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Sindrome da Distress Respiratorio Acuto: cause e diagnosi

La Sindrome da Distress Respiratorio Acuto (ARDS, Acute Respiratory Distress Syndrome) è una patologia caratterizzata da un’insufficienza respiratoria acuta spesso di grado estremo, che può far crollare l’ossigenazione di pazienti adulti in buona salute e spesso di età inferiore ai 50 anni a valori incompatibili con la sopravvivenza, con tassi di mortalità superiori al 30%.

Nel caso della sindrome da Distress Respiratorio Acuto possono esserci predisposizioni genetiche generiche e variabili che possono predisporre all’insorgenza della malattia, ma allo stato degli studi non si riscontrano cause genetiche sensu strictu.

Sindrome da Distress Respiratorio Acuto: le cause

L’ARDS è, infatti, una sindrome multifattoriale dove su un terreno di predisposizione genetica, un elemento scatenante (trigger) di varia natura innesca e fa partire il processo patologico di danneggiamento del surfactant (cioè la sostanza che riveste gli alveoli polmonari rendendoli elastici) e di infiammazione polmonare.

Tale sindrome si è sempre ritenuto colpisse solo pazienti adulti, mentre col tempo ci si è resi conto che l’ARDS può insorgere a qualunque età della vita, anche se la sua diagnosi in età neonatale è resa più difficile dall’assenza di criteri specifici e dalla mancanza di conoscenze chiare sulla sua biologia.

Infatti, i neonati (e i bambini) hanno “costituzionalmente” un sistema immunitario meno sviluppato ed efficace e quindi più facilmente sensibili a trigger infettivi.

ARDS e neonati

L’ESPNIC (European Society for Pediatric and Neonatal Intensive), società scientifica dedicata alla cura e alla ricerca in ambito di rianimazione neonatale e pediatrica, ha lanciato nel 2014 il “Neonatal ARDS Project”, al fine di analizzare i meccanismi alla base dell’ARDS e dimostrare come essi esistano anche nelle primissime età della vita.

Il progetto è stato coordinato dal prof. Peter Rimensberger (Università di Ginevra) e dal prof. Daniele De Luca (Università Paris Sud) con il contributo del prof. Giorgio Conti (Policlinico Universitario A. Gemelli).

Nel neonato non ci sono dati epidemiologici precisi. Solo l’ARDS da inalazione di meconio (materiale fecale neonatale) colpisce dall’ 1 al 10% dei nati. Se mettiamo assieme le altre cause (soprattutto ARDS indotto da sepsi, cioè infezioni generalizzate del neonato) è ragionevole pensare che solo in Italia migliaia di bambini ogni anno ne siano colpiti. In un centro nascite che effettui oltre 3 mila parti all’anno, comunque, si possono osservare decine di neonati ARDS nei dodici mesi (a Parigi – centro coordinatore della ricerca – circa20 inun anno).

Dunque, la Sindrome da Distress Respiratorio Acuto colpisce anche i neonati. Questo il risultato del Progetto internazionale “Neonatal ARDS”. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista The Lancet Respiratory Medicine.

Sindrome da Distress Respiratorio Acuto: diagnosi

La definizione diagnostica cui si è giunti grazie a questo studio (Montreux Definition) è molto semplice perché è pensata per essere applicata al letto del paziente da clinici anche non esperti nel campo. Si basa sugli stessi parametri della definizione di ARDS dell’adulto (denominata Berlino Definition); cioè, per essere definito come affetto da ARDS il neonato deve avere un’insufficienza respiratoria acuta entro 7 giorni dalla comparsa di un fattore scatenante (trigger) per esempio una polmonite diffusa; immagini di opacità polmonare diffusa e bilaterale; deficit di ossigenazione valutato in tre categorie di severità (lieve, moderato e severo). Di contro il neonato non deve essere affetto da edema polmonare di origine cardiaca, malattia da prematurità polmonare (quando i polmoni non sono ancora ben sviluppati) o anomalie congenite che giustifichino l’insufficienza respiratoria. Dei criteri chiari per escludere queste condizioni sono forniti nella definizione assieme a un set di radiografie per guidare il clinico nella diagnosi.

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