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Bambini: sonno regolare e cervello sviluppato

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July 12, 2013

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Bambini: sonno regolare e cervello sviluppato

E’ curioso vedere come le regole di buon senso, diciamo così quelle consigliate dai nonni, abbiano una loro bella base scientifica. Evidentemente, vi è qualcosa nel nostro istinto naturale e nell’esperienza accumulata di generazione in generazione che ci guida verso la strada giusta.

L’ultima riprova viene da uno studio del Department of Epidemiology and Public Health dell’University College di Londra, pubblicato dal Journal of Epidemiology and Community Health. I ricercatori hanno passato in rassegna un campione di oltre 11.000 bambini di sette anni d’età valutando gli effetti del sonno sulle capacità cognitive: sono state analizzate le modalità con cui i bambini hanno dormito (ora di “andata a letto”, regolarità dell’orario, ore di sonno) durante l’arco dei primi sette anni di vita e tali elementi sono stati mettessi in correlazione con i risultati ottenuti dai medesimi bambini in test di lettura, matematica e capacità spaziali.

Capacità cognitive: per svilupparle bisogna dormire

Il risultato di questa grande attività di analisi è il seguente: per sviluppare adeguatamente le proprie capacità cognitive, i bambini devono andare a letto presto, con orari regolari, e dormire le ore di cui hanno bisogno. Inoltre, data l’importanza cruciale che un corretto sviluppo nei primi anni di vita ha per lo sviluppo complessivo dell’individuo, non si può escludere che errori commessi in questa fase abbiano ripercussioni sulla salute dell’adulto.

Per inciso, lo studio ricorda come, a sette anni d’età, 10-11 ore di sonno a notte siano la quantità generalmente considerata sufficiente.

Il sonno alimenta la plasticità del cervello

I ricercatori evidenziano anche come il sonno sia cruciale per il mantenimento dell’equilibrio generale del nostro organismo, per la “plasticità” del cervello (che comprende attività quali l’assimilazione di nuove nozioni) e per la memoria. Il sonno, hanno spiegato, è il prezzo che paghiamo per la “plasticità” cerebrale del giorno precedente e l’investimento necessario per rendere l’apprendimento brillante il giorno successivo

Dunque, ancora una volta, i consigli della nonna danno prova di essere in linea con i risultati della ricerca scientifica !

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