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Obesità: l’ Exenatide spegne l’appetito

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January 29, 2016

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Obesità: l’ Exenatide spegne l’appetito

L’Exenatide, un ormone sintetico analogo all’ormone naturale Glp-1 influenza il metabolismo delle aree cerebrali coinvolte nei meccanismi di controllo di fame e sazietà, regolando la risposta dell’appetito.

Secondo gli studi di questi ultimi anni, infatti, il cervello svolgerebbe un ruolo significativo nell’insorgenza di diabete e obesità: “Il cervello regola sia l’impulso della fame sia il modo in cui il cibo viene ‘metabolizzato’ – spiega Amalia Gastaldelli dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa – i risultati della nostra ricerca evidenziano un peso determinante dell’ormone Glp-1 in questo senso e aprono nuovi scenari nella lotta a queste malattie”.

È noto che i soggetti con insulino resistenza, specialmente se obesi e/o diabetici, hanno un difetto nel rilascio/azione

exenatide metabolismo cervello

Immagine Pet del metabolismo cerebrale del glucosio durante placebo (A, C, e D) o Exenatide (B, E, e F) in un soggetto di riferimento

dell’ormone intestinale ‘glucagon like peptide-1 (Glp-1)’. Il Glp-1 viene prodotto dopo un pasto aumentando il rilascio di insulina e favorendo la diminuzione degli zuccheri nel sangue. Questo ormone agisce anche su altri organi, in particolare fegato, cuore, e cervello migliorandone il metabolismo, ma viene subito degradato dall’enzima Dpp-4.

Per questo motivo sono stati messi a punto dei farmaci basati su analoghi sintetici dell’ormone Glp-1 resistenti all’azione dell’enzima Dpp-4 e già utilizzati nella cura del diabete.

Ora un gruppo di ricerca diretto da Amalia Gastaldelli dell’Ifc-Cnr di Pisa, che comprende l’Università del Texas Health Science Center di San Antonio, ha studiato come il Glp-1 agisce sulle aree del cervello che regolano il senso della fame. I risultati sono pubblicati sulla rivista Diabetes.

Exenatide: meno fame più sazietà

Abbiamo valutato il metabolismo cerebrale (tramite Pet) dopo l’assunzione di 75 grammi di zucchero e testato l’effetto di un analogo del Glp-1, il farmaco ‘exenatide’, in 15 soggetti con prediabete o diabete di nuova diagnosi – dice Amalia Gastaldelli - il lavoro dimostra come nell’uomo, già dopo una singola somministrazione di questo ormone sintetico, vi sia un miglioramento del metabolismo del glucosio sia cerebrale che sistemico. Si è osservato che nelle due ore successive all’assunzione di zucchero la singola somministrazione di exenatide aumenta, rispetto al placebo, anche il metabolismo delle aree cerebrali coinvolte nei meccanismi di controllo della fame e della sazietà e in zone deputate al sistema dell’appagamento da cibo. In sostanza, il farmaco aumenta la risposta di tali aree, mentre ‘spegne’ quelle dell’appetito (l’ipotalamo), spiegando, almeno in parte, i meccanismi già noti attraverso i quali pazienti che usano analoghi del Glp-1 perdono peso”.

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