Tuesday, Dec. 18, 2018

Una Rieti sotterranea tutta da scoprire

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June 24, 2013

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Una Rieti sotterranea tutta da scoprire

C’è un motivo in più per visitare Rieti. Da qualche tempo infatti sono fruibili al pubblico ampi ambienti che inglobano vestigia romane sotto l’odierna via Roma, la via più vivace della città,  l’antico cardo, nel passato la via Salaria, l’antica via del sale. Passeggiando sopra questa strada non tutti riescono ad immaginare di camminare su un piano rialzato, sostenuto da archi, resti di una poderosa costruzione realizzata dai romani per evitare l’impaludamento dell’importante via consolare. Eppure sotto il piano di calpestio si apre un mondo straordinario ed affascinante, fatto di volte, architravi, antichi vicoli, che conduce al viadotto romano e che aspetta di essere scoperto dai visitatori.

rieti sotterraneaAnticamente occupata da un grande bacino, la città di Rieti, fu conquistata insieme al resto della regione sabina, nel 290 a.C. da Manio Curio Dentato. Le acque del fiume Velino, ricche di sostanze minerali, avevano nel corso dei secoli incrostato le rocce, creando una barriera travertinosa che impediva il deflusso delle stesse a valle. Il console romano fece eseguire il taglio delle Marmore, consentendo così al fiume di precipitare nel Nera e liberare la pianura di Rieti dalla acque del “lacus Velinus”. Questa importante opera idraulica, citata spesso nelle fonti antiche, è considerata uno degli interventi paesaggistici più interessanti e spettacolari della storia, che da una parte mise Reate in urto con Terni per i contrastanti interessi connessi alla regolamentazione delle acque del fiume Velino, dall’altra trasformò la città in un importante centro agricolo, naturale fornitore di Roma, “vocazione” che Rieti non ha mai abbandonato nel corso dei secoli.

Rieti e la Via Salaria

Dopo la conquista Rieti fu sempre molto legata a Roma e collegata ad essa dalla Salaria, la via più antica che usciva da Roma. La denominazione dell’importante arteria si deve alla sua funzione originaria che consentiva alla popolazionirieti sotterranea dell’entroterra sabino e dell’agro reatino di raggiungere Roma per rifornirsi di sale nel Foro Boario, trasportato qui dalle saline della foce del Tevere ed alle popolazioni del Piceno di trasportare numerosi prodotti verso la capitale. Inizialmente la strada doveva giungere a  Rieti, e solo successivamente venne prolungata fino all’Adriatico, forse in seguito all’assoggettamento del Piceno avvenuto nel 268 a.C. L’ampliamento del percorso richiese un notevole dispendio di energie e di risorse economiche, se si pensa che per aprirsi un varco in direzione del mare, i romani furono costretti a realizzare subito dopo l’abitato di Interocrium, l’odierna Antrodoco, tagli verticali nelle rocce che ancora oggi caratterizzano le “gole del Velino”, un lungo tratto della valle stretta tra i monti del Terminillo e l’estremità settentrionale della catena del Monte Velino.

In loco il fiume ha scavato una forra profondissima, forse la più selvaggia e suggestiva di tutto l’Appennino, dove è possibile ammirare il “Masso dell’Orso”, rupe tagliata dai romani per un’altezza di circa 30 metri e una lunghezza di 20 a perpendicolo sul fiume. Al centro della parete è presente un incasso per lapide o rilievo e nicchie forse per un sacello. Dopo pochi metri si passa accanto ad una grande pietra miliare romana dell’antica via, un cippo troncoconico che porta il numero LXVIII posto in sito al tempo dei grandi restauri di Augusto alle vie imperiali. Queste ed altre modifiche, furono necessarie per rendere la consolare Salaria, la principale via di comunicazione per l’intero territorio sabino, utilizzabile in qualsiasi periodo. L’abbondanza delle acque della città di Rieti infatti, e le ricorrenti piene del Fiume Velino nel periodo delle piogge, resero necessaria la costruzione del viadotto formato da fornici rampanti.

Rieti Sotterranea

Questo manufatto, superando il fiume con un solido ponte in pietra dove sono visibili i profondi solchi lasciati dalla ruote dei carri utilizzati per il trasporto del sale, permetteva alla strada di raggiungere la città sviluppatasi su una rupe, evitando allagamenti ed impaludamenti. La struttura inglobata nei sotterranei di alcune dimore patrizie reatine è formata da grandiosi fornici romani costruiti con enormi blocchi squadrati di travertino a sostegno del piano stradale. Dopo aver attraversato il foro, situato dove oggi si estende piazza Vittorio Emanuele II, la strada piegava a destra sulla via Garibaldi, formando gli antichi cardo e decumano che rappresentano ancora oggi i due assi su cui imperniare una visita ai luoghi di maggiore interesse della città di Rieti.

Nei sotterranei di palazzo  Napoleoni, è raggiungibile, attraversando locali di epoca seicentesca, quattrocentesca e medievale, uno dei fornici del viadotto romano conservato per una larghezza di 5,40 m, un’altezza di 3,40 m ed una profondità di 7,10 m. L’insieme degli ambienti costituisce l’asse del percorso dei visita attualmente proposto ai turisti ed agli esperti, per gli importanti lavori effettuati negli anni dai proprietari e per la perfetta conservazione dell’arco che garantisce il collegamento con gli ambienti di palazzo Vecchiarelli. L’edificio disegnato dall’architetto Carlo Maderno nasconde degli ambienti ricchi di fascino e storia che si sviluppano sotto la corte interna caratterizzata da una bella fontana e quinte sceniche e per questo considerata il “teatro di pietra” della città di Rieti. Un pozzo di origine medievale ancora funzionante ed un balcone sostenuto da mensole di pietra sono solo alcuni degli elementi  che attirano l’attenzione del visitatore sorpreso nell’osservare le “sculture sonore” dell’artista  Immacolata Datti e nel percorrere in questo itinerario vicolo Coarone inglobato nei sotterranei del palazzo. Chiuso successivamente all’ampliamento dell’edificio, il vicolo è collegato al cortile ed ai piani alti di palazzo Vecchiarelli, attraverso un’artistica scala elicoidale progettata da Francesco Borromini, nipote di Carlo Maderno.

Con accesso sempre sulla via del Porto è poi interessante visitare il magazzino di casa Parasassi ed i sotterranei di Palazzo Rosati Colarieti dove è rintracciabile parte del viadotto con fornici seminterrati e dove un imponente muro mostra il piano di inclinazione della via consolare dalle rive del fiume Velino fino alla rupe di travertino dove si era sviluppato il primo nucleo abitativo della città. Rieti Sotterranea testimone del passato della città vi aspetta!

Per visitare Rieti Sotterranea, contattare:
Rieti da Scoprire
www.rietidascoprire.it
Tel. e fax 0746 296949 oppure 347 7279591
email: rietidascoprire@vodafone.it

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Due parole sull'autore

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Rita Giovannelli

Rita Giovannelli, imprenditrice e guida turistica, ha fondato la società “Rieti da Scoprire” specializzata in visite guidate, programmi legati ad eventi, itinerari tematici. Nel maggio 2003 ha ricevuto a Cracovia il premio “Benemeriti del turismo e dell’ospitalità” assegnato dall’Associazione Europea Stampa Turistica per “aver contribuito in maniera significativa allo sviluppo del turismo nel territorio reatino”. Pubblicista del Corriere di Rieti, redazione del Corriere dell'Umbria, collabora con diverse riviste nazionali ed internazionali. Ha pubblicato per la Universo Editoriale: “Rieti Sotterranea”, " Rieti, santuari francescani, itinerari tematici", per la Cariri: "Rieti, architetture sotterranee", "Un giorno a Rieti " e "Rieti in tasca", per la Edimont "Rieti Umbilicus Italiae" e per la Rieti da Scoprire Edizioni, la collana di libri illustrati per bambini "Storie di Panfilo". Vive e lavora a Rieti.