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Silvio Luttazi e il Festival delle Cerase

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May 23, 2013

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Silvio Luttazi e il Festival delle Cerase

Mentre si avvicina la serata di consegna delle Cerase d’Oro, momento culminante della 28a edizione del Festival delle Cerase, SalutePiù ha incontrato Silvio Luttazi, patron ed ideatore della manifestazione, per ripercorrere, sebbene rapidamente, un cammino lungo quasi un terzo di secolo.

Allora, partiamo com’è giusto dall’inizio: com’è nata l’idea di un festival cinematografico ?

Ad essere sincero, debbo ammettere che l’idea è arrivata un po’ per caso. Quando nel 1979 iniziai la mia vita professionale in questo mondo prendendo in gestione il cinema di Palombara, mi resi subito conto di come esistesse una importante produzione cinematografica italiana di grande spessore artistico ma di poco richiamo al botteghino, almeno nella realtà dove operavo. Così nacque l’idea di tentare un’iniziativa che la valorizzasse e che avvicinasse il pubblico al cinema italiano. La prima edizione la organizzammo nell’ottobre del 1986 e la chiamammo Rassegna Cinematografica delle Cerase e con quel nome procedemmo sino al 1990, furono in realtà i quotidiani nazionali a chiamarla Festival delle Cerase, dizione che noi abbracciammo immediatamente. Fu subito un imprevisto successo: vennero a trovarci Tonino Delli Colli, che era il direttore della fotografia di Fellini, Domenico Pertica che aveva vinto il Premio Bancarella con La Contessa di Roma. Partecipò tutta la troupe del film di Rossellini “L’Uomo della croce”: del cast faceva parte un palombarese famoso, Franco Pompili, forse più noto come storico che come attore, e con lui venne tutta la troupe. Insomma, debbo dire che quando mi resi conto che del festival parlavano tutti i giornali, il più sorpreso ero io. Per la cronaca, vinse la prima edizione del Festival delle Cerase il film di Mario Monicelli “Speriamo che sia femmina”. Eravamo così agli inizi che non riuscimmo a trovare Monicelli per invitarlo a ritirare il premio !

Poi, però, vi siete organizzati ! Come si è evoluto negli anni il festival ?

Diciamo che la formula è rimasta sempre quella iniziale ma certamente l’abbiamo piano piano arricchita. Inizio con un aneddoto. Il primo anno il premio consisteva in un certo numero di bottiglie d’olio d’oliva, che è uno dei vanti della Sabina, una cosa semplice, insomma. L’anno dopo pensammo che le ciliegie, o cerase, che dir si voglia, sarebbero state un’ottima idea, insieme con l’olio, chiaramente. E fu un grande successo.

Insomma, c’è chi elargisce premi d’oro e chi i prodotti della terra…

Esattamente. In realtà anche noi abbiamo sempre premiato i vincitori con degli oggetti d’arte: da alcuni anni con delle ciliegie dorate, coerentemente con il nome della manifestazione, ma quello che tutti vogliono di più è la cassetta di cerase !! Tornando al tema dell’evoluzione, la scelta più importante è senz’altro stata quella di dedicare una sezione speciale ai giovani autori, agli esordienti o quasi. L’idea mi venne leggendo un libro di Franco Montini sull’argomento: lo contattai e lo coinvolsi e da allora è il Direttore Artistico del festival. Il primo film a vincere la sezione “Film Rivelazione” fu “Mignon è partita” di Francesca Archibugi. Altri due elementi importanti che ci hanno caratterizzato sono stati da un lato l’idea di non concentrare tutta le proiezioni in un arco di tempo ristretto ma di distribuirle durante l’anno creando così una molteplicità di momenti di aggregazione e, dall’altro, di costruire un festival itinerante itinerante nell’ambito del suo territorio di riferimento, infatti si è svolto anche a Guidoni, Montecelio, San Polo dei Cavalieri, Moricone, Sant’Angelo Romano ed ora a Monterotondo.

Immagino che ventotto edizioni rappresentino anche un immenso patrimonio di ricordi e di soddisfazioni. Qual è la più grande ?

Sinceramente non lo so: è stata una soddisfazione continua. La cosa che più mi impressiona a ripensarci è la partecipazione che è stata sempre eccezionale, fin dall’inizio. Ogni anno, ad ogni edizione, se ripenso a coloro che hanno accettato il nostro invito ad intervenire non posso che dire: abbiamo avuto un grande successo. Credo che il segreto stia nel particolare mix di sensibilità venuto fuori dall’incontro tra un grande critico cinematografico come Franco Montini ed un esercente di sala come in fondo sono io. Il risultato concreto è stato quello di riuscire spesso a precorrere i tempi: abbiamo premiato “Nuovo Cinema Paradiso”, nel 1988, prima del grande riconoscimento dell’Oscar. Poi Ferzan Ozpetek quando era praticamente uno sconosciuto. Luca Zingaretti e Valeria Solarino hanno ambedue ricevuto al Festival delle Cerase il primo premio cinematografico delle loro carriere. Tutti i registi e gli attori che vi hanno partecipato dicono che il festival porti fortuna: in realtà è che sono bravi loro.

Se dal passato guardiamo al futuro, per cosa ricorderemo questa ventottesima edizione e cosa succederà dopo ?

L’elemento che credo vada sottolineato in questa edizione è l’idea di presentare e mettere a confronto in una città garibaldina quale Monterotondo gli unici due film mai girati su Anita Garibaldi. Il più recente è la fiction televisiva in cui è la Solarino ad interpretare Anita, il più antico è “Camicie Rosse” girato nel 1952 e dove il ruolo di Anita è interpretato dalla Magnani. Mi viene da dire che la Solarino, venezuelana di nascita è un po’ come Anita, un’eroina dei due mondi. Se guardo al futuro, non posso nascondermi come questa edizione segni un passaggio storico per il Festival: infatti motivi economici ci hanno costretto ad abbandonare la nostra sede storica, il Cinema Nuovo Teatro di Palombara ma fortunatamente Monterotondo ci ha offerto un approdo sicuro. Spero di riuscire a consolidare questa soluzione e che il Festival delle Cerase trovi qui la sua nuova casa come d’altronde ha affermato il Sindaco di Monterotondo il dott. Mauro Alessandri.

Guarda il Programma dell’ Edizione 2015 del Festival delle Cerase

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Due parole sull'autore

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ consigliere d’amministrazione di SanaRes, la prima rete d’imprese italiana nel comparto sanitario. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.