) che coprivano completamente la superficie dell’abside e rappresentavano Dio Padre tra Angeli, l’Annunciazione, l’Incoronazione dellaVergine Assuntae gli Apostoli.

Gli Affreschi di Santa Maria del Colle

chisa santa maria del colle ponticelli scandriglia rieti lazioSanta Maria del Colle è però fortunatamente ancora adorna di molti dei suoi tesori di diverse epoche – testimonianza della “vivacità” della vita di questo luogo di culto – con suggestive sovrapposizioni ed affiancamenti degli uni agli altri. Così gli affreschi si inseguono dal XIII al XVI secolo: sopra al portale d’entrata, è affrescata una Crocifissione tardo bizantina, probabilmente della fine del ‘200; all’inizio della parete di destra spicca il frammento di Annunciazione di Scuola Romana duecentesca, poi un grande S. Giorgio quattrocentesco, la Presentazione di Gesù al Tempio,la Madonna con il Bambino e san Sebastiano, la Discesa di Cristo al Limbo.

Da osservare attentamente, lungo la parete di sinistra, un bel pulpito in pietra, anch’esso affrescato, che poggia su due semicolonne di evidente origine romana. Pregevole anche il tabernacolo di marmo posto al centro dell’abside: l’ipotesi è che sia quattrocentesco e la datazione è favorita anche dalla presenza alla sua base di due stemmi contenenti le “rose” simbolo della famiglia Orsini. Infatti, questa, proprio a partire dal 1410, con Francesco, si insedia come feudataria di Ponticelli e vi permane fino a 1644 quando il castello passa a Taddeo Barberini.

La botola nel pavimento rivela l’uso di chiesa cimiteriale. Infatti, Santa Maria del Colle, che già aveva avuto funzione di chiesa parrocchiale tra il ‘400 ed il ‘600, la perse nel ‘700 per essere destinata a questo scopo fino a riacquistare nel 1970 il suo titolo di Chiesa Parrocchiale.

Potrebbero anche interessarti gli articoli:

Vorresti utilizzare le nostre foto ?  Puoi farlo senza problemi, ti chiediamo soltanto di citarci, se hai bisogno delle foto in alta risoluzione contattaci senza impegno !

Share

Condivi questo articolo:

Potrebbero anche interessarti:

La Via degli Eremi di Monte Soratte
Chiesa dell’ Icona Passatora ad Amatrice
Le antiche chiese scomparse di Monterotondo

Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.