Sunday, Apr. 21, 2019

Dignosticare il Diabete con l’Emoglobina Glicata

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March 22, 2019

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Dignosticare il Diabete con l’Emoglobina Glicata

Julian Voss-Andreae è un fisico tedesco con una forte vocazione artistica che fra le varie sculture prodotte agli inizi del 2000 ha realizzato quest’opera che raffigura una molecola di emoglobina.

Emoglobina: che cos’è?

L’emoglobina si trova nel globulo rosso e rappresenta una sorta di pinza che al suo centro lega l’ossigeno, come la palla rossa della scultura, e lo emoglobinatrasporta dai polmoni a tutto il corpo, rendendo così possibile la vita. Un globulo rosso vive 120 giorni.

Una caratteristica dell’emoglobina è quella di potersi “zuccherare”, nel senso che se il globulo rosso passa in un sangue che ha un valore di glicemia superiore a 180 mg/dl (un soggetto non diabetico non raggiunge mai questo valore) si zucchera al suo interno con un processo chimico che si chiama Glicazione che è irreversibile (è come se nella nostra scultura si incastrassero delle palline di zucchero in tutti gli angoli delle spirali argentate). In una persona sana la percentuale della molecola che viene glicata oscilla dal 4 al 5,6%.

Emoglobina Glicata: come funziona?

La Medicina di Laboratorio ha dunque messo a punto una metodica analitica che sfruttando le due caratteristiche accennate (il globulo rosso vive 120 giorni e il processo di glicazione è irreversibile), dosa quanta parte dell’emoglobina è stata glicata e ci racconta in tal modo quante volte i valori di glicemia nel sangue sono andati oltre i 180 mg/dl, e di quanto è stato superato questo limite nell’ultimo quadrimestre.

Emoglobina Glicata: a cosa serve?

Il dosaggio dell’emoglobina glicata è dunque un ottimo modo per:

1)    prevenire lo sviluppo del diabete;

2)    monitorare la capacità di controllo delle glicemie nel tempo del soggetto diabetico.

Vediamo ora quali sono i criteri per utilizzare in modo preventivo il dosaggio della Emoglobina Glicata

Diagnosi di Diabete con l’emoglobina glicata

Per decenni la diagnosi di diabete si è basata sul valore della glicemia a digiuno (due determinazioni a digiuno superiori a 126 mg/dl o una random >200 mg/dl) e sui valori della stessa a due ore dal carico orale di 75 gr. di glucosio (>180).

Dal 2001 è stata introdotta l’Emoglobina Glicata come test per la diagnosi di diabete con una soglia pari o maggiore del 6,5% ottenuta con test certificati e standardizzati. La Glicata ha il grande vantaggio che non richiede il digiuno e non dipende dall’altalenare di stress o strapazzi alimentari dei giorni precedenti il prelievo.

Criteri per test del diabete in individui adulti asintomatici

Il dosaggio della Glicata viene preso in considerazione in tutti coloro che in sovrappeso hanno un indice di massa corporea (BMI) >= 25 Kg/m2  e in più  uno dei seguenti fattori di rischio:

  •             inattività fisica
  •             un parente di primo grado con il diabete
  •             un aumentato rischio legato alla etnia
  •             donne che hanno partorito un bambino di 4 Kg o oltre
  •             ipertensione arteriosa (>=140/90 o in terapia antipertensiva)
  •             HDL colesterolo< 35 mg/dl e/o trigliceridi >250 mg/dl
  •             donne con ovaio policistico
  •             glicata >= 5,7%
  •             altre condizioni cliniche associate a insulina resistenza
  •             storia di cardiovasculopatie

Con un valore di Glicata compreso fra 5,8 e 6,4 l’esame va ripetuto  ogni quattro mesi. In assenza dei criteri sopradescritti le indagini dovranno iniziare a 45 anni e ripetuti, se normali, ogni tre anni.

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Due parole sull'autore

Guido Cimatti

Laureato in medicina e chirurgia alla Università Cattolica del Sacro Cuore dove si specializza in Patologia Clinica. Nei primi dieci anni di attività professionale è stato il coordinatore dell’ambulatorio di Oncologia pediatrica del Policlinico Gemelli Clinica Moscati. Dal 1990 al 2017 è stato direttore del Laboratorio di Analisi Cimatti in Roma E’ stato fra i fondatori del Tribunale per i diritti del malato dove ha presieduto il Collegio Giudicante che proclamò nel Giugno 1980 in piazza del Campidoglio la prima Carta per i diritti del Malato. Dall’Agosto 2017 è Direttore del Laboratorio Clinico Nomentano in Monterotondo