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Congiuntivite Allergica: affrontiamola (anche) con i comportamenti

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July 24, 2013

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Congiuntivite Allergica: affrontiamola (anche) con i comportamenti

La Congiuntivite è un’infiammazione della “congiuntiva”, cioè di quella membrana mucosa, che protegge, ricoprendolo, il bulbo oculare. Esistono diverse possibili cause alla base dell’infiammazione ma, certamente, in alcuni mesi dell’anno le allergie la fanno da padrone.

Congiuntivite Allergica: prurito agli occhi e lacrimazione

Infatti esiste una forma specifica di questo disturbo, la congiuntivite allergica, che trova la sua causa nei medesimi allergeni che provocano le forse più conosciute allergie respiratorie. In realtà, la congiuntivite allergica è una malattia in generale molto diffusa che si stima interessi circa il 40% della popolazione nei paesi occidentali. Forte prurito agli occhi e lacrimazione sono i suoi inconfondibili sintomi.

Esistono due grandi categorie di congiuntiviti allergiche: le acute e le croniche. Quelle provocate dai pollini o dalle polveri, sono le acute – delle quali ci occuperemo in questo articolo – ed annoverano due forme, la stagionale e la permanente. La stagionale, come dice la stessa parola, è tipicamente primaverile, è associata alla rinite allergica, ed è causata dai pollini delle piante, soprattutto graminacee e parietarie. I sintomi più frequenti sono prurito, bruciore, lacrimazione, fastidio alla luce (fotofobia), annebbiamento visivo. I segni tipici oculari sono l’iperemia congiuntivale (rossore degli occhi) e l’essudazione mucosa (secrezione). La congiuntivite allergica permanente, viceversa, dura tutto l’anno, ed è causata più frequentemente da acari della polvere e spore fungine.

Le lenti a contatto

Anche se di natura diversa, in quanto “cronica”, un’altra forma diffusa di congiuntivite allergica è quella scientificamente detta “congiuntivite gigantopapillare” la quale ha una causa tipica e precisa. Ovvero è la congiuntivite dei portatori di lenti a contatto. È denominata così in ragione delle papille tarsali che da ipertrofiche diventano papille giganti. I sintomi tipici sono la sensazione di corpo estraneo, la secchezza oculare, e l’intolleranza alle lenti a contatto.

Terapia della congiuntivite

La terapia della congiuntivite allergica si avvale di “farmaci topici”, ovvero dei colliri, appartenenti a classi diverse, ovvero antistaminici, stabilizzatori di membrana dei mastociti, corticosteroidi, e vasocostrittori. Nei casi più gravi si può associare una terapia generale, con antistaminici e steroidi per bocca. I colliri antiallergici possono anche essere utilizzati per prevenire le allergie impiegandoli un paio di settimane prima del momento di diffusione dei pollini.

Per alleviare i sintomi e ridurre il fastidio, possono essere utili le cosiddette “lacrime artificiali”. Esistono poi in farmacia salviettine umidificate per la pulizia del bordo palpebrale le quali sono indicate per la rimozione degli allergeni dagli occhi.

Comportanti anti Congiuntivite:

La buona notizia è che, trattandosi di un’allergia, esistono comportamenti che permettono di limitare gli effetti della congiuntivite allergica. Vediamone alcuni:

  • innanzitutto è essenziale capire a cosa si è allergici, onde cercare di esporsi il meno possibile a quell’allergene. Lo specialista allergologo, attraverso gli esami diagnostici specifici (prove allergiche, ecc.), è la persona giusta a cui rivolgersi;
  • durante il periodo di fioritura limitare l’uso delle lenti a contatto. I granuli di polline possono rimanere intrappolati fra la lente e l’occhio. Meglio gli occhiali normali.
  • evitare di soggiornare in luoghi con vegetazione, durante il periodo d’impollinazione della pianta alla quale si è allergici.
  • chiudere porte e finestre quando il livello dei pollini  nell’aria è più alto. Per converso, arieggiare la casa in tarda serata perché il polline raggiunge la sua massima concentrazione nell’aria tra le ore 10.00 e le 16.00. Non stendere le lenzuola all’aperto per evitare che raccolgano pollini
  • cambiarsi i vestiti appena rientrati in casa, non in camera da letto, e lavarsi i capelli ( anche solo con acqua ). in questo modo si eliminano i pollini attaccatisi ai capelli nel corso della giornata, evitando così l’esposizione notturna.
  • limitare le gite in campagna nei periodi di massima fioritura. Meglio il mare o la montagna.
  • quando si va in moto o in auto usare un casco integrale nel primo caso, e un filtro antipolline efficiente nel secondo.
  • ricordare che le concentrazioni di pollini sono maggiori nelle giornate ventose e soleggiate e calano invece con la pioggia.
  • chi possiede un animale domestico dovrebbe ricordarsi che il polline può attaccarsi al pelo ed essere veicolato in casa.
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Due parole sull'autore

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Aldo Canzio

Il Dr. Aldo Canzio si è laureato in Medicina e Chirurgia e si è specializzato in Oculistica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “La Sapienza” E’ Dirigente Medico di I Livello presso l’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma dove svolge la sua attività professionale e dove è il responsabile della sezione di diagnostica retinica con l’O.C.T.