Fertilità

Spermatozoi col naso per “fiutare” l’uovo

Gli spermatozoi fiutano le sostanze chimiche presenti nell’ovocita e così sono in grado di localizzarlo per poi fecondarlo. Questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Endocrinology.

Gli spermatozoi sono capaci di “odorare” poiché possiedono numerosi recettori olfattori simili a quelli contenuti nella mucosa olfattiva del naso che servono a riconoscere e distinguere gli odori. Presenti sulla superficie dello spermatozoo, questi recettori svolgono un importante ruolo sia nella maturazione, sia nell’attivazione spermatica e nel processo di fecondazione dell’ovocita.

I recettori olfattori sono espressi anche in sedi differenti rispetto alla mucosa olfattiva e precedenti studi già avevano riportato l’espressione del recettore olfattorio “hOR17-4”sulla superficie degli spermatozoi, ipotizzando un suo ruolo nell’attivazione dello spermatozoo a fecondare l’ovocita. Odoranti sintetici ed estratti floreali sono anche in grado di attivare tale recettore.

Lo studio, ha spiegato il Professor Pontecorvi, Ordinario di Endocrinologia all’Università Cattolica e coordinatore dello studio, “ha consentito di identificare ben otto differenti recettori olfattori presenti come frammenti nel liquido seminale ed espressi sulla superficie dello spermatozoo, nei tubuli seminiferi del testicolo e nell’epididimo. I nostri dati evidenziano inoltre un ruolo importante per questi recettori poiché essi consentirebbero allo spermatozoo di ‘fiutare’ le sostanze chimiche rilasciate dall’ovocita e di dirigersi verso di esso allo scopo di fecondarlo”.

Alcuni maschi sterili sono privi di queste “molecole naso” nei propri spermatozoi. Dunque, questa scoperta apre anche nuove possibilità nella diagnosi dell’infertilità.

Si tratta di un lavoro con una notevole rilevanza clinica – spiega il Dottor Domenico Milardi, andrologo presso l’ambulatorio ISI presso la Fondazione Policlinico A. Gemelli – in pazienti con infertilità dovuta all’arresto della maturazione degli spermatozoi abbiamo dimostrato l’assenza di questi recettori. Riteniamo quindi che tale assenza possa svolgere un ruolo causale nella compromissione della spermatogenesi in questi pazienti. Il nostro studio, dunque, oltre ad aprire nuove prospettive nella comprensione dei meccanismi molecolari coinvolti nella spermatogenesi e nel processo di fecondazione dell’ovocita, lascia intravedere anche importanti risvolti clinici per i pazienti affetti da sterilità da arresto maturativo degli spermatozoi. Si tratta di una discreta percentuale di pazienti con infertilità”.

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