Saturday, Aug. 17, 2019

Difetti della vista: piccolo vademecum

Pubblicato da :

|

October 13, 2013

|

in:

Difetti della vista: piccolo vademecum

Ecco nel seguito qualche breve descrizione dei principali difetti della vista utile per avere un po’ più chiare le problematiche specifiche.

Difetti della vista: la Miopia

La miopia, in termini anatomici, è dovuta ad una lunghezza eccessiva del bulbo oculare ma può anche manifestarsi in connessione alle fasi iniziali e intermedie della cataratta a seguito di alterazioni del cristallino. Quest’ultimo è la lente naturalmente presente nel bulbo oculare, che con l’età, o con particolari malattie, perde la trasparenza, andando appunto incontro alla cataratta.

Nella miopia le immagini provenienti da lontano si focalizzano davanti alla retina e non su di essa come dovrebbe essere: pertanto le immagini lontane sono sfocate. Nella pratica oculistica, la miopia rientra nella “famiglia” delle ametropie, cioè dei difetti di “refrazione”, nei quali l’occhio è incapace di focalizzare le immagini sul piano della retina, dove, in condizioni di normalità, dovrebbero cadere.

La miopia si può manifestare anche in associazione a patologie corio-retiniche oculari, le cosiddette degenerazioni retiniche periferiche regmatogene, che sono aree localizzate di assottigliamento della retina che possono portare al distacco della retina, con conseguente gravissima menomazione funzionale visiva. Per tale ragione, è fortemente raccomandato a tutti i miopi di effettuare l’esame del Fondo dell’Occhio (Fundus Oculi) almeno una volta ogni 12 mesi.

La correzione di questo difetto visivo si ottiene con l’utilizzo di lenti (biconcave, divergenti e negative) grazie alle quali le immagini arrivano a fuoco sulla retina. Come per tutte le ametropie, la gravità del difetto visivo si valuta in Diottrie, che individuano anche la capacità correttiva delle lenti: il grado di miopia è lieve fino a -3.00 diottrie, media tra -3.00 e -6.00 diottrie, grave oltre le -6.00 diottrie.

Se vuoi approfondire i meccanismi di funzionamento delle lenti e le modalità di correzione dei difetti della vista, clicca e leggi: Come funzionano gli occhiali?

Presbiopia

La parola presbiopia si rifà al termine greco presbus, “vecchio” proprio per significare che questa patologia dell’occhio è legata al passare del tempo ed all’età del paziente. Infatti, i primi sintomi si accusano intorno a 40 anni e poi la gravità del difetto può acuirsi fin verso i 60.

La causa è da ricercarsi nella diminuzione della capacità naturale dell’occhio di mettere a fuoco le immagini grazie alla muscolatura oculare (detta accomodazione), ciò è dovuto alla perdita di elasticità del cristallino con conseguente ridotta capacità di messa a fuoco per vicino e dunque a leggere o ad utilizzare uno schermo digitale (computer, i-pad, ecc.).

Come tutti sappiamo, la reazione immediata di chi verifichi questo difetto è quella di allontanare da se il foglio o lo schermo o aumentare l’illuminazione, proprio per compensare la diminuita capacità di accomodazione. Viceversa, la correzione oculistica di questo difetto visivo si ottiene con l’impiego di occhiali che montano lenti positive, convergenti, biconvesse, oppure lenti meno negative nel caso dei miopi elevati, dove le diottrie della miopia siano superiori a quelle della presbiopia ( es. una miopia di -5, con una presbiopia di +3, si metterà una lente di -2).

Astigmatismo

L’astigmatismo è un’ametropia (cioè un difetto di refrazione per il quale l’occhio non è in grado di focalizzare le immagini sul piano della retina, dove normalmente dovrebbero cadere) la quale porta ad avere una visione sfuocata a tutte le distanze. A sua volta, l’astigmatismo può associarsi ad altri difetti visivi quali miopia, ipermetropia e presbiopia.

Dal punto di vista anatomico, se consideriamo il bulbo oculare come una sfera (un pò come se fosse il globo terrestre), in condizioni di normalità troveremmo i meridiani oculari (similmente a quelli terrestri) tutti con lo stesso raggio di curvatura. Nella persona astigmatica, invece, poiché la curvatura della cornea è asimmetrica (anziché simmetrica come dovrebbe essere) i meridiani oculari non avranno tutti lo stesso raggio di curvatura. Più esattamente, un meridiano ha un raggio di curvatura maggiore rispetto al meridiano che gli è perpendicolare. Questa situazione genera una differente refrazione (incapacità dell’occhio di focalizzare le immagini sul piano della retina) lungo i diversi meridiani oculari che causa l’esistenza di due diverse linee di focalizzazione sulla retina da cui la visione sfuocata di cui si è detto.

Oltre all’astigmatismo dovuto all’anomala curvatura della cornea (astigmatismo corneale) vi è anche l’astigmatismo “interno”, dovuto ad alterazioni dei mezzi diottrici interni all’occhio (cristallino).

L’astigmatismo può essere un difetto visivo congenito dalla nascita ed in questo caso è tipicamente di grado elevato e manifesta solo modificazioni limitate nel tempo oppure può essere causato da eventi traumatici o infettivi (il cd. astigmatismo irregolare) che conducono a modificazioni della cornea.

Ipermetropia

Tra i difetti della vista, l’ipermetropia è una ametropia nella quale i raggi provenienti dall’infinito si mettono a fuoco dietro la retina. Tale patologia trova la sua causa “anatomica” nel fatto che il bulbo oculare è troppo corto rispetto alla capacità di messa a fuoco dell’occhio.

Ripercorrendo per un attimo la “storia” dell’oculistica, scopriamo che il termine “ametropia” è stato coniato nell’800 dall’oculista olandese Donders, utilizzando il greco antico e, letteralmente, significa “mancanza di misura dell’occhio”. Nella pratica oculistica, l’ametropia è un difetto di refrazione, ovvero l’incapacità dell’occhio di focalizzare le immagini sul piano della retina, dove normalmente dovrebbero cadere.

Accomodazione: alla lunga crea problemi

L’essere umano ha una capacità propria di compensazione dell’ipermetropia, detta “accomodazione”, ma ciò solo entro certi limiti. Infatti l’accomodazione, ovvero la naturale capacità dell’occhio di ottenere la messa a fuoco delle immagini, grazie alla muscolatura oculare, può aver luogo solo se il difetto è di entità modesta, oltre andranno impiegate lenti da vista positive, biconvesse, convergenti, al fine di riportare la focalizzazione delle immagini sul piano della retina. Il grado di accomodazione disponibile è massimo in giovane età ma diminuisce con il passare degli anni. Questo spiega perché un certo grado d’ipermetropia da giovani venga compensato tranquillamente ma ciò non sia più vero con l’avanzare dell’età.

Anche il meccanismo dell’accomodazione presenta però i suoi inconvenienti, infatti il suo utilizzo continuo fa si che il muscolo ciliare non sia mai completamente rilassato con la comparsa di problemi specifici. Infatti, in questo caso, ci troveremo di fronte alla cosiddetta astenopia accomodativa (anche la parola “astenopia” proveniente dal greco antico e significa “stanchezza visiva”) i cui sintomi principali sono mal di testa, bruciore, lacrimazione. Tali sintomi si manifestano nella visione da vicino, in conseguenza all’eccessivo uso dell’accomodazione. Questa situazione si può presentare, ad esempio, in seguito a uso del PC o alla lettura per molte ore al giorno.

Oltre che attraverso l’impiego di occhiali o lenti a contatto, questo difetto della vista trova possibilità di soluzione in recenti metodiche della chirurgia oculistica che prevedono l’impiego del Laser ad Eccimeri per  modellare la superficie della cornea.

Share

Condivi questo articolo:

Potrebbero anche interessarti:

Libro Parlato Lions: 10.000 storie da ascoltare
Retinite Pigmentosa: affrontarla con la tecnologia
Cheratocongiuntivite Vernal (VKC): di che si tratta ?

Due parole sull'autore

aldocanzio@laboratorionomentano.it'

Aldo Canzio

Il Dr. Aldo Canzio si è laureato in Medicina e Chirurgia e si è specializzato in Oculistica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “La Sapienza” E’ Dirigente Medico di I Livello presso l’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma dove svolge la sua attività professionale e dove è il responsabile della sezione di diagnostica retinica con l’O.C.T.